Home Il Partito Le Tesi del PCI TESI 17 – Una nuova generazione di comunisti: ricostruire la Federazione Giovanile Comunista

TESI 17 – Una nuova generazione di comunisti: ricostruire la Federazione Giovanile Comunista

TESI 17

UNA NUOVA GENERAZIONE DI COMUNISTI: RICOSTRUIRE LA FEDERAZIONE GIOVANILE COMUNISTA

1.Nel processo costituente del Partito comunista, i giovani che da tempo hanno scelto la strada della lotta per la costruzione di un’atra società, di un altro mondo, per il socialismo e il comunismo, avranno un ruolo centrale. Giovani che hanno resistito tanto allo scoramento per le tante sconfitte dell’ultimo venticinquennio, quanto alle “sirene” dell’opportunismo e delle scelte facili.La generazione identificata con l’etichetta dei “nativi virtuali” è molto diversa dalle precedenti; a partire dalla comprensione delle caratteristiche peculiari e distintive di essa sarà possibile elaborare una strategia vincente di ricostruzione. I giovani nati e cresciuti dopo il 1989, dopo la fine della prima “esperimento profano” di costruzione della società socialista sovietica, hanno subito la stratificazione di un senso comune, volta a espungere l’opzione rivoluzionaria e l’alternativa di modello sistemico economico-sociale. La debolezza politica e culturale delle fondamenta “rifondative” del comunismo, poste alla fine dell’esperienza del PCI nel 1991, ha facilitato la sedimentazione di cui sopra. Parallelamente, questa generazione ha sviluppato il rifiuto dell’organizzazione politica di massa, tanto nella forma dei partiti, tanto in quella sindacale, subendo pienamente un’offensiva di restaurazione, volta alla demolizione della forte dialettica politica e della rappresentatività del conflitto nelle istituzioni, così come era avvenuto dal secondo dopoguerra in poi. Complice, è stata l’espulsione dell’opzione autenticamente rivoluzionaria e comunista come scelta possibile per la propria vita, al contrario di quanto accadeva con le generazioni del Novecento.

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2.La vita materiale della nuova generazione si presenta in maniera molto diversa: la flessibilizzazione del lavoro ha stravolto qualsiasi ipotesi di pianificazione della vita, la deregolamentazione dell’orario di lavoro produce una nuova forma di estraniamento, l’atomizzazione del mondo del lavoro e della produzione punta a sradicare completamente, col tempo, l’idea stessa dell’appartenenza e dell’organizzazione di classe, contribuendo all’assimilazione di una comunione di destini tra lavoratori e padroni, in luogo del conflitto.Lo stesso scatenarsi della crisi del 2008, pur generando fino al 2011 movimenti di protesta persino potenzialmente portatori di una carica contestativa rivoluzionaria, non ha prodotto una consequenziale ripresa della lotta di classe nazionale ed internazionale. La distruzione sistematica della scuola e dell’università pubbliche, perseguita scientemente dalle classi dominanti, ricerca la fine dell’Istruzione intesa come formazione del senso critico e punta a ripristinare un modello di scuola padronale e a servizio delle esigenze di imprese, profitti e mercato.

3.L’individualismo dominante alimenta una falsa coscienza collettiva e un pensiero debole, stretto tra i limiti della riforma dell’esistente e dell’accettazione passiva. La forte “liquidità” dei consensi e la parallela crescita dell’astensione elettorale ne sono esempio palese. L’affermarsi di nuove reti sociali virtuali, strumenti di controllo ideologico e annullamento della coscienza collettiva, crea nuove forme di alienazione sociale, di mercificazione della vita e di aborto della possibilità di trasformare una vaga “indignazione” in carica rivoluzionaria. L’Italia, pur non essendo tra i Paesi con il maggior numero di utenti facebook, o simili, è tra i Paesi in cui questi social sono usati giornalmente per più tempo. L’era della semplificazione estrema del messaggio comunicativo pone ai comunisti il problema di elaborare un approccio nuovo alla comunicazione di massa. Siamo in presenza di una nuova “Belle Epoque” caratterizzata da una costruzione imponente della modernità capitalista e dalla proliferazione di un sottobosco di precarietà, insicurezza sociale, individualismo. Compiti della Federazione Giovanile Comunista Italiana dovranno essere quelli di indagare questi fenomeni, di ricostruire una coscienza collettiva, di ridare strutturale relazione al nesso tra riscatto individuale e riscatto collettivo, di portare una rinnovata coscienza di classe laddove essa non esiste più o è presente in una fase embrionale, cioè nei luoghi di studio e di lavoro, di costruire una doppia coscienza di genere indirizzata al rispetto e alla valorizzazione delle differenze e alla liberazione della donna, di lavorare in tutti i movimenti di lotta nel Paese per liberarne potenzialità rivoluzionarie sulla base di parole d’ordine avanzate, di relazionarsi con il Partito su nuovi movimenti e metodi comunicativi, in modo tale da renderne efficace l’azione politica e aggiornarlo per permettere un sempre attuale confronto con la realtà in continuo divenire. La costruzione di un’ organizzazione giovanile comunista è un’esigenza storica per un progetto comunista che voglia attraversare i tempi nuovi che scorrono veloci e avere con sé quella gioventù che, come affermava Lenin, nella rivoluzione ardente è la fiamma più viva. Lottando affinché il futuro sia migliore del nostro sogno più bello.

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