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MINSK: IL PCI INCONTRA IL PARTITO COMUNISTA DELLA BIELORUSSIA

a cura del Dipartimento Esteri PCI

Minsk, venerdì  6 Ottobre u.s., sede centrale del Partito Comunista della Bielorussia: si tiene l’incontro ufficiale tra il Dipartimento Esteri del PCI, rappresentato dal compagno Luca Bosio ( il compagno Fosco Giannini, responsabile Esteri non è potuto all’ultimo momento partire dall’Italia per ragioni personali) e la delegazione del Partito Comunista della Bielorussia, composta dal Segretario Generale, compagno Sokol Aleksey Nikolayevic, dal vice presidente della Lega dei Giovani Comunisti bielorussi, compagno Roman Rol e  dal compagno Egor Nikandrov. Le interpreti garantiscono una perfetta traduzione dall’Italiano al russo e viceversa.

Il Segretario Generale, Sokol Aleksey Nikolayevic, illustra l’organizzazione del proprio Partito, che può contate su 6.000 militanti, di cui 1.000 appartenenti alla Lega dei Giovani, vari consiglieri locali in tutto il territorio bielorusso e 8 deputati al parlamento nazionale. Lo stesso Segretario sottolinea l’incremento, negli ultimi anni, della componente giovanile all’interno del Partito e l’alto consenso e prestigio di cui i comunisti bielorussi godono tra il popolo e i lavoratori. Il Segretario ha parlato del sistema di finanziamento che il Partito ha adottato. Il Partito Comunista della Bielorussia, visto che quasi nulli sono gli introiti provenienti dai propri parlamentari (in Bielorussia gli eletti non godono degli stipendi dei parlamentari italiani), si autofinanzia totalmente attraverso i propri militanti, i quali  versano una percentuale mensile del proprio salario, garantendo così l’attività del Partito, i suoi funzionari e le sue strutture. Il Partito è molto radicato nel Paese, e nella città di Minsk in ogni quartiere vi è una sua sezione.

Sokol Aleksey Nikolayevic  prosegue illustrando la visione del mondo dei compagni bielorussi: gli USA – afferma il Segretario – sono particolarmente preoccupati per il crescere delle forze rivoluzionarie, antimperialiste, comuniste e autonome da Washington sul piano internazionale e, a partire da ciò, puntano ad inasprire i conflitti a livello planetario. I comunisti bielorussi, per questa ragione, ritengono assolutamente prioritario rafforzare l’unità delle forze comuniste e antimperialiste, estendendo e moltiplicando gli incontri e le relazioni dei Partiti Comunisti a livello internazionale, per lo scambio di esperienze, di informazioni, di analisi politiche e teoriche, estendo la comunicazione attraverso internet e le nuove tecnologie, usare soprattutto dalle nuove generazioni. Il Segretario Generale  si è poi detto assolutamente convinto della prioritaria necessità, per i comunisti, di essere presenti nei parlamenti nazionali, per meglio organizzare le lotte popolari.

Il compagno Luca Bosio estende poi alla delegazione del Partito Comunista della Bielorussia i saluti del Segretario Generale del PCI, compagno Mauro Alboresi e del compagno Fosco Giannini, responsabile Esteri del PCI; consegna la Lettera che lo stesso compagno Giannini ha inoltrato al Segretario Generale del PC della Bielorussia, illustrandone e ampliandone i punti salienti ( “E’ per noi di grandissima importanza stringere le relazioni politiche con il Partito Comunista della Bielorussia, un Partito importante nel proprio Paese e importante nel lavoro di ricostruzione dei legami, concreti e attivi, tra i Partiti Comunisti dell’ex Unione Sovietica, a partire dal Partito Comunista della Federazione Russa. Il PCI concorda con il Partito Comunista della Bielorussia sull’attualità del pensiero rivoluzionario di Marx e Lenin; sul giudizio storico sulla Rivoluzione d’Ottobre; sul positivo giudizio relativo alla storia dell’Unione Sovietica e sulla centralità del ruolo dei Partiti Comunisti – nella loro autonomia politica, ideologica, teorica, organizzativa – nelle lotte antimperialiste, anticapitaliste, antifasciste e per la trasformazione sociale in senso socialista nelle varie aree del mondo. La Rivoluzione d’Ottobre, della quale festeggeremo tra poco il 100° anniversario, è stata la più grande Rivoluzione della storia dell’umanità ed è stata la Rivoluzione che per la prima volta nella storia ha dimostrato nella concretezza dei fatti che il capitalismo non è natura, che può essere superato da una formazione sociale politicamente, economicamente, socialmente, culturalmente e moralmente più alta: il socialismo. Fu grazie alla Rivoluzione d’Ottobre, alla Rivoluzione di Lenin e fu grazie all’Unione Sovietica che presero forma nell’intero pianeta immensi processi di liberazione umana, di liberazione dei popoli, di titaniche lotte anticolonialiste e grandi rivoluzioni antimperialiste e comuniste. Come fu grazie all’Unione Sovietica che fu possibile la vittoria sul più grande orrore della storia dell’umanità: il nazifascismo, sconfitto innanzitutto dall’Armata Rossa e dal popolo sovietico. Il PCI condivide anche l’attuale linea politica espressa dal Partito Comunista della Bielorussia sul piano nazionale, una linea politica volta ad appoggiare il governo bielorusso ed il Presidente Aleksandr Lukascenko. IL PCI giudica che le vittorie elettorali del Presidente Lukascenko e le sue politiche abbiano evitato alla Bielorussia una caduta verso quel liberismo selvaggio che si è invece impadronito di altri Paesi e popoli dell’ex Unione Sovietica e dell’Europa dell’Est, gettando nella disperazione sociale milioni di uomini e donne, di lavoratori e lavoratrici che nel socialismo godevano invece di tutte le più importanti garanzie sociali”).

Il compagno Luca Bosio presenta successivamente l’organizzazione e la forza del PCI (circa 8000 militanti e strutture organizzative estese in tutto il territorio italiano; un Consigliere Regionale nell’importante regione dell’Emilia-Romagna e un Sindaco in Calabria) e della FGCI. Ringrazia per l’incontro, che giudica molto importante anche in relazione allo scambio di esperienze organizzative intraprese, essendo i due partiti simili per orientamento politico e ideologico, per radicamento e numero degli iscritti; illustra il percorso della nascita del PCI, le sue posizioni marxiste e leniniste, il suo internazionalismo e antimperialismo, la sua lotta per l’uscita dell’Italia dalla NATO e contro l’Unione Europea iperliberista di Maastricht, la solidarietà totale e fattiva del PCI con le Repubbliche popolari del Donbass. Per poi invitare, reiterando il contenuto della Lettera del compagno Giannini al Segretario Generale del PC della Bielorussia, i compagni bielorussi in Italia al fine di tenere conferenze e convegni sulle cosiddette “rivoluzioni arancioni” e sul progetto d’espansione militare USA e NATO nell’aerea euroasiatica, in un progetto strategico d’attacco militare contro la Russia e la Cina. Proposta che il compagno Sokol  Aleksey Nikolayevic  accetta molto volentieri, dando dunque, al PCI, appuntamento in Italia.

 

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