Partito Comunista Italiano

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RIFACIMENTO STRADE: CON IL LODO FALCOMATA’ SI E’ RISTRETTA LA CITTA’

di PCI, Federazione di Raggio Calabria

Una volta,  ai tempi delle giunte comunali del passato, una delle critiche maggiori  che veniva loro rivolta era quella di aver dimenticato le periferie e  le frazioni e di pensare che la città si esaurisse nella fascia del centro storico dal Calopinace al Ponte della Libertà.

Da qualche giorno, invece, sappiamo che addirittura per Falcomatà e la sua Giunta la città si è ancora di più ristretta  in un ambito molto più limitato e si è ridotta ad un piccolo perimetro attorno a piazza Castello.

Infatti, secondo la nuova mappa cittadina, il cosiddetto lodo Falcomatà, la Giunta ha deciso di procedere al rifacimento delle strade cittadine di “maggiore percorrenza”, che secondo criteri non meglio specificati, secondo il lodo Falcomatà, non sono altro che la Via Arcovito, la via Caulonia, la via Tauriana, la via Battaglia, la Via Pellicano, la Via Marvasi, la via Cimino, ecc..

Certo, per chi conosce la città e  la situazione del traffico viene difficile accettare  una tale  scelta;  non fosse altro perché la gran parte di queste strade  non sono a “maggiore percorrenza” come dice Falcomatà, compiendo una vera e propria arrampicata sugli specchi.

Forse, tutt’al più, sono le strade in cui abitano colleghi di studio,  compagni di calcetto, amici e compari che bisogna favorire, come ormai avviene per tutte le scelte che  compie Falcomatà, sia in ambito politico che in quello amministrativo.

Per quanto ci riguarda non solo non consideriamo a “maggiore percorrenza”  o “maggiormente trafficate” la maggior parte delle strade oggetto dell’intervento; né tantomeno, tranne alcune di queste, le annoveriamo tra le principali arterie cittadine, come con presunzione ed arroganza viene affermato dalla delibera della Giunta Comunale.

A Falcomatà  e ai suoi assessori che evidentemente non conoscono la città o  sono mossi da interessi ed obiettivi assai discutibili, vogliamo solo rammentare che tra le strade a maggiore percorrenza e a maggiore traffico cittadino ci sono, ad esempio, il viale Calabria, il viale Aldo Moro, il viale Europa, la via Sbarre  Centrali, la via Santa Caterina, la via Nazionale di Catona e di Gallico, la via Nazionale Occhio di Pellaro, la via Ravagnese Superiore,  ecc.

L’elenco potrebbe continuare, ma comprenderebbe  solo strade che sono tutte al di fuori della nuova mappa delle strade cittadine, secondo il lodo Falcomatà, che rappresenta una delle ultime mistificazioni operata da  Palazzo S. Giorgio.

Infatti, si tratta di strade che ricadono tutte nei quartieri periferici e nelle frazioni che sono stati abbandonati totalmente dall’Amministrazione di Falcomatà. Strade piene di buche, veri e propri percorsi di guerra su cui  da anni non si registra alcun intervento di manutenzione né tantomeno di rifacimento e che grazie al lodo Falcomatà continueranno ad essere dissestate e disastrate perché c’è la città di serie A delle strade a “maggiore percorrenza” del lodo Falcomatà e  c’è poi la città di serie B  quella del popolo che non merita nessuna attenzione e nessun rispetto e che non ha diritto nemmeno ad avere strade decenti e sicure..

Tutta la propaganda elettorale di Falcomatà sulle periferie al centro della città è finita nel più assoluto dimenticatoio.

Sbarre, Gebbione, Ravagnese, Archi, Modena, S. Sperato, S. Caterina,  non esistono più; per non parlare delle frazioni da Catona a Gallico, da Pellaro a Mosorrofa, da Cannavò a Vinco, da Terreti a Gallina che sono state totalmente cancellate.

Dopo la vergogna della vendita del Parco Caserta, il disastro sulla vicenda Alitalia/Aeroporto,  le scandalose nomine  in Giunta, negli staff e nelle società partecipate frutto di amicopoli, studiopoli e parentopoli,  le assunzioni pilotate all’AVR,  le selezioni chiacchierate  di Castore e  Polluce, la grottesca vicenda  del Miramare,  l’arlecchinata del Corso Garibaldi, Falcomatà era già finito nel baratro, ma con la gestione delle manutenzioni stradali è finito direttamente nel burrone. Era invitabile che finisse così.

Ai cittadini chiediamo di ribellarsi di fronte all’ennesimo sopruso perpetrato dalla Giunta Falcomatà per fermare  questo castigo che la città non merita.

 

Reggio Calabria, 31.03.2017

 

 

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