Partito Comunista Italiano

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Il PCI aderisce alla manifestazione “Fermiamo la guerra”

PCI Dipartimento Comunicazione

Fermiamo la guerra. Stop all’espansionismo della Nato. No all’invio di militari italiani. Fuori l’Italia dalla Nato e la Nato dall’Italia. Smascheriamo le menzogne di guerra dei mass media. No alle spese militari, si alle spese sociali.

Il PCI parteciperà alla manifestazione contro la guerra che si terrà il 19 febbraio alle 10:30, a Roma, in piazza Barberini.

3 commenti su “Il PCI aderisce alla manifestazione “Fermiamo la guerra”

  1. Finché avremo la Nato e gli USA in Europa ci sarà guerra che è fondamentale per le loro economie.
    Ma la guerra è anche interna , tra noi, troppi compagni sono diventati dei collaborazionisti
    Agisco a Torino, e sono con voi

    1. Bravo Gianfranco. Te lo dice un compagno di 67 anni che tanti anni fa sfidava in piazza la Polizia per il Vietnam per il Cile per la Palestina . Il pacifismo senza motivazioni politiche ma solo etiche non serve a niente. Auguriamoci che cessi l’espansione verso oriente della Nato e dei suoi servi sciocchi europei.
      La Cina rappresenta qualcosa di molto forte e importante per le nostre speranze. Un abbraccio. Massimo

  2. immaginate cosa accadrebbe, se un’alleanza militare ostile o comunque non amica degli USA, si insediasse in Messico, Canada, Panama o come un film gia’ visto a Cuba! Grandi comunque sono le responsabilita’ storiche della classe dirigente sovietica gorbacioviana, che per la prima volta nella storia consegnava la propria potenza nelle mani di avversari,e poi quali avversari, Tachter e Reagan! Cosi’ Bulgaria, Romania, Cecoslovacchia,Polonia,Ungheria,DDR,non solo rompevano i legami stretti con la Russia, ma diventavano membri di un’alleanza ostile, anche dopo il crollo di un modello politico e sociale opposto a quello occidentale. Seguiva poi lo smembramento delle ex Repubbliche Sovietiche e la Russia era di fatto accerchiata da tutti i lati, europei ed asiatici. Se non si parte da qui non si comprende quello che accade oggi, e l’unica lezione che si puo’ trarre,e’ che all’imperialismo americano non va fatta alcuna concessione, anche la fine della Libia di Gheddafi insegna,e questo al dila’ di quello che si puo’ pensare di Putin, che certamente per noi non e’ assolutamente un modello da seguire!

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