Partito Comunista Italiano

Sito ufficiale del PCI

NO ALLA SVENDITA TIM: No al falso riserbo del Governo Draghi.

Dipartimento Comunicazione Nazionale PCI

Secondo l’Ansa, che ha verificato notizie pubblicate dal Corriere della Sera, “Fonti della società interpellate in merito confermano la convocazione del consiglio per oggi (21 novembre), senza fornire indicazioni sui contenuti della riunione. La riunione del consiglio è prevista nel pomeriggio.”. A cosa dovrebbe rispondere questa riunione? In buona sostanza ad un attacco di Vivendi (parte economico/finanziaria francese, maggioranza relativa nella proprietà di TIM) alla reggenza italiana (Gubitosi-Rossi). Con sul piatto una offerta da “prendi tutto” di KKR (fondo USA). Apparente resistenza di Vivendì che nega di aver avuto contatti o offerte dalla stessa KKR e da CVC (Britannica). Intanto il Governo, con la risibile motivazione che si tratta di attività private, ha scelto la linea ufficiale da parte del MISE di non dichiarare nulla e stare ad osservare. E’ palese che giochi finanziari, comunque, non fanno riferimento agli interessi, materiali ed immateriali, del nostro Paese. Per questo la lettura “Più Stato meno Mercato” di cui sono portatori i comunisti è il cuore vero del problema. Nel prossimo congresso del PCI questi aspetti, in modo complessivo, infatti, vengono così affrontati: “Da decenni è in atto, da parte dei padroni, un attacco non solo contro i lavoratori ma contro il lavoro stesso, che persegue la definitiva “presa del potere” delle imprese e conseguente umiliazione delle Istituzioni, dello Stato e del settore pubblico. È un disegno che porta alla dismissione di attività industriali importanti, anche strategiche, e l’impoverimento del tessuto produttivo del nostro paese. Un declino che sembra irreversibile e che viene accompagnato e incentivato dalle politiche di governi che si sono succeduti che hanno subito in maniera acritica i dettami delle associazioni imprenditoriali favorendo delocalizzazioni, perdita di diritti, aumento della precarietà, diminuzione delle retribuzioni, possibilità di licenziamento.”. Sappia il Governo Draghi, a cominciare da egli stesso che certamente non è estraneo alle scelte finanziarie internazionali (altro che riserbo del MISE!?), che seppure senza forza specifica da poter utilizzare nelle sitituzioni al momento, il PCI terrà alta l’attenzione e proporrà tutte le azioni di lotta necesarie per manifestare contro scelte di impoverimento del Paese, sia sotto il profilo infrastrutturali delle reti che la svendita degli asset strategici!

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