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MEDICI CINESI IN ARRIVO A VERCELLI

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di Riccardo Main, Segretario PCI Piemonte

È di qualche giorno fa la notizia che una delegazione cinese composta da 6 medici e 28 infermieri stia arrivando a Vercelli per coadiuvare gli sforzi del personale sanitario degli ospedali del capoluogo di Provincia nella lotta al Coronavirus, grazie all’interessamento dell’ormai famoso filantropo Carlo Olmo.

Da comunisti non possiamo che esserne felici.

In primis perché è indubbio che le tecniche messe in campo dal personale cinese abbiano dato degli ottimi risultati in tempi brevi, riuscendo a contenere e mantenere sotto controllo l’epidemia che aveva colpito  la Cina per prima;

in secondo luogo perché ci troviamo nuovamente di fronte a quella che è la realtà dei fatti: i paesi socialisti non solo sono stati in grado di combattere e contenere il virus, ma hanno dimostrato a tutto il Mondo cos’è la solidarietà socialista e l’internazionalismo, inviando fin da subito aiuti umanitari e personale anche ai Paesi del cosiddetto “ Primo Mondo”, nel momento in cui l’emergenza era al culmine e i sistemi di governo dimostravano tutte le loro deficienze nel far fronte alla crisi.

Esatto, gli stessi Paesi del Blocco Nato che ogni giorno soffiano sulla fiamma della propaganda anticomunista e antisocialista, che additano i governi socialisti come dittature sanguinarie; che massacrano economicamente questi Stati con blocchi commerciali ed economici da anni.

Ma ecco, senza troppi proclami, con umiltà, una profonda umanità ed un enorme senso di sacrificio che il personale sanitario ed umanitario di Cuba prima, e della Cina adesso, giungono in Italia con la volontà di aiutare e dimostrare a tutti la vera essenza del socialismo applicato.

Di fronte a tutto ciò forse è davvero il momento di chiedersi se il modello “all’americana” di approccio al mondo sia realmente quello a misura di essere umano, come anni di esasperata propaganda ci insegnano.

Lo vediamo ogni giorno, ormai. Mentre nei paesi socialisti i tassi di mortalità e di positivi per Covid 19 sono sotto controllo, nei Paesi “democratici” del Blocco Nato sono di nuovo in atto misure di contenimento spesso inefficienti e votati perlopiù alla minor perdita economica piuttosto che alla salvaguardia della vita umana, con i servizi sanitari ormai al collasso a causa dei fortissimi tagli perpetrati da anni.

Mentre a Cuba e in Cina (ma anche in Vietnam e Corea Popolare) si è tornati in fretta alla normale vita quotidiana (con qualche accorgimento in più, ovviamente), in Italia ed in molti Stati europei si è invece tornati ad un nuovo lockdown, con tutte le conseguenze, economiche e non, del caso.

Speriamo quindi, dopo questo grande gesto di umanità di questi Compagni, che riusciremo come popolo italiano a rendere onore a questi “stranieri”, i quali arrivano nel momento di massimo bisogno, lasciando le loro case per aiutare a migliaia di km di distanza. Speriamo che riusciremo ad essere riconoscenti e, per una volta, avere il coraggio di allontanarci dalla marcia propaganda della NATO.

Un gesto vale più di mille parole. E tendere la mano nel momento del bisogno, vale più di tutta la propaganda.

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