Home Esteri Il congresso della Sinistra Europea: verso il Forum Europeo

Il congresso della Sinistra Europea: verso il Forum Europeo

121
1

Di Lorenzo Battisti, Dipartimento Esteri PCI

Dal 16 al 18 Dicembre si è tenuto, a Berlino, il 5° Congresso del Partito della Sinistra Europea. Un congresso che ha mostrato i limiti e i nuovi sviluppi di questo partito, nato 12 anni fa.

Il Pci vi ha partecipato in qualità di invitato, in attesa dell’approvazione dello status di osservatore. Gli altri partecipanti italiani sono stati il Partito delle Rifondazione Comunista (membro fondatore) e l’Altra Europa con Tsipras (che ha ottenuto lo status di osservatore, in attesa di diventare membro effettivo).

Nei giorni precedenti al Congresso vi è stato un incontro tra la Se e il Foro di San Paolo. In questo incontro, durante vari interventi, si è analizzata la situazione nei due continenti e le diverse esperienze messe in campo. In particolare è stato studiata la storia e il funzionamento del Foro e si è deciso di continuare nella collaborazione che dura ormai da diversi anni. Molti e importanti sono stati i partecipanti a questo incontro: era presente il Pt brasiliano, il Psuv (Venezuela), Il Pc cubano e uno degli avvocati delle Farc (Colombia).

Il congresso ha riunito tutti i partiti aderenti, i partiti osservatori e quelli in attesa di adesione, oltre a vari partiti e associazioni invitate. In totale, oltre 70 organizzazioni erano presenti.

Questo congresso è stato di passaggio, sotto molti punti di vista. Da una parte è finito il mandato di Pierre Laurent (Segretario del Pcf) quale Presidente della Se, per l’impossibilità di fare più di due mandati consecutivi. Il nuovo presidente eletto, seguendo la tradizionale alternanza tra un comunista e un non comunista, è stato Gregor Gysi (Die Linke, Germania). Dall’altra la Se ha deciso di apportare cambiamenti alla propria struttura organizzativa che si sono resi necessari con l’arrivo di sempre nuovi membri.

Fino a questo momento la Se aveva una forma quasi “confederale”, che ha reso l’organizzazione lenta all’aumentare della sua dimensione. Ogni partito aveva due rappresentanti nel Comitato Esecutivo, che decideva gli orientamenti, oltre a un Comitato di Presidenza, che riuniva tutti i segretari dei partiti membri. L’unica carica effettiva era quella del Presidente (oltre a quella del tesoriere). Secondo molti questa organizzazione “interpartitica” ha reso difficile l’organizzazione di campagne europee proprio nel momento in cui, a causa della crisi e delle politiche di austerità, queste erano più necessarie. La nuova organizzazione è composta da un Presidente (che per la prima volta non ha incarichi di partito, con la speranza che questo possa aiutarlo ad occuparsi a tempo pieno della Se) e da quattro Vice presidenti. Tra questi vi è Paolo Ferrero, Segretario di Rifondazione Comunista, a cui vanno i nostri auguri. A questo si aggiunge un Consiglio che si riunisce tre volte all’anno, composto dai partiti membri e da quelli osservatori, che decide le linee d’azione della Se.

La proposta forse più importante del Congresso è quella di organizzare, ogni anno, un Forum Europeo sul modello di quello di San Paolo. L’obiettivo è di andare oltre i confini della Se: nel decennio passato, nonostante le numerose adesioni, molti partiti non ne fanno ancora parte; inoltre non vi aderiscono associazioni e sindacati. Per questo l’idea di un Forum annuale può servire ad allargare i confini del dibattito: sia ai partiti comunisti o di sinistra che per il momento hanno deciso di non fare parte della Se; sia a tutte quelle associazioni progressiste che hanno fatto parte di tante lotte, ma a cui manca un momento continentale nel quale elaborare analisi e strategie, pur nel rispetto dei diversi punti di vista. Tra queste, si può pensare ai sindacati, alle associazioni pacifiste, a quelle ambientaliste, a quelle femministe etc.. Pierre Laurent è stato nominato responsabile per il Forum Europei ed ha annunciato che il primo si svolgerà nel 2017 in autunno.

Durante il Congresso è intervenuto anche Alexis Tsipras, vice presidente uscente, che ha denunciato lo strangolamento che i creditori stanno portando avanti contro il popolo greco, che non si ferma neanche davanti al surplus di bilancio che la Grecia è riuscita a ottenere, raggiungendo gli obiettivi che i creditori gli avevano posto. Ha chiesto una maggiore solidarietà verso la Grecia e ha sostenuto l’elezione di Gysi a Presidente.

Al Congresso è intervenuto quale invitato anche Jonas Sjöstedt, Segretario del Partito della Sinistra svedese, che ha presentato la situazione del proprio paese e la collaborazione con gli altri partiti della sinistra nordica, con cui il suo partito intrattiene un coordinamento permanente. Ha dato un giudizio positivo sul Forum Europeo e ha presentato gli obiettivi per la Svezia, dove il suo partito, che sostiene un governo di minoranza socialdemocratico, ha proposto una legge per impedire i profitti nella sanità, nella scuola, etc.. sottolineando che, qualora dovesse passare, sarebbe la più grande sconfitta per le privatizzazioni europee da oltre 30 anni a questa parte.

Il voto sul Presidente e sui Vice Presidenti ha fatto emergere divisioni all’interno della Se che erano rimaste nascoste durante il dibattito. In particolare l’ex tesoriere della Se Dehm (Die Linke) ha chiesto il voto separato su ciascun nome. Questa proposta è stata bocciata di misura (49% contro e 48% a favore), e si è poi proceduto al voto in blocco dei nomi proposti (approvati con il 67% a favore e il 24% contro). In questo voto sono probabilmente emerse divisioni all’interno della Linke, una divisione dei delegati francesi (con i delegati del Parti de Gauche che probabilmente volevano votare contro il nome di Pierre Laurent per questioni legate alle prossime elezioni francesi), un’ostilità dei partiti di sinistra all’eccessiva presenza di comunisti nell’esecutivo (in particolare il Partito Rosso Verde danese e l’Alleanza di Sinistra finlandese) e un’opinione diffusa sul fatto che due tedeschi alla testa di due organizzazioni di sinistra (Gabi Zimmer, della Linke, è presidente del GUE/NGL) non siano opportune. Al contrario il voto sulle mozioni si è svolto con un dibattito molto meno rigido e sono state approvate tutte in blocco.

 

 

iscriviti