Partito Comunista Italiano

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Lottiamo perché il futuro sia migliore del nostro sogno più bello

Dipartimento Lavoro PCI

Scrive Carlo Soricelli:
“Da dove comincio con tutta questa “carne” al fuoco? Dal cadavere occultato di un operaio spostato per farlo apparire una morte naturale? Dai Sindacati autonomi che copiano i morti sul lavoro poi li spacciano come propri? Dal primato negativo del Veneto dove i lavoratori muoiono numerosissimi sui luoghi di lavoro? Dei 126 agricoltori già schiacciati dal trattore dall’inizio dell’anno; quattro negli ultimi due giorni con foto di trattori che risalgono al dopoguerra e che uccidono? Ci hanno fatto spendere un mucchio di soldi per i salvavita sui tetti dei condomini, poi come è successo ieri a Pisa è caduto dal tetto un manutentore in un Centro di Poste Italiane morendo sul colpo. C’è da rimanere sgomenti nel vedere come è ridotto il mondo del lavoro.”

E sul sito dell’Osservatorio Nazionale morti sul lavoro del quale è curatore: 
Dall’inizio dell’anno sono morti 1042 lavoratori, 548 di questi sui luoghi di lavoro i rimanenti in itinere e sulle strade, In questi “numeri” ci sono anche i morti sul lavoro non assicurati all’INAIL…”

Qualche considerazione è d’obbligo.

Di fronte alla latitanza della questione “mancanza di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro” nella propaganda elettorale che riempie televisioni, social, giornali ecc. il PCI ribadisce il suo impegno e la convinzione che questa sia una priorità assoluta che bisogna affrontare e risolvere. Il tema che Carlo Soricelli porta avanti informando e tentando di costruire quella coscienza e quella cultura del lavoro oggi praticamente assente. A Carlo dobbiamo tutti qualcosa, anzi molto. Da lui dobbiamo imparare la costanza e la testardaggine. Non possiamo fermarci di fronte alle difficoltà né al silenzio che, volutamente, riducono le grandi questioni della mancanza di diritti nel lavoro a “normalità”. Noi non ci stiamo!

Garantire la salute e la sicurezza nel lavoro significa lottare per un sistema diverso, per un modello di sviluppo che metta al primo posto il diritto al benessere di chi lavora, ha lavorato, cerca di lavorare e non il privilegio di pochi ad accumulare grandi ricchezze sfruttando la fatica altrui. Questo è il principale compito che ognuno dovrebbe assumersi e noi del PCI ce lo assumiamo. Una lotta difficile che va condotta con la massima unità di azione di chi ha a cuore i principi e i valori costituzionali. Un compito che viene da lontano e deve andare lontano a prescindere e nonostante le “avventure”, le campagne e gli esiti elettorali.

E’ con questo spirito che si terrà la seconda conferenza nazionale sul lavoro del PCI che si terrà Roma il prossimo 17 settembre. Un’assemblea che non vuole essere e non sarà la “passerella” per chi fa promesse o ci vuole spiegare cosa bisogna fare con dotte disquisizioni teoriche. Sarà il dare voce a chi ogni giorno vive sulla propria pelle le condizioni che oggi si subiscono nel mondo del lavoro, ascoltare come si vive nella realtà la mancanza di garanzie, la precarietà, la disoccupazione. E’ di questo che abbiamo bisogno: partire dalla realtà, quella dura e drammatica, per costruire un progetto di trasformazione di un sistema che, oggi, considera i morti sul lavoro un “danno collaterale” di una guerra che “lorsignori” hanno scatenato contro lavoratrici e lavoratori.

Lottiamo perché il futuro sia migliore del nostro sogno più bello. 

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