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L’intervista ad Assad e quelle due risposte che la RAI non voleva sentire

A cura del Dipartimento Esteri del PCI

Vedendo l’intervista di Monica Maggioni al presidente siriano Bashar Al Assad si capisce bene il perché la televisione pubblica abbia deciso di non mandarla in onda.

Se il governo siriano non avesse pubblicato il 9 Dicembre l’intervista integrale sui propri canali social, forse non l’avremmo mai vista e sarebbe stata relegata nell’immenso archivio RAI, senza spettatori.

Ma un’intervista del genere non può non essere vista e condivisa in ogni media, in ogni blog o bacheca dei nostri profili social privati.

Quando le tv occidentali intervistano presidenti di paesi considerati regimi dittatoriali terribili, l’obbiettivo è sempre quello di voler dimostrare la “cattiveria” del presidente o del leader di quel paese. Con la sua intervista Monica Maggioni, Amministratore Delegato della RAI e famosa giornalista di guerra, voleva continuare a portare acqua al mulino dell’informazione distorta e menzognera.

Probabilmente si aspettava parole di fuoco contro i curdi o contro i cosiddetti ribelli, ma, la vera sfida era far dire al presidente Assad che i Russi con i loro accordi con la Turchia lo aveva tradito, abbandonato. L’occasione di mettere zizzania tra i due paesi era effettivamente molto allettante e farsela scappare non era consentito.

I piani non sono andati come pianificato e sentite le risposte di Assad in RAI hanno deciso che non era proprio il caso di mandare in onda un video del genere. Ma anche in questo caso ogni speranza di insabbiamento è sparita in pochi giorni. Oggi l’intervista è disponibile online su RaiPlay al link che troverete alla fine dell’articolo.

Le risposte più importanti che Assad pronuncia dinanzi alle telecamere sono due:

La prima:

Domanda: “In questo momento, quando l’Europa guarda alla Siria, a parte le considerazioni sul paese, ci sono due problemi principali: uno sono i rifugiati e l’altro sono i jihadisti o combattenti stranieri che tornano in Europa. Come vede queste preoccupazioni europee?”

Presidente Assad: “Dobbiamo iniziare con una semplice domanda: chi ha creato questo problema?Perché ci sono rifugiati in Europa? È una domanda semplice: a causa del terrorismo sostenuto dall’Europa – e ovviamente dagli Stati Uniti, dalla Turchia e da altri – ma l’Europa è stata il principale attore nella creazione del caos in Siria. Quindi,ecco perché accade questo.”

Domanda: “Perché dice che era il giocatore principale?”

Presidente Assad: “Poiché hanno sostenuto pubblicamente, l’UE ha sostenuto i terroristi in Siria dal primo giorno, dalla prima settimana o dall’inizio. Hanno incolpato il governo siriano e alcuni regimi come il regime francese hanno inviato armamenti, hanno detto – uno dei loro funzionari – penso che il loro ministro degli Esteri, forse Fabius abbia detto “mandiamo”. Hanno inviato armamenti; hanno creato questo caos. Ecco perché molte persone trovano difficile rimanere in Siria; milioni di persone non potevano vivere qui, quindi hanno dovuto lasciare la Siria.”

La seconda:

Domanda: Signor Presidente, vorrei solo tornare alla politica per un istante. Ha menzionato la Turchia, ok? La Russia è stata il suo miglior alleato in questi anni, non è un segreto, ma ora la Russia ha raggiunto accordi con la Turchia in alcune aree che fanno parte della nazione siriana, quindi come valuta questo?

Presidente Assad: “Per comprendere il ruolo russo, dobbiamo comprendere i principi russi. La Russia, crede che il diritto internazionale – e l’ordine internazionale basato su quella legge – sia nell’interesse della Russia e nell’interesse di tutti nel mondo. Quindi, loro, sostenendo la Siria sostengono il diritto internazionale; questo è un punto. In secondo luogo, essere contro i terroristi è nell’interesse del popolo russo e del resto del mondo.”

Quindi, stare con la Turchia e fare questo compromesso non significa che sostengano l’invasione turca; piuttosto volevano avere un ruolo per convincere i turchi che bisogna lasciare la Siria. Non supportano i turchi, non dicono “questa è una buona realtà, la accettiamo e la Siria deve accettarla”. No, non lo fanno. Ma a causa del ruolo negativo statunitense e del ruolo negativo occidentale nei confronti della Turchia e dei curdi, i russi sono intervenuti, al fine di bilanciare quel ruolo, per rendere la situazione… non direi migliore, ma meno male se si vuole essere più precisi. Quindi, nel frattempo, quello è il loro ruolo. In futuro, la loro posizione è molto chiara: integrità siriana e sovranità siriana. L’integrità e la sovranità siriane sono in contraddizione con l’invasione turca, che è molto ovvia e chiara.

Domanda: “Quindi mi sta dicendo che i russi potrebbero scendere a compromessi, ma la Siria non farà compromessi con la Turchia. Voglio dire, la relazione è ancora piuttosto tesa.”

Presidente Assad: “No, anche i russi non hanno fatto un compromesso riguardo alla sovranità. No, guardano alla realtà. Ora, c’è una brutta realtà, devi essere coinvolto per fare qualcosa… Non direi un compromesso perché non è una soluzione finale. Potrebbe essere un compromesso per quanto riguarda la situazione a breve termine, ma nel lungo termine o nel medio termine, la Turchia deve andarsene. Non ci sono dubbi.”

Nessuna accusa alla Russia o a Putin, nessuna rabbia verso il popolo curdo, nulla di ciò che la Maggioni voleva sentire. Il presidente Assad ha difeso la sua alleanza con i Russi e attaccato Turchia e Stati Uniti. Ma l’accusa più grande è riservata all’Unione Europea. In poche frasi l’UE viene incalzata a rispondere delle sue colpe immense nella crisi umanitaria che ha portato centinaia di migliaia di persone a scappare dalla propria casa per riversarsi in Europa.

È chiara e senza tentennamenti la voce di Assad quando ribadisce al mondo che l’Europa ha finanziato, armato e sostenuto pubblicamente i terroristi che hanno dato il via alla guerra in Siria, che ha causato milioni di sfollati e centinaia di migliaia di morti senza risparmiare donne e bambini. Il tutto sotto l’egida dell’Europa e della NATO.

Vorremmo tutti sapere cosa pensava la Maggioni quando sentiva tali risposte alle sue domande, magari si sentiva in imbarazzo perché in cor suo già sapeva che nessuno in patria avrebbe dato l’assenso alla trasmissione dell’intervista.
Per una volta, i bistrattati social media hanno reso un servizio importante alla verità, consentendo al mondo “libero” di sentire per la prima volta la versione non distorta della storia.

Avevamo ragione noi, in pochi e sotto attacco dai partiti di potere, a sostenere il popolo siriano e il suo legittimo presidente fin dal primo giorno di guerra. Si è dimostrato con questa figura meschina della RAI, che i giornalisti occidentali se avessero davvero al libertà di stampa e di informazione, non saprebbero cosa farsene.

Qui l’intervista completa al Presidente Assad.

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