Partito Comunista Italiano

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Il ministro Calenda e la costituente..

di Giorgio Langella, Direzione Nazionale PCI

Il ministro Calenda propone una costituente per modificare la Costituzione e “andare avanti” con le “riforme”.
Le forze reazionarie tornano all’attacco. Un anno fa gli elettori italiani, a stragrande maggioranza, hanno bocciato la pessima contro-riforma costituzionale “Boschi-Renzi-Napolitano”. Oggi, il personaggio emergente del padronato italiano (basta sentire sulla radio della confindustria come viene elogiato per qualsiasi cosa), ritorna sull’argomento minacciando un nuovo (e, plausibilmente, più pesante) stravolgimento della Costituzione nata dalla Resistenza. Una cosa indegna. Lorpadroni si ergono a paladini della democrazia, ma quando i cittadini bocciano il loro tentativo di cancellare i diritti costituzionali, fanno finta di nulla. Lasciano passare, qualche mese e tornano alla carica per distruggere quel barlume di civiltà che è la nostra Costituzione da loro umiliata e offesa  ogni giorno.

La Costituzione non va stravolta né riscritta. Va ripristinata nella sua forma originale con la cancellazione della norma del pareggio di bilancio (art.81) e delle norme dell’articolo 5 modificate in maniera approssimativa.

Ma, soprattutto, la Costituzione  deve essere attuata nei suoi principi fondamentali iniziando dall’applicazione dell’articolo n.47 (La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito) e degli articoli n. 41  (L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.), n.42 (La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati. La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti. La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d’interesse generale. La legge stabilisce le norme ed i limiti della successione legittima e testamentaria e i diritti dello Stato sulle eredità.), n.43 (A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale.).

Quella della difesa e dell’applicazione della Costituzione è una battaglia che dobbiamo affrontare tutti, senza tentennamenti, né ambiguità, né compromessi che sarebbero devastanti per la sopravvivenza di una speranza di democrazia (e di sovranità) nel nostro paese.

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