Partito Comunista Italiano

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Il PCI posticipa il proprio congresso nazionale

La Direzione Nazionale del Partito Comunista Italiano, in considerazione della situazione determinatasi a seguito della ripresa dei contagi inerenti la pandemia da Covid 19, e delle scelte operate dal governo al fine di contenerla, ha unanimemente deciso di posticipare il proprio 2° congresso nazionale, previsto a Livorno il 21-22-23 Gennaio, orientativamente al prossimo mese di Marzo, nelle giornate del 18-19-20.

Un rinvio necessario, che risponde anche alla  diffusa e crescente  preoccupazione che ha investito, con gli altri, anche il nostro Paese, e che sottolinea la necessità di concorrere, ciascuno per la propria parte, alla salvaguardia della salute pubblica, rifuggendo dalle logiche antiscientifiche, negazioniste, oggettivamente reazionarie, che continuano a palesarsi, largamente strumentalizzate da settori il cui carattere eversivo è sempre più evidente, ed alle quali occhieggia anche una piccola parte della sedicente sinistra.

Una scelta responsabile, funzionale anche a garantire un congresso nazionale in presenza, realmente partecipato, nel quale il partito, anche relazionandosi con le numerose delegazioni invitate, in rappresentanza di diverse realtà politiche, sindacali, sociali, nazionali ed estere, esplicita la propria proposta “Ricostruire il PCI, unire i comunisti entro un fronte della sinistra di classe per uscire dalla crisi”.

Una proposta che è stata oggetto di un ampio ed articolato confronto di merito, sviluppatosi nei congressi di base e nei 53 congressi di federazione, che si completerà, entro la metà del corrente mese, con l’effettuazione dei 20 congressi regionali.

Un confronto che ad oggi ha registrato, nonostante le difficoltà derivanti dalla situazione data, una importante partecipazione delle compagne e dei compagni iscritte/i al partito, ed una altissima condivisione del documento congressuale.

Con tali congressi, e con l’elezione dei relativi nuovi organismi dirigenti, si è pertanto realizzata, con successo, tanta parte del percorso congressuale che, come sottolineato, si spera di potere concludere, a Livorno,  con il congresso nazionale, entro i tempi indicati.

Il PCI è e resta in campo, con la massima determinazione, per affrontare una situazione oltremodo complessa e problematica come l’attuale, caratterizzata da una crisi sociale sempre più marcata, rispetto alla quale le politiche del governo Draghi, sostenuto da un ampissimo schieramento di forze di centrodestra e di centrosinistra, ancorate alla comune cultura liberista, risultano del tutto inadeguate, sostanzialmente volte a garantire  gli interessi delle élite finanziarie ed economiche, italiane ed europee.

Per il PCI è e resta necessaria la costruzione di una sempre più ampia opposizione di classe, di massa, a tali politiche, attorno ad una piattaforma alternativa, che rimetta al centro  un diverso modello di sviluppo, il lavoro, la sua tutela e valorizzazione, il soddisfacimento dei bisogni delle masse popolari.

Serve costruire una reale alternativa ed il PCI, ricercando la massima unità possibile tra tutte le realtà interessate, conferma il proprio impegno.

La Direzione Nazionale del PCI

 

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