George Soros: la vera casta che governa il mondo

di Francesco Valerio della Croce, Comitato centrale PCI e Coordinamento nazionale FGCI
soros
Esplode muta. Ci appare così la verità che in questi giorni alcuni media di controinformazione stanno rivelando, potente ma silenziosa, perchè sottaciuta e rimossa (tanto per cambiare) accuratamente dai media mainstream. Grazie all’opera di Wiki Leaks (organizzazione internazionale, che da anni svolge un ruolo importante nella desecretazione delle trame occulte e vergognose dei poteri forti internazionali e dei loro governi servi. Un lavoro meritorio di riconoscimento da parte di chi difende la democrazia e la libertà dei popoli), sono state rese note alcune mail e documenti relativi alla vera e propria politica della destabilizzazione di George Soros, magnate d’affari americano. La bomba che esplode è quella che rappresenta lo stesso Soros come l’artefice finanziario e politico della destabilizzazione di diversi Stati, tutti accomunati dal carattere di indipendenza e autonomia (alcuni di più alcuni di meno) dalle volontà degli USA e dei gruppi finanziari che negli Stati Uniti imperano.
La dinamica è chiara: una volta individuato lo Stato “scomodo”, attraverso una azione di programmazione e pianificazione della destabilizzazione operata attraverso le ONG che gravitano nell’orbita della Open Society Foundation (la ONG direttamente legata a Soros), si produce l’escalation di episodi cruenti, di mistificazione degli accadimenti attraverso una disinformazione asservita.
Sono quelle che noi comunisti abbiamo chiamato “rivoluzioni colorate”, cioè false rivoluzioni popolari, in realtà manovrate attraverso la longa manus degli ambienti economico-militari degli Stati Uniti d’America, i quali, dalla caduta dell’Unione Sovietica, hanno ripreso una politica espansionistica e neoimperiale fondata su strumenti inediti, che spingono molto sulla falsa rappresentazione della realtà e su una presunta natura rivoluzionaria di movimenti di piazza volti a destabilizzare i governi legittimi di questi Stati per arrivare ad una situazione di caos e ingovernabilità (alla faccia di quell’intellighenzia trasversale del mondo economico e del mondo dell’informazione che ci ammorba ogni giorno col mito della “governabilità”, di recente sostenendo in modo caloroso le riforme anticostituzionali di Renzi e sostenendo il SI al referendum di Novembre). Gli esempi si sprecano, dai fatti della Jugoslavia (recentemente abbiamo assistito alla assoluzione di Milosevic da parte del Tribunale Penale Internazionale per la Jugoslavia,con la caduta di accuse che comprendevano quella di genocidio), all’Iraq, dalla Libia all’Ucraina  arrivando alla Siria. Per citare i casi a noi più vicini e più noti (un eufemismo evidentemente, visto il livello di disinformazione raggiunto dagli organi di informazione di casa nostra).
Un recente libro del prof. Domenico Losurdo, “La sinistra assente”, già ci aveva illuminato su questa strategia, oramai più che ventennale, di espansione e asservimento dei popoli. Oggi la bomba scoppia dirompente, visto che sono gli stessi mandanti di questi crimini (che vengono perpetrati a prezzo della vita di milioni di vittime) a confessarsi.
Non è solo di un mondo lontano che parliamo: ci informano che, all’attenzione di Soros e dei suoi, ci sono anche le molteplici crisi che si stanno producendo in Europa: da quella migratoria, a quella economica passando per il conflitto ucraino (tornato a riesplodere nei giorni scorsi e, in realtà, mai sopito a causa dell’assenza da parte dell’illegittimo governo di Poroshenko di riconoscimento  dell’autonomia della Crimea e delle Repubbliche popolari del Donbass). Un’  attenzione “esterna” che molto ci fa pensare sull’apparente anarchia che regna nella regolazione europea di questi fenomeni critici: possiamo dire che, accanto all’incapacità, agli egoismi e alle doppiezze delle élite che governano la UE vi siano anche altri interessi affinchè questa situazione esplosiva  si prolunghi e resti sostanzialmente irrisolta.
Che cosa ricaviamo da questa vicenda? Una serie di punti fermi su cui non è dato più dubitare:
1 è in atto un espansionismo spaventoso da parte degli USA, che si realizza attraverso il braccio armato della NATO e con al codazzo gli Stati UE. Bando, dunque, alle favole che vorrebbero la Russia e la Cina come potenze parimenti imperiali e alle tesi sul “conflitto mondiale di potenze”. Quella in atto è una strategia di contenimento e accerchiamento militare di Russia e Cina, un asse che oggi minaccia non tanto il dominio economico USA (perchè già abbondantemente superato), ma il primato militare finora indiscusso.
2 Siamo di fronte ad una strategia inedita di espansione coloniale, perpetrata attraverso la manipolazione delle masse (facendo leva sulle contraddizioni sociali) non per giungere ad un concreto miglioramento delle condizioni di vita dei popoli, ma al solo fine di rovesciare governi scomodi. In questa strategia, le ONG legate agli USA e ai suoi oligarchi ricoprono un ruolo centrale. Ben inteso, non è in discussioni l’esigenza della cooperazione internazionale, della fratellanza e dell’umanesimo tra i popoli. Ma l’esatto opposto, contestiamo l’uso strumentale di questi valori universali per fini meschini e imperialisti.
3 Assieme alle vittime civili, sull’altare di questi giochi di potere, viene sacrificata la verità. L’etica e il diritto alla rappresentazione reale del fatto in sè non esistono più e questa degenerazione ci parla del clima che si sta costruendo nel mondo, un clima favorevole allo scontro militare globale attraverso l’impiego del casus belli, della mistificazione o dell’ingigantimento esponenziale delle cronache
E’ la strategia che la vera casta che governa il mondo mette in campo per garantirsi, rafforzarsi. Sotto le vesti dei filantropi, nel mondo di oggi, si nascondono i criminali.

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