Partito Comunista Italiano

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Mezzogiorno: Risorsa possibile tra due mondi

Sabato 11 Giugno 2022 a Napoli – presso l’Antisala dei Baroni, Maschio Angioino, si terrà il primo convegno sulla Questione Meridionale: le tendenze dello sviluppo capitalistico nel Mezzogiorno e le proposte dei comunisti.


Il dibattito si fonda su dei principi cardine, ovvero, nessuno sviluppo è possibile nelle catene del profitto capitalistico, che sottomette alle sue logiche la dignità umana e la tutela del territorio. Una nuova politica meridionalista non può che basarsi sulla socializzazione degli investimenti, secondo le seguenti linee guida:

1.      La bonifica e la messa in sicurezza del territorio sono condizioni indispensabili alla sua riqualificazione ed al rilancio di due settori produttivi fondamentali per il Meridione, l’Agricoltura ed il Turismo.

2.      Sviluppo sostenibile è da noi considerato quale processo integrativo che tenga conto delle vocazioni naturali del territorio. Tra cui lo sviluppo delle energie alternative e la pianificazione di un ciclo integrato dei rifiuti. Sviluppo sostenibile è anche, per noi, l’adeguamento del sistema produttivo che garantisca la sicurezza sociale ed economica (a partire dall’introduzione di un salario minimo garantito) e la sicurezza in termini di impatto ambientale sul territorio. Ciò deve essere ottenuto anche attraverso lo sviluppo della Cultura e della Ricerca, istituendo centri di ricerca in un’ottica di pianificazione e sviluppo di progetti produttivi avanzati.

3.      È strategico un inventario delle risorse (umane, tecnologiche, culturali) disponibili, anche se in crisi, promuovendo un utilizzo collettivo, sotto la direzione dei soggetti territoriali sotto controllo popolare e promuovendo delle forme – sia pure elementari – di autogoverno dei produttori.

4.      Lo sviluppo della Sicurezza sociale deve porre al centro la dignità della persona (lavoro, sanità, politiche sociali) e deve esser fondato sulla partecipazione ed il controllo popolare sull’organizzazione della produzione.

5.      Si intende proporre la creazione di distretti basati sulle vocazioni naturali dei territori nei quali sia importante l’impegno di risorse pubbliche, non erogate “a pioggia”, senza benefici per la popolazione, ma orientate verso lo sviluppo di buona produzione e buoni e duraturi posti di lavoro, anche utilizzando al meglio i fondi europei (a qualcosa deve pur servire questa UE) fondi che nel passato sono stati sottoutilizzati e/o dirottati verso le regioni del Nord.

6.      Tra i distretti da proporre, assume importanza di principio quello della Integrazione e Multiculturalità, considerato che il carico maggiore dei processi migratori avviene per le regioni del mezzogiorno d’Italia. A nostro parere, fermo il principio discriminante della “sacralità” dell’accoglienza, da una parte vanno rispettati gli accordi di redistribuzione tra i paesi dell’UE, e d’altra parte, creare percorsi di integrazione e opportunità (partendo dall’abolizione del reato di clandestinità), tenendo presenti chiari e precisi piani programmatici, in un percorso di interscambio culturale e valorizzazione delle risorse umane, forieri di un arricchimento reciproco e di reclutamento di forze proletarie per il percorso verso il socialismo.

7.      Riteniamo necessari, per il Mezzogiorno e per l’Italia, l’introduzione di un Reddito Universale che aiuti i cittadini a superare l’incubo della disoccupazione e della povertà, assieme al diritto alla Casa ed affitti popolari commisurati alle capacità economiche dei cittadini, e non ultimo diritto ad un buon lavoro con riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario (lavorare meno, lavorare tutti!)

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