Il Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo (CARA) di Bari rappresenta una delle più grandi vergogne del sistema di accoglienza in Italia. Costruito all'interno di una vecchia base militare, il CARA ospita migranti in condizioni disumane, con servizi igienici insufficienti e strutture degradate. Gli ospiti sono abbandonati in un limbo giudiziario, senza reale accesso a servizi di assistenza sanitaria o opportunità di lavoro dignitose. L'articolo ricorda Bangaly Soumaoro, migrante proveniente dalla Guinea, morto a causa di un'ulcera non trattata adeguatamente. Questa tragedia evidenzia la gestione superficiale della salute dei migranti e la mancanza di un vero supporto umano. Il racconto mette in luce l'indifferenza delle istituzioni e della società verso le condizioni di vita dei richiedenti asilo, spesso considerati un peso sociale. Il CARA diventa così un simbolo di una falsa accoglienza, di promesse non mantenute e della continua marginalizzazione dei più vulnerabili.