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PALERMO: amministrative, le ragioni del PCI

di Segreteria provinciale PCI  Palermo

Le recenti evoluzioni del quadro politico in vista delle elezioni amministrative palermitane non fanno altro che confermare quanto avevamo già anticipato nel nostro comunicato stampa di febbraio scorso, dove illustravamo le ragioni della nostra fuoriuscita da Sinistra comune e del ritiro del sostegno alla candidatura di Leoluca Orlando.

Infatti, il plauso al decreto legge Minniti sulla sicurezza, l’accordo raggiunto con i centristi di UDC e parte di NCD, che saranno nella stessa lista con il PD, e il recentissimo annuncio elettorale di voler sgomberare il campo Rom della Favorita, assicurando un’alternativa ai suoi abitanti, quando non ci sono case neppure per i palermitani, oltre ai già tanti nomi di trasformisti e voltagabbana, addirittura ex Forza Italia ed ex Alleanza Nazionale, presenti nelle liste, sono segnali inquietanti di una virata a destra di Orlando.

Dire “ve l’avevamo detto” è secondario rispetto al totale silenzio e appiattimento dei compagni di Sinistra comune(Sel e Prc) nei confronti di quanto orchestrato dal Sindaco nelle ultime settimane.

Possiamo essere d’accordo, e lo siamo, con la necessità di riportare una forte presenza di sinistra in Consiglio comunale ma non crediamo che ciò debba essere fatto a tutti i costi, restando ancora subalterni alla logica del “male minore”, come se il recente passato non avesse insegnato nulla alla sinistra, e, cosa per noi ancor più grave, accettando di stare nella stessa coalizione con la stessa gente contro cui abbiamo combattuto tante battaglie comuni: già, proprio la stessa gente corresponsabile sia a livello nazionale sia a livello regionale delle politiche disastrose che stanno affossando il Paese e la Sicilia.

Sì, è vero, non ci sono i simboli di partito.

La politica, però, la fanno le persone e, con alcune, a nostro avviso, è meglio non avere a che fare.

Vedremo se, in caso di rielezione, Orlando riuscirà davvero a continuare a essere garante dell’ “anomalia” palermitana.

Noi preferiamo scegliere la coerenza. Non sosterremo, quindi, nessuno né presenteremo una nostra candidatura, che sarebbe solo “di testimonianza”, dato che a questa tornata sono venute a mancare, a nostro avviso, le condizioni per un’unità d’azione coerente, credibile e veramente alternativa, di tutta la sinistra. Unità d’azione della sinistra che speriamo di ritrovare alle prossime elezioni regionali e alle politiche dell’anno venturo: solo così riusciremo a rappresentare davvero le istanze e gli interessi della nostra gente.

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