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AMBASCIATA DI CUBA. Il PCI all’incontro con il compagno Ramón Labañino Salazar

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di Norberto Natali Comitato centrale, Dipartimento esteri PCI e Juri Carlucci, Dipartimento esteri PCI

L’Ambasciata della Repubblica di Cuba in Roma, sabato 4 marzo, ha tenuto un riuscitissimo incontro, presso la sua sede, con il compagno Ramón Labañino Salazar, uno dei 5 eroi cubani, imprigionato negli Stati Uniti per 16 anni. Il Partito Comunista Italiano ha partecipato all’incontro inviando una delegazione del Dipartimento Esteri.

Il patriota cubano, in Italia per la presentazione del libro “ Yo soy Fidel”, anche nella veste di Vicepresidente dell’Associazione Nazionale degli Economisti di Cuba, ha risposto per più di un’ora alle decine di domande a lui rivolte dalle tante organizzazioni presenti in una sala stracolma: storiche associazioni italiane di amicizia con Cuba, partiti politici, realtà sindacali e antifasciste, e da scrittori e giornalisti, tra cui spiccava la presenza di Gianni Minà.

Il pomeriggio è iniziato con le luci abbassate, una proiezione, emozionante, che ha dato l’occasione di ripercorre la lotta per la liberazione dei 5 eroi cubani, i momenti salienti della liberazione, il ritorno a Cuba da amici e famigliari e alla fine il grande incontro con il Comandante Fidel Castro e con il Generale Raúl Castro.

Poi il compagno Ramón, seduto insieme alla Ambasciatrice Alba Soto Pimentel in presidenza, ha iniziato a parlare del suo viaggio italiano: cinque regioni visitate e centinaia di giovani internazionalisti incontrati. Poi, rivolgendosi alla nutrita platea, ha chiesto espressamente di farsi avanti, di prendere la parola per porre domande. Per rompere il ghiaccio ha voluto raccontare aneddoti del periodo più duro, la prigionia negli Stati Uniti, carcere duro e isolamento, al quale – dice – si sopravvive “restando fedeli alla Rivoluzione e a Fidel”.

Le domande sono state tante, le risposte sempre prontissime, ricche di particolari, intense. Ramon risponde sul piano economico: “Cuba vive un aggiornamento del processo economico. Noi vogliamo migliorare il nostro modello economico socialista. Abbiamo scuola e sanità gratuiti, sicurezza sociale, un discreto livello di vita. Ora vogliamo aiutare tutto il popolo ad avere salari più alti. Nel settimo Congresso del Partito Comunista Cubano abbiamo approvato un Piano di sviluppo fino al 2030. Questa e l’eredità che ci lascia la generazione del Centenario.

Sul futuro di Cuba e sulla transizione Ramón è perentorio: “Abbiamo una generazione di rivoluzionari pronti a prendere il comando, intellettuali, scienziati e studiosi preparati, fedeli alla Patria, non uno è pronto ma milioni. Sulla ideologia Ramón ci fa un regalo, di stile, di sobrietà, da comunista: “Noi siamo socialisti per decisione popolare. Abbiamo già segnato il nostro futuro”.

La delegazione del PCI prende la parola presentando i saluti del Dipartimento Esteri e di tutto il Partito all’ Ambasciatrice Alba Soto Pimentel, al Primo segretario Mauricio Martinez Duque e a tutto il personale dell’Ambasciata. Rivolgendosi al compagno Ramón Labañino esprime felicità nel vederlo libero e lo ringrazia per la visita in Italia. Sulle questioni poste da un compagno della delegazione del PCI Ramón risponde: “Sì, in carcere abbiamo continuato ad essere informati sugli sviluppi delle lotte in America Latina, sull’ epopea di Hugo Chavez eletto in Venezuela e su Cuba. Avevamo informazioni, potevamo confrontarci, discutere, sapere. Abbiamo così continuato il nostro dovere di militanti”; e di seguito, “Cuba crede nella democratizzazione delle Nazioni Unite che devono funzionare con il supporto di tutti gli Stati e non solo con pochi attori. Cuba partecipa con forza ai lavori del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite e segue, sempre attenta, le evoluzioni della politica internazionale”.

Verso il termine del prezioso incontro il compagno Ramón Labañino ha esortato tutti a continuare a stare al fianco di Cuba nella battaglia contro el bloqueo che persiste ancora nell’era Trump, una misura restrittiva sul piano economico e degli scambi commerciali che ha procurato e procura danni per miliardi di dollari all’isola caraibica.

Il pomeriggio si è chiuso con scambi di strette di mano, foto ricordo, sorrisi e abbracci fraterni, in una atmosfera unica, addolcita da un rinfresco.

Congedandoci, l’Ambasciatrice della Repubblica di Cuba ci chiede di portare a tutto il Partito Comunista Italiano un abbraccio fraterno.

 

 

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