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Ricordo del Compagno Saverio Tramontano

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di Antonio Frattasi, Segretario regionale PCI Campania

Sabato 9 settembre ci ha improvvisamente lasciati il caro compagno Saverio Tramontano, membro del Comitato federale di Napoli e del Comitato regionale del nostro partito, storica figura della sinistra nell’entroterra napoletano.

Nato a Castello di Cisterna il 30 novembre del ’37, lavoratore della Compagnia Napoletana Gas, aderì negli anni Sessanta al Partito Comunista Italiano. Dirigente di sezione, fu eletto consigliere comunale e poi vicesindaco del suo paese natio.

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L’importante esperienza maturata nell’amministrazione locale e le sue capacità politiche, unanimemente riconosciute, furono determinanti per la sua elezione alla prestigiosa carica di Segretario provinciale delle Lega delle Autonomie. Trasferitosi con la famiglia a Pomigliano d’Arco, dove da qualche anno era stato insediato lo stabilimento dell ’Alfasud e dove erano iniziate intense e dure lotte operaie, Saverio, divenuto punto di riferimento per i compagni della zona acerrana, fu candidato alle comunali del’70, risultando eletto e confermato nelle successive consultazioni del 1980. Nominato assessore, fu poi dirigente dell’Anci Campania, di cui fu segretario sino al 2007, e successivamente, membro di diritto del direttivo regionale, carica che ha conservato sino alla morte.

Pur non condividendo la sciagurata svolta occhettiana del 1989, Saverio aderì al Pds, partito per il quale fu candidato alla Camera nel 1992, nella circoscrizione Napoli-Caserta. Nel 1999, abbandonò il Pds-Ds ed aderì al Partito dei Comunisti Italiani, entrando nel Comitato Federale ed in quello Regionale.

Compagno schivo, sempre disponibile, preparato, aperto al confronto, leale, molto radicato e noto nel suo territorio, apprezzato negli ambienti politici ed istituzionali per la sua serietà e correttezza, Saverio, con grande umiltà e senso del dovere, pose il suo non indifferente bagaglio di esperienze amministrative a servizio del Partito. Ricordo che alle riunioni del Comitato Federale ed in altre occasioni d’incontro ragguagliava con precisione e dovizia di particolari le compagne ed i compagni sulla valenza politica di alcune delicate questioni amministrative e ciò risultava particolarmente importante per il nostro partito napoletano soprattutto perché, dal 1998 sino al 2009, il centro sinistra governava contemporaneamente Regione, Comune e Provincia di Napoli.

Saverio non usava, nei suoi interventi, toni retorici, non era polemico, né faceva pesare la sua indiscutibile e preziosa competenza di amministratore locale di lungo corso. Al Terzo Congresso provinciale del Pdci, mi colpì molto il suo intervento, scritto velocemente in sala, principalmente dedicato ai temi del Mezzogiorno, temi che ho sempre ritenuto centrali nella politica dei comunisti e talvolta non adeguatamente analizzati. Mi sentii, quindi, in dovere di manifestargli il mio pauso per la chiarezza delle argomentazioni e la conoscenza dei problemi che aveva dimostrato nell’ affrontare quel nodo strutturale tanto complesso, ed egli mi rispose timidamente, minimizzando l’importanza delle cose dette e ringraziandomi con un sorriso.

Saverio lascia un grande vuoto nel nostro partito, perché lo abbiamo sempre stimato ed apprezzato per il suo equilibrio, per la sua saggezza, per la sua dirittura morale, per il suo attaccamento profondo agli ideali del movimento operaio.

Tutti lo ricorderemo come un galantuomo ed un dirigente appartenente alla migliore tradizione del comunismo italiano.

Addio caro compagno che la terra ti sia lieve.

Alla famiglia vanno le più sentite condoglianze dei comunisti napoletani e campani

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