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Serbia: dal processo unitario e dalle lotte nasce il Partito della sinistra radicale

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di Stojan Spetič

Dopo due anni di discussioni, accompagnate da lotte comuni contro gli sfratti e centrali inquinanti, in Serbia si è conclusa l’unificazione della sinistra costituendo il nuovo Partito della sinistra radicale con un programma decisamente socialista ed un gruppo dirigente giovane che punta ad una rappresentanza parlamentare.

La base del nuovo partito è composta dal movimento degli studenti di Belgrado e Novi Sad, dal gruppo Diem 25 e dalla sinistra del partito socialdemocratico serbo.

A dirigerlo sono stati chiamati la storica Milena Repajič (33 anni), la studentessa Isidora Ačimov (29 anni), il drammaturgo Ivan Velisavljevič (38 anni), la studentessa Mina Miloševič (22 anni), l’operaio Ivan Zlatič (45 anni).

La decisione è stata presa in seguito all’appello del Partito socialdemocratico serbo all’unificazione ed al rinnovamento delle forze della sinistra. Il congresso del nuovo partito ne ha stabilito le linee fondamentali: “Il Partito della sinistra radicale serba si batte per una società socialista fondata sui principi di uguaglianza, solidarietà, libertà, democrazia, internazionalismo, antiimperialismo ed antifascismo, insomma una società in cui le persone contino più del profitto.”

E continua: “Vogliamo una Serbia laica, in cui il lavoro sia dignitoso e libero dallo sfruttamento e la gente abbia un tetto sopra la testa, cibo ed ambiente sani. Sanità ed istruzione gratuita e sia garantita la tutela delle minoranze.”
“Ci siamo uniti nelle nostre lotte in parlamento, dove abbiamo rifiutato il ruolo di forza marginale alla ricerca di compromessi con il potere mafioso dei partiti al potere il cui unico compito è assoggetare il nostro lavoro agli interessi stranieri”, aggiunge l’operaio Zlatič.

I nostri principi sono l’unità e la solidarietà. Noi vogliamo distruggere il sistema capitalistico basato sul divide et impera con cui il potere suscita odio e rancori su basi etniche, religiose e sessuali”, aggiunge Mina Miloševič, mentre Ivan Velisavljevič sottolinea che il nuovo partito deve organizzare lo scontento sociale nella lotta contro lo sfruttamento capitalistico e la crescita delle forze estremistiche della destra nazionalista. Assieme ci batteremo per la liberazione nazionale.

Per Isadora Aćimov, “la società che cerca di soddisfare i bisogni della gente e non rincorre soltanto il profitto non è un’utopia ma una realistica possibilità”.
Infine Milena Repajič: “Il partito della sinistra radicale serba è una forza anticapitalista in grado di cambiare la società verso la democrazia socialista.”

Il congresso del PSR ha approvato in questo senso il programma del partito cui aderiscono anche la Gioventù operaia ed il Fronte femminile. Infine è stata pubblicata una Dichiarazione sui diritti dei lavoratori.

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