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Il PCI alla manifestazione Priorità alla scuola

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di Dipartimento Scuola e Università PCI

Il PCI partecipa alla “mobilitazione sociale” del 26 settembre indetta dal movimento di genitori, insegnanti e studenti di “Priorità alla Scuola” e a cui hanno aderito organizzazioni sindacali e studentesche.

È in campo un fronte unitario di protesta per gli intollerabili ritardi del governo nel garantire alle scuole una ripresa effettiva delle attività didattiche.
Dopo otto mesi dalla chiusura delle scuole per l’emergenza COVID, la ripresa effettiva delle attività didattiche in presenza per tutti gli studenti non è ancora realtà. Per mancanza di aule, docenti e personale ATA assistiamo ad una riduzione del tempo scuola, oppure all’alternanza di didattica in presenza e didattica a distanza.

Sono 200000 i posti vacanti, o forse più, tra cui la quasi totalità delle cattedre di sostegno. Una vergogna nazionale, conseguenza dell’assenza di una seria politica di stabilizzazione del precariato, dell’assenza di regolari concorsi per anni, del continuo cambio delle modalità di abilitazione.
Non si è investito sull’estensione del tempo pieno a tutta la scuola di primo grado né sono stati fatti investimenti adeguati sull’edilizia scolastica.

Il 26 settembre scende in campo un movimento di denuncia e di protesta, che avanza una propria Piattaforma per la scuola pubblica che inverta le disastrose politiche governative sull’istruzione che abbiamo subito negli ultimi 12 anni:

  • una parte cospicua dei fondi del Recovery Fund vengano destinati alla scuola;
  • investimenti strutturali definitivi in termini di percentuale del PIL investito per scuola e ricerca, per garantire il diritto allo studio e contrastare la dispersione scolastica;
  • la riduzione drastica e definitiva del precariato nella scuola e il miglioramento delle condizioni lavorative del settore scolastico;
  • investimenti massicci nell’edilizia scolastica.

È in gioco il diritto all’istruzione sancito dalla Costituzione. La lotta continua, i comunisti e le comuniste ci sono, con gli studenti, i lavoratori e le lavoratrici della scuola e i genitori.

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