Home Esteri Asia L’Asia vero epicentro della III Guerra mondiale

L’Asia vero epicentro della III Guerra mondiale

148
0

di Nicola Paolino, PCI Salerno

1 – La vera posta in gioco della superpotenza unica.

Le esercitazioni militari della superpotenza unica e dei suoi più stretti, alleati asiatici, non sono una iniziativa lineare contro la Corea del Nord ma servono agli Stati Uniti d’America a “comprare” tempo, finalizzato a riequilibrare i rapporti di forza, a proprio vantaggio, nell’area strategica più importante di questa epoca. La stessa messa in scena del falso errore di rotta della loro portaerei nucleare Vinson e l’intera “invincibile Armada” è funzionale alla predisposizione di un piano diplomatico, politico e militare, a scopo intimidatorio, verso tutti gli Stati dell’Asia, compresi i suoi alleati, quelli più titubanti. L’obiettivo principale è isolare la Cina, perché starebbe dimostrando di non saper ricondurre ad obbedienza la Corea del Nord che è uno Stato sovrano, aderente all’Onu. Trump pensa che il lancio dei 59 missili sulla Siria e l’ammonizione del suo Ministro degli Esteri a quello russo siano stati sufficienti a dividere la Russia dalla Cina. In questo modo, Trump vorrebbe fare apparire il Governo Cinese e quello Russo incapaci di svolgere un ruolo di potenze regionali (il Ministro degli Esteri ha definito la Russia l’altra superpotenza, mentendo sapendo di mentire). Trump compra tempo anche perché deve convincere e preparare la Corea del Sud ed il Giappone per l’eventuale attacco alla Corea del Nord. Sicuramente, il Governo giapponese è il più recalcitrante, perché preoccupato della reazione dei giapponesi che, sicuramente, non hanno dimenticato le bombe atomiche americane su Nagasaki e Hiroshima. Secondo i trumpisti, le Nazioni medie dovrebbero prendere ordini dalla superpotenza unica e le piccole semplicemente capitolare, inginocchiarsi ad un ipotetico costituente Impero a stelle e strisce! Diventa sempre più chiaro che gli Stati Uniti d’America, unica superpotenza imperialista, minacciano da vicino un potenziale schieramento difensivo, che non è soltanto asiatico. Il vero segnale minaccioso non è rivolto solo alla Cina e alla Russia, ma al Mondo intero. La riproposizione odierna dello “spirito di Monaco” dell’Europa del 1939 consentì alla Germania nazista di occupare indisturbata mezzo continente, oggi, per la quantità di bombe atomiche negli arsenali, potrebbe risultare più tragica per l’intera Umanità e il Pianeta. Trump, sotto sotto, dice alle Nazioni ancora non toccate: “a ciascuno il suo tempo”. Paradossalmente, strapazza, adula e intimidisce gli Stati aderenti alla Nato, dopo averla trasformata in un’Alleanza militare puramente aggressiva, subordinandola al proprio disegno imperiale. Nel 1950, il generale statunitense Douglas MacArthur, che allontanò i coreani del Nord dalla Corea del Sud, fu deposto a causa della sua intenzione di attaccare la Giovanissima Repubblica Popolare Cinese anche con armi nucleari.

2 – Praticamente comincia a delinearsi l’inconfessabile disegno imperiale americano.

Trump, da capitalista monopolista, Comandante in capo della superpotenza unica, freme per dimostrare chi comanda nei cinque Continenti. In Asia e ovunque ci sono temibili competitori e lui sta provando a stringere veri e propri soffocanti cordoni militari, con l’obiettivo intermedio di ridurne l’espansione economica e militare, regionale o globale. In questo scenario, diventato apparentemente labile, vacillante e torbido, la Corea del Nord, che confina con Cina e Russia, è il bersaglio che i generali americani considerano fragile, perché è un piccolo Paese e, secondo loro, isolato nell’opinione pubblica mondiale. Tronfi come sono non riescono a pensare che la maggioranza dei Popoli si indignerebbero, si preoccuperebbero e si rivolterebbero contro la minacciata azione militare, soprattutto se nucleare. In realtà, il Popolo Coreano del Nord che desidera la riunificazione con il Sud, dall’inizio della sua rivoluzione nazionale e dell’avvio della transizione socialista, ha mantenuto una linea politica di non allineamento. Di conseguenza, ha praticato una politica esclusivamente difensiva, senza paura, basata su una difesa attiva. Come è giusto che faccia ogni Stato sovrano minacciato sia da una potenza più grande sia da un gigante che si considera invincibile. L’arrivo in Corea del Sud delle batterie antimissilistiche americane, le cosiddette Thaad, è parte della consapevolezza dello Stato maggiore americano, che la Corea del Nord ha una capacità difensiva/offensiva reale, per quanto insufficiente a sostenere l’urto militare alleato. E che la stessa Corea del Nord, per i propri giusti fini difensivi, utilizza l’ostentato schermo propagandistico di autodifesa. Che comunque non è per niente paragonabile al bluff dell’invincibilità della Guardia Repubblicana di Saddam Hussein che si dimostrò, drammaticamente, del tutto inconsistente! Ed è proprio questo piccolo Paese Asiatico, di appena 22 milioni, che arrivando preparato ad ogni evenienza aggressiva dall’esterno, riesce a preoccupare la parte Sud della Corea e lo stesso Giappone. Ed è questa ostentata sicurezza che, fino ad oggi, ha contribuito a rallentare l’aggressività banditesca e predona della superpotenza unica. E, mentre il piccolo Popolo Coreano, animato da grandi propositi patriottici, di indipendenza nazionale e di vera uguaglianza sociale, si predispone a difendersi, le numerose flotte statunitensi continuano a solcare tutti gli Oceani e a rafforzare il proprio arsenale militare, convenzionale e nucleare. L’odierna presa di posizione della Cina indica al mondo intero la propria consapevolezza che l’eccezionale dispiegamento di forze è diretto principalmente contro il Popolo Cinese.

3 – La III Guerra mondiale potrebbe divampare disastrosamente in ogni momento!

La cricca dei trumpisti americani, oligopolisti economici e militaristi impenitenti, cinici guerrafondai ed espansionisti senza ritegno, guidati da Trump, sanno benissimo che la loro non è e né sarà un semplice esercizio muscolare. Non sottovalutano la formazione di uno schieramento mondiale che gli contende l’egemonia globale e la formazione di un Movimento Mondiale per la Pace, ma anche lo sviluppo di una fortissima resistenza generalizzata. I 59 missili sulla Siria rimandano a un atto di guerra contro il popolo siriano e una fortissima pressione sulla Russia ma anche un diversivo finalizzato a ingannare gli attori politici asiatici, perché l’epicentro vero dello scontro decisivo è e sarà proprio l’Asia. Lì può divampare lo scontro risolutivo della III Guerra Mondiale, addirittura, da un momento all’altro. Gli attori principali, o almeno quelli che pensano di essere tali, hanno avuto tutto il tempo per predisporre i loro piani offensivi/difensivi e difensivi/offensivi. La catastrofe per tutti i Popoli è stata messa all’ordine del giorno? Fermarla può apparire addirittura velleitario, se non impossibile. La passività sostanziale dell’Unione Europea si sta trasformando in complicità oggettiva, che è funzionale alla formazione dell’Impero unico della superpotenza unica a stelle e strisce. L’Asia, in poche settimane, è diventata una polveriera surriscaldata, ad alta infiammabilità. Una mobilitazione generale va messa all’ordine del giorno senza ulteriori, quanto incomprensibili, attendismi. Nell’agenda sociale e politica la lotta per la Pace va messa in cima a qualsiasi altra priorità. Tutte le altre priorità vanno comunque alimentate e sostenute, perché il Movimento per la Pace ha, necessariamente, la componente di classe come caratteristica principale e costituente. Meglio sopravvalutare la deflagrazione distruttiva della guerra, che sottovalutarla! Prima che sia troppo tardi! Ora e sempre resistenza! La Pace prima di tutto non è una petizione di principio ma l’aspirazione dei Popoli!

iscriviti