Partito Comunista Italiano

Sito ufficiale del PCI

Sulla vittoria della Destra a Monfalcone

Ottavio Romano (Segretario Provinciale PCI – Federazione di Gorizia).

monfalcone

La Segreteria Provinciale del Partito ha esaminato il risultato delle elezioni comunali svoltesi a Monfalcone il 6 novembre scorso e che hanno portato al governo della Città dei Cantieri la destra, fatto questo mai verificatosi per tutto il periodo repubblicano della sua storia.

Ne è uscito il comunicato che riportiamo, inviato a tutta la stampa locale.

Per chi, nel resto d’Italia, ovviamente non conosce la vicenda monfalconese, va ricordato che Monfalcone, nota per i suoi cantieri navali ora gestiti da Fincantieri, è stata la culla ed il centro del movimento operaio giuliano, sin dai primi del ‘900. All’8 settembre 1943, gli operai monfalconesi, uniti a quelli goriziani del Cotonificio, diedero vita ad una delle prime (se non la prima in assoluto) battaglia partigiana per fermare l’avanzata delle truppe naziste, che poi strapperanno l’intera regione del cosiddetto “Litorale Adriatico” all’Italia per annetterla direttamente al Terzo Reich, e ciò fino alla liberazione da parte dei partigiani italiani e sloveni nell’aprile-maggio del 1945.

Nel dopoguerra Monfalcone è stata protagonista delle lotte operaie che vedevano il PCI alla testa. I “cantierini” hanno anche dovuto subire la tragedia dell’amianto, usato in gran quantità nella cantieristica navale. Non c’è praticamente famiglia a Monfalcone e nei comuni limitrofi che non abbia avuto almeno un congiunto morto per patologie amianto-correlate.

Allo scioglimento del PCI, Rifondazione Comunista ha sempre avuto alte percentuali di consenso in tutta la “Bisiaccheria” (il territorio della sinistra Isonzo della Provincia di Gorizia, di cui fa parte Monfalcone). Con la scissione del 1998, la gran parte dei militanti rimase “fedele” a Rifondazione, e questo è il motivo per cui oggi, noi del PCI, siamo ancora troppo poco presenti a Monfalcone e non eravamo assolutamente in grado di presentare una nostra lista. Rifondazione, invece, era presente nella giunta della sindaca uscente Silvia Altran (PD) con un proprio assessore. A nostro giudizio (e, a quanto pare, non solo nostro) questa giunta ha male operato, rimanendo completamente allineata al PD regionale guidato dalla Serracchiani e chiaramente supina ai poteri forti della città (in primis Fincantieri, ma anche A2A, che gestisce una centrale a carbone, e imprenditori vari). Oggi a Monfalcone ben il 16% dei residenti è originario del Bangladesh, i cui lavoratori vengono impiegati nel cantiere navale per le lavorazioni più scomode e pericolose. Ma non c’è mai stata una vera politica di integrazione verso questa comunità o comunque, se c’è stata per buona volontà di qualcuno, non ha portato a significativi risultati: di fatto, soprattutto in campo scolastico, si sono creati dei ghetti, con gli italiani tutti dirottati nelle scuole periferiche e gli stranieri nella scuola del centro. In cantiere, poi, è evidente a tutti la disparità di trattamento tra lavoratori, con stranieri e campani (molti lavoratori di ditte “terze” nel cantiere arrivano da Castellammare di Stabia e dal napoletano in genere) chiaramente sfruttati ed in balia di “mafie” di vario tipo. Anche verso la recente emergenza profughi, questa amministrazione non si è distinta per disponibilità all’accoglienza. In generale, non si sono visti sforzi, da parte di questo centro-sinistra, per modificare e migliorare questo stato di cose.

La crisi, poi, ha fatto il resto: il PD ed il centro-sinistra in genere non hanno strumenti per contrastarla perchè sono ormai completamente appiattiti sul liberismo dominante. Anche Rifondazione Comunista, seguendo il trend liquidazionista, ha preferito non presentare più il suo simbolo, optando per una lista di “Sinistra” senza più aggettivi. Noi del PCI, abbiamo deciso che non si poteva più appoggiare questo Sindaco e questa maggioranza. L’insofferenza della gente comune è stata tale che a queste elezioni comunali ha votato solo il 51% degli aventi diritto, e ciò in un territorio dove la partecipazione popolare alle scelte democratiche è sempre stata altissima.

Il risultato è stato l’inevitabile vittoria della destra. Vittoria clamorosa, con oltre il 60% dei voti ed una sonora sconfitta della sindaca uscente. Vittoria della destra che ha visto numerosi commenti anche da parte di esponenti politici di livello nazionale (in primis Bersani).

Se anche Monfalcone, quindi, passa alla destra, siamo di fronte, a mio avviso, ad una svolta epocale: o la sinistra torna a fare il suo mestiere e si schiera, senza se e senza ma, dalla parte dei lavoratori, conscia del fatto che lavoro e capitale hanno interessi tra di loro non conciliabili, e torna a guardare a prospettive e politiche di tipo socialista, oppure verrà abbandonata da quel popolo che essa stessa ha abbandonato nelle mani della globalizzazione e del libero mercato.

Tocca a noi comunisti cercare di far capire tutto ciò, per dare alle persone la possibilità di un’alternativa diversa dal grillismo o dalla destra.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy link
Powered by Social Snap