Partito Comunista Italiano

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Risoluzione approvata al Comitato Centrale del 08 Gennaio 2017

di Ufficio Stampa

Il Comitato centrale del Pci approva la relazione del compagno Alboresi e i materiali presentati alla discussione sulla questione europea e sulla sanità.

Il Cc prende atto con soddisfazione che si è ormai conclusa la prima fase della strutturazione organizzativa del Partito sul piano nazionale, regionale e provinciale, la quale ci consente di chiudere il tesseramento 2016 con diverse migliaia di adesioni. Il Partito deve ora proiettarsi con forza all’esterno e consolidare la sua iniziativa, mirando ad affermare la sua presenza tra i lavoratori e le lavoratrici, tra i giovani e nell’intera società, e a costruire una maggiore visibilità anche sul piano delle comunicazioni di massa.

In questo quadro, il Pci intende presentare al Paese un’agenda politica alternativa e una propria proposta programmatica, a partire dall’idea centrale “più Stato, meno mercato”. Nei prossimi giorni sarà quindi definita una piattaforma incentrata su alcuni obiettivi prioritari, che andrà popolarizzata ovunque sia possibile con volantinaggi, gazebo e manifesti, in modo da qualificare il profilo politico del Partito a livello di massa e favorire un confronto di merito con le altre forze della sinistra di alternativa.

Parte integrante di tale piattaforma è la nostra posizione sull’Unione Europea. Come comunisti, riteniamo che l’UE, coi suoi trattati e i suoi vincoli, sia stata in questi anni il principale strumento per la compressione dei diritti dei lavoratori e per colpire la sovranità popolare, riducendo i margini d’azione delle istituzioni e degli Stati nazionali, nei quali il movimento operaio aveva strappato nei decenni passati conquiste fondamentali. In questo senso, riaffermiamo la nostra opposizione radicale all’Unione Europea, impegnandoci ad alimentare il dibattito e l’approfondimento in corso tra i comunisti e a sinistra sulle possibili vie d’uscita dalle “gabbie” imposte dalla UE e dall’euro.

A tale scopo, stiamo costruendo per la fine di febbraio una iniziativa internazionale sul tema I comunisti e l’Europa, che costituirà un appuntamento molto importante per l’intero partito.

Allo stesso modo, grande importanza assegniamo alla manifestazione che terremo a Livorno il 21 gennaio prossimo, con la quale vogliamo riaffermare il nostro legame con una grande storia e cultura politica come quella del P.C.I. e la nostra intenzione di riprenderne il cammino, costruendo un partito comunista adeguato alla nostra epoca.

In questo quadro e nell’ambito della popolarizzazione del nostro programma, il Partito si impegna a lanciare già nei prossimi giorni alcune campagne specifiche, eventualmente anche con raccolte di firme su alcuni obiettivi prioritari.

La prima campagna che intendiamo lanciare riguarda le “regole del gioco” e prende spunto dall’importante risultato del referendum, col quale si è respinto l’ennesimo attacco alla Costituzione repubblicana. L’esito del referendum ha rivelato una forte attenzione e un’acuta sensibilità di massa sui temi della democrazia e della rappresentanza. Collegandoci a questa spinta, dobbiamo rilanciare la nostra lotta per un sistema elettorale proporzionale puro, l’unico in grado di restituire rappresentanza ai lavoratori, di garantire il principio “una testa, un voto”, e di rendere il Parlamento “specchio del Paese”.

La seconda campagna sarà incentrata sul tema della salute, e in particolare sul rilancio del sistema sanitario nazionale e dei principi di universalismo, equità e solidarietà che ne sono alla base.

La terza campagna riguarda infine i temi del lavoro, della sua tutela e valorizzazione, a partire dall’abrogazione del Jobs Act, per la quale la nostra lotta potrà intrecciarsi al referendum promosso dalla Cgil, e dalla lotta per la riduzione dell’orario di lavoro, che consideriamo una prospettiva strategica di carattere storico.

Come comunisti, sappiamo che la nostra strada è in salita, che il cammino è difficile e irto di ostacoli; né lo percorreremo da soli. Ma siamo consapevoli del fatto che ci siamo rimessi in marcia, che il nostro è e rimane un “cantiere aperto”, un progetto di lunga durata che vogliamo costruire anche con tante e tanti che non sono nel nostro partito, ma che come noi avvertono – a cento anni dalla Rivoluzione d’Ottobre – la necessità di un’alternativa di sistema. Il 21 gennaio saremo a Livorno per ribadirlo con forza.

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