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Una riflessione sulle scuole aperte d’estate  

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Dina Balsamo, Dipartimento nazionale Scuola PCI

È ufficialmente iniziata la campagna elettorale della ministra all’Istruzione Fedeli che, sensibile alle oggettive difficoltà delle famiglie  in cui lavorano entrambi i genitori,  ha atteso  il primo giorno delle vacanze estive per  annunciare il suo piano.

«Scuole aperte tutto l’anno, anche d’estate, per venire incontro ai genitori» ha tuonato «me lo chiedono le famiglie» aggiungendo che una prima bozza del piano potrebbe essere pronta dopo l’estate in modo da essere annunciata ufficialmente all’inizio del prossimo anno scolastico.

Certo la ministra conosce bene l’uso dei tempi scenici ma vorremmo tentare una riflessione, sia pure monca, non conoscendo i contenuti di questo piano.

La prima riguarda le differenze (di contenuti, metodi, modalità) tra il lavoro di insegnante e quello di animatore: forse alla ministra Fedeli sfugge il fatto che a giugno i nostri alunni tutto hanno in testa fuorché stare seduti dietro un banco ad ascoltare una lezione; né penso le sfugga che le mansioni per cui è stato assunto un  docente, ad esempio di italiano, sono specifiche e la formazione seguita per diventare tale anche.

Ci chiediamo allora con quali figure e quali risorse economiche intenda garantire un servizio per tutta l’estate.

Ci auguriamo che non intenda utilizzare a tale scopo i futuri insegnanti che, secondo il nuovo piano di formazione per diventare docenti, dovranno effettuare un certo numero di ore di “tirocinio” .

Ci chiediamo poi, se la ministra abbia mai messo piede in un’aula scolastica nei mesi di maggio e giugno: forse l’immagine di una sauna finlandese è quella che più si avvicina allo stato dell’edilizia scolastica italiana nei mesi caldi!

Ancora ci chiediamo se, oltre alle famiglie, abbia chiesto l’opinione degli incolpevoli studenti italiani.

Eh sì, cara ministra Fedeli! I nostri piccoli utenti hanno tantissimi desideri ed aspettative nei riguardi delle tanto agognate vacanze estive! Al primo posto quello di stare un po’ di tempo con mamma o con papà a giocare.

E allora perché non pensare, insieme al suo collega responsabile del Lavoro, ad una rimodulazione dei tempi di lavoro per quei genitori che hanno figli nella fascia 0-14?

Perché non pensare, insieme al suo collega alle Politiche sociali, alla possibilità di offrire a questi bambini, che già durante il periodo scolastico spesso permangono a scuola più ore di quanto sia un turno di lavoro in fabbrica, la possibilità di partecipare a vacanze studio gratuite o semigratuite? Tanti anni fa, quando andavo io alle Scuole Elementari, si chiamavano Colonie estive…

La prego, ministra Fedeli, in nome della sua lunga esperienza di battaglie sindacali dalla parte dei lavoratori, non si presti anche Lei a questo gioco al massacro nei confronti dei lavoratori della conoscenza intrapreso da quel giovanotto maleducato di Rignano.

 

 

 

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