Partito Comunista Italiano

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Prestipino (Pd), o della grandezza. Sulle mamme, la razza e il ‘genio italico’

di Patrizio Andreoli, Segretario Regionale del PCI / Toscana

 

Non c’è niente da fare: un capolavoro è un capolavoro.

Esso, per definizione, vive di propria ineffabile unicità. E l’inimitabile, le coup d’esprit, lo stacco di genio che per contrappasso schiaccia e definisce l’opaca normalità, quel procedere a piccoli passi incerti e faticosi lungo il cammino dell’esistenza a cui i più sono condannati. Il capolavoro -invece-  è la vetta conquistata d’impeto, il lampo che squarcia il velo dei nostri limiti e balbettii, è la luce che senza sforzo apparente lambisce e illumina l’orizzonte laddove noi non si riesce che a procedere con incerta fiaccola, è lo sgomento dello stupore, la commozione dinanzi ad un risultato che in coscienza, sappiamo, non basterebbe la nostra intera esistenza a farci raggiungere. E in quello, coscienti della nostra pochezza, ci affliggiamo rimuginando del come sia stato tollerabile vivere brancolando del buio sino a quel momento, del come sia stato possibile che così tanto sforzo e acume non ci siano mai appartenuti, del come tutto questo non ci sia apparso chiaro prima e bell’è definito, con la fascinazione che solo un problema risolto (sia chiaro un problema dell’intera umanità!) può trasmettere. Insomma: è la mossa del cavallo che il pedone non potrà mai immaginare o compiere; lo squadernarsi dell’eccezionalità.

E’ questa l’emozione suscitatami da Patrizia Prestipino, membro della Direzione Nazionale del Pd e responsabile per quel partito del Dipartimento per la difesa degli animali (…si sa, anche le bestie hanno i loro guai!), laddove  ha sostenuto come si debba provvedere al “sostegno alle mamme per continuare la razza italiana”.

Lo confesso: ho invidiato l’essenzialità di un dire che mi è parso in sé bello come un teorema euclideo.

…In verità, l’increspatura, il dettaglio che tutto rovina è che di un colpo di genio si è trattato (su questo sono pronto a far barriera contro ogni geloso detrattore), ma di un genio della stupidità.

Detto così sembra facile. Provatevi voi a mettere insieme un pensiero come quello della Prestipino. Provateci e ditemi, in sincerità, se poi è davvero così facile! E’ bene essere umili. Lo confesso, a me non sarebbe riuscito neanche dopo anni di duro impegno. E’ che la classe è classe e va riconosciuta per tale. Già, perché anche la stupidità -sia ben chiaro quella di livello e non le piccole sciocchezze e cadute di spirito- abbisogna di un suo tirocinio e studio, di un suo allenamento, di suoi raffinati formatori e adeguate letture. Insomma stupidi così non ci si improvvisa. Frenate dunque la vostra invidia e mirate, inchinandovi, la meraviglia e potenza dell’autentica stupidità.

Sul merito che dire: parlare di razza è già in sé un obbrobrio.

Quando si inizia ad esprimerci così, armatevi di indignazione perché da qualche parte si stanno riabilitando o allevando mostri.

L’unica razza conosciuta è quella umana; per tutto il resto non si può ch parlare di etnie.

E poi. “difesa della razza italiana”? L’ultima volta che qualcuno ne ha scritto con impegno, si chiamava Giorgio Almirante e dirigeva, per l’appunto, “La difesa della razza”; un’innocua e fascistissima rivistina che fu biglietto da visita della tragedia della deportazione nel nostro Paese. Oltretutto (i conti tornano sempre) si tratta di un’affermazione appoggiata su un’ignoranza sesquipedale della storia patria e di ogni rudimento di antropologia culturale.

Se c’è infatti un Paese segnato da contaminazioni genetiche e (fortunatamente culturali) esso è il nostro! Dai fenici ai celti, dai greci agli arabi o saraceni, dai lanzichenecchi delle valli svizzere ai longobardi, dagli spagnoli ai normanni e francesi, dagli albanesi ed illiri ai visigoti e libici… la vena (e le vene, quelle vere) italica è stata segnata da tutte le conquiste, tutti gli umori, tutti i temperamenti, tutti gli idiomi e gli usi, tutti i colori possibili dell’anima.

Basta.

Continuare nel commento è atto di presunzione verso il genio che di per sé, secondo la lezione romantica, è inspiegabile! Fermiamoci.

Alla Prestipino la “sua grandezza”. Ne siamo certi, un posto nel pantheon dei malfattori di cultura e nella suburra della peggiore politica se l’è guadagnato. Il nodo è che tali colpi di testa sono sempre più frequenti, e sempre più senza remora o vergogna alcuna. Una nuova barbarie è da tempo (da lungo tempo!) tra noi. Essa promuove con inarrestabile prolificità mediocrità nel mentre ovunque, falcia in maniera tetra logica e bellezza. D’altronde, è solo un problema di punti di vista. Chi potrebbe non dire che a suo modo stiamo vivendo un nuovo Rinascimento? Che poi sia della stupidità è un dettaglio… bada lì! Dopo tutto una vetta è una vetta e ci si può far ben poco. Già Shiller rimuginandovi sopra constatava, arreso, come “contro la stupidità nulla possono, neanche gli dei!”

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