Partito Comunista Italiano

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RISOLUZIONE ANTICOMUNISTA DEL PARLAMENTO EUROPEO

IL PD VOTA CONTRO L’ODG DI “UNIONE A SINISTRA” (CHE CONDANNA LA RISOLUZIONE) ALL’ASSEMBLEA DELL’UNIONE DEI COMUNI EMPOLESE VALDELSA E A FAVORE DI QUELLO DELLA LEGA, COMPRESA LA RICHIESTA DI DIFFONDERE IL  TESTO DELLA RISOLUZIONE (CHE EQUIPARA IL COMUNISMO SOVIETICO AL NAZISMO) NELLE SCUOLE DEL TERRITORIO.

di PCI Empoli Valdelsa

 
A distanza di un anno dalla presentazione, l’Assemblea dell’Unione dei Comuni Empolese Valdelsa ha discusso e respinto l’OdG di condanna della risoluzione 2019/2819 (RSP) del Parlamento Europeo a firma del Gruppo Consiliare “Unione a Sinistra”.

La Risoluzione, presentata a Bruxelles da  deputati di Centrosinistra  e di Destra, equipara di fatto il comunismo “stalinista” e l’esperienza sovietica al nazi-fascismo, ritenendole entrambe ideologie “totalitarie”.
La Risoluzione, denominata “Sull’importanza della memoria”, imputa all’URSS la responsabilità  di aver favorito l’inizio della Seconda Guerra Mondiale con la firma del Patto Molotov-Ribbentropp del 1939 (che servì all’Unione Sovietica per ritardarla e prepararsi meglio alla propria difesa, dopo che le potenze europee avevano incoraggiato una guerra tedesca all’URSS con il Patto di Monaco del 1938); auspica indagini giudiziarie sul “regime stalinista” e la politica sovietica; ricorda con evidente apprezzamento che “in alcuni Stati membri della UE la legge vieta le ideologie comuniste e naziste”.

Insomma, invece di contestare le gravissime misure approvate da parlamenti di Stati autoritari dell’Europa orientale (si veda il divieto di esporre simboli comunisti sancito nel 2009 nella Polonia di Kaczynski), che sull’anticomunismo e la russofobia stanno cercando di costruire le loro identità iper-nazionaliste, il Parlamento europeo le prende a modello, approvando evidentemente la messa fuori legge di organizzazioni comuniste, già sperimentata nella Repubblica Ceca, o il divieto di presentare le liste comuniste alle elezioni, già verificatosi in Ucraina, dove alcuni ministri si dichiarano apertamente nazisti.
Cosa dovremmo aspettarci allora, il divieto della falce e martello anche in Italia? 

Si tratta dunque di un documento la cui gravità è certamente chiara a quelli che lo hanno scritto e promosso; resta da capire se lo sia anche a coloro che lo hanno irresponsabilmente votato e quindi anche ai consiglieri PD dell’Assemblea dell’Unione che, dopo aver respinto il nostro OdG, hanno votato a favore di un OdG opposto, presentato dalla Lega, per la “valorizzazione” della risoluzione europea, limitandosi a chiedere alcune modifiche, che hanno lasciato integra la condivisione dello spirito e della lettera della Risoluzione del PE, con la precisazione di farla circolare, discutere e valorizzare nelle scuole del nostro territorio.
La Presidenza e la Segreteria nazionale dell’ANPI hanno a suo tempo espresso la loro profonda preoccupazione per “la risoluzione del Parlamento Europeo in cui si equiparano nazifascismo e comunismo (…) In un’unica riprovazione si accomunano oppressi ed oppressori, vittime e carnefici, invasori e liberatori, per di più ignorando lo spaventoso tributo di sangue pagato dai popoli dell’Unione Sovietica – più di 22 milioni di morti – e persino il simbolico evento della liberazione di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa”.

Molti di noi, sui banchi di scuola, appresero dalla testimonianza diretta di partigiani e antifascisti come Remo Scappini cosa significò il moto di popolo che riconquistò con le armi la libertà e la dignità nazionale perdute e il ruolo imprescindibile che vi ebbero il movimento operaio e i comunisti.

Non vogliamo che i nostri figli, sui banchi di scuola, apprendano la versione che di quella storia vorrebbero dare gli eredi del fascismo e quei “liberali e democratici” che intendono cancellare il ruolo dei lavoratori e dei comunisti nella fondazione della Repubblica Democratica, per costituirne un’altra non più fondata sul Lavoro, ma sull’impresa e il “libero mercato”.

Un commento su “RISOLUZIONE ANTICOMUNISTA DEL PARLAMENTO EUROPEO

  1. Ritengo l’iniziativa dell’Unione dei Comuni Empolesi, finalizzata alla condanna della risoluzione del Parlamento Europeo del 19 settembre 2019, alquanto incauta poiché ha permesso al PD, nuovamente, di schierarsi a favore di tale risoluzione; non solo, ma da quanto appare, la Lega ne ha approfittato per “valorizzare” tale risoluzione proponendo di introdurla nelle scuole con lo scopo di creare un messaggio revisionista sulla sconfitta del Nazi-Fascismo. Non sappiamo quali fossero gli intenti dell’Unione dei Comuni Empolesi, né i rapporti di forza all’interno di tale assise ma da quanto appare si è rivelata una mozione nefasta. Riguardo alla posizione del PD occorre fare una riflessione sulle sue posizioni, e questo invito è rivolto, soprattutto, a quei compagni che ancora auspicano a coalizzarsi con quel partito in occasioni delle elezioni, venendo meno a quel centralismo democratico patrimonio culturale del nostro Partito.

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