Partito Comunista Italiano

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Il Partito Comunista Italiano in Vietnam – 3° giorno

 

Nota a cura dell’ufficio stampa del Dipartimento Esteri

 

Il terzo giorno l’attività della delegazione del Partito Comunista Italiano è entrata nel vivo con gli incontri ad alto livello con il Partito Comunista Vietnamita. Il PCI è stato infatti ricevuto nella sede del Dipartimento Esteri dal compagno Hoang Binh Quan, membro del Comitato Centrale e Capo della Commissione Esteri del PCV e nella sede del Comitato Centrale dal compagno Vo Van Thuong, membro del Politburo, segretario del Comitato Centrale e capo della Commissione Informazione ed educazione.

Gli incontri, caratterizzati da uno spirito fraterno e da un sentimento di grande solidarietà, hanno messo in evidenza le affinità di visione ed analisi tra i due partiti. I frutti del processo di globalizzazione capitalistica mettono in luce le forti contraddizioni e le iniquità di questo sistema economico e sociale, generando nelle diverse parti del mondo reazioni e conseguenze che necessitano una risposta all’altezza dei tempi da parte dei comunisti. È su questa ricerca che le delegazioni hanno concentrato gli sforzi, consapevoli che ciascuno ha ruoli e compiti diversi, ma obiettivi e necessità comuni.

I compagni vietnamiti hanno illustrato il loro sforzo di costruzione del socialismo in un paese che è uscito dalla guerra e che, grazie alle politiche del rinnovamento, è uscito dalla condizione di paese povero ed arretrato per porsi l’obiettivo di costruzione di una società prospera e tecnologicamente avanzata. Una sfida che accomuna il partito vietnamita agli sforzi di costruzione del socialismo in altri paesi come la Cina, Cuba ed il Laos. Questo porta con sé grandi sfide e contraddizioni: sono tante le forze di opposizione al PCV che spingono per una riduzione della sua influenza nella società, puntando ad una modifica dell’art. 4 della Costituzione del Vietnam che assegna al Partito un ruolo di coordinamento e controllo e spingendo di fatto per il superamento del monopartitismo nel sistema politico del paese. La risposta a questa sfida non può essere un ritorno al passato o alla chiusura, ma il rafforzamento dell’organizzazione e dell’influenza del partito. Già oggi il PCV ha 4 milioni di iscritti, senza contare coloro che fanno parte dell’Unione dei Giovani Comunisti e l’Unione della gioventù, ma il lavoro di rafforzamento del partito è continuo. Ogni anno il 60% degli iscritti sono giovani ed è proprio su di loro che le forze ostili concentrano l’attenzione per mutarne l’orientamento; per queste ragioni il lavoro politico ed ideologico, unito al sostegno ed alla partecipazione popolare, costituiscono le direttrici fondamentali per rafforzare il processo di costruzione del socialismo vietnamita. Tutto ciò pone una riflessione seria anche all’occidente ed alla pretesa di esportazione di un modello di democrazia universalmente valido: la crisi del modello democratico occidentale mostra la fallacità di tale sistema basato sulla delega a gruppi sempre più ristretti e l’esclusione delle grandi masse dai processi decisionali e pertanto interroga seriamente sulla necessità di un sistema politico e sociale veramente democratico e quindi partecipato e capace di interpretare gli interessi del popolo e della nazione.

La visita dei comunisti italiani con una delegazione di alto livello in Vietnam non avveniva da diverso tempo e questa è stata l’occasione per ribadire la necessità di un rapporto più strutturato tra i due partiti. Grande enfasi è stata data dalla stampa e dalla televisione vietnamita all’incontro, come dimostrano i seguenti link:

  1. https://goo.gl/8uh2Ms (VN)
  2. https://goo.gl/GwLBXv (VN)
  3. https://goo.gl/frc19y (VN)
  4. https://goo.gl/HFLRPC (EN)
  5. https://goo.gl/hS1Fot (VN)

 

19/07/2017 – Hanoi, Vietnam

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