Partito Comunista Italiano

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Il PCI dice no alla nuova base di Coltano

No all’utilizzo ulteriore del territorio pisano a fini militari! Le risorse a disposizione siano investite a difesa dei servizi pubblici.

Fonte Immagine: Il Tirreno

Comunicato della Federazione di Pisa del Partito Comunista Italiano

Nella tragica ed irresponsabile corsa agli armamenti delle ultime settimane, tra la conferma dell’aumento delle spese militari (portate al 2% del Pil!) per soddisfare la Nato e la decisione del governo di inviare armi in Ucraina, arriva l’ennesima pessima notizia, ancora una volta dal territorio pisano. A fine marzo, è divenuta pubblica (individuata quasi per caso) la proposta del Ministro della Difesa Lorenzo Guerini risalente alla primavera 2021 -e passata in modo silente sottotraccia per mesi- relativa ad una massiccia ristrutturazione con ampliamento dell’ex Centro Radar di Coltano (Pisa). L’area si allargherà fino a 70 ettari allo scopo di ospitare le sedi del Gruppo intervento speciale (Gis), del 1° Reggimento Carabinieri paracadutisti Tuscania e del Centro cinofili dell’Arma. Oltre a essere l’ennesimo schiaffo a un territorio già abbondantemente militarizzato (presenti già l’aeroporto militare e la gigantesca base di Camp Darby a pochi chilometri) si tratta anche di un ulteriore sopruso nei confronti del Parco Regionale di San Rossore, considerato in via di fatto un volume e bene territoriale su cui edificare a piacimento a seconda del governo di turno, che segnala l’impatto che ne deriverebbe come relativo poiché interessante una parte marginale del Parco stesso (!). Di nuovo, risorse che sembrano non esistere mai quando si parla di assumere insegnanti e personale sanitario, oppure di ristrutturare scuole o potenziare in via reale i trasporti pubblici, oggi -con uno schiocco di dita del governo Draghi- sembrano essere subito a disposizione trovando copertura economica nel Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027. Soldi pubblici destinati dunque ad ampliare basi militari. Le forze di governo, dal Pd alla Lega, sono da giorni impegnate in un inguardabile gioco delle parti rimpallandosi responsabilità e cercando un qualche compromesso pur di non dire “no” ad un’operazione troppo ghiotta per i propri settori e gruppi di potere di riferimento.
Il Pci non condivide il progetto messo in campo, il cui peso territoriale e sociale si tenta di ammorbidire e
rendere appetibile attraverso promesse di futura qualificazione ambientale e il rinvio a “opportunità di lavoro” peraltro limitate per caratteristiche e tempi. La vicenda, nel frattempo ha assunto rilievo nazionale producendo nei giorni scorsi (Circolo Arci-Coltano) un primo importante e partecipato momento di confronto tra cittadini, forze politiche e associazioni. Da qui si deve partire. Dalla mobilitazione e vigilanza popolare. Dal controllo democratico sulle scelte. Dal peso degli Enti Locali democraticamente eletti (in primo luogo Comune di Pisa e Regione Toscana), che devono essere chiamati a rispondere del perché e del come sino ad oggi tale nodo non è stato affrontato in modo trasparente con le comunità, dando seguito a politiche di concreta tutela del Parco di San Rossore e del territorio pisano tutto. In proposito, il prossimo 4 maggio, anche alla luce dell’annunciato incontro di tutti i soggetti coinvolti presso la Regione (inclusi il Comando Generale dei Carabinieri e il Ministero delle Infrastrutture), i comunisti saranno parte attiva della mobilitazione democratica che in tale occasione avrà luogo per ribadire il proprio NO a tale progetto. Noi chiediamo che la pressione militare su Pisa e sul Paese venga anzi ridotta. Chiediamo che tale ulteriore insediamento militare non si faccia, né a Coltano né altrove. Il Pci non condivide una scelta che ferirebbe ulteriormente il territorio, reclamando la necessità che tali importanti risorse vengano destinate alla sicurezza sul lavoro, alla sanità, all’istruzione, alla difesa dei servizi pubblici che in questi anni hanno subito duri colpi ed un impoverimento a causa della crisi.

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