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Modena: Vertenza “Vapor Europe”

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di Partito Comunista Italiano –Federazione provinciale di Modena

Sabato 28 ottobre una rappresentanza della Federazione provinciale e della Sezione del comprensorio ceramico si è recata a incontrare i lavoratori della Vapor Europe di Sassuolo, in sciopero ad oltranza e presidio permanente davanti allo stabilimento, contro la decisione aziendale di aprire le procedure per licenziare 30 dei 50 dipendenti.

Vapor Europe, produttrice di porte per treni e metro, appartiene alla multinazionale americana Wabtec, che di recente ha acquisito la multinazionale francese Faiveley. La nuova compagine quale prima azione ha deciso di licenziare immediatamente oltre la metà dei dipendenti di Sassuolo, relegando il sito alla mera assistenza after market; scelta che indica come il futuro di Vapor Europe sia segnato.

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Riprendiamo dal comunicato congiunto FIOM-FIM:

I lavoratori di Vapor Europe sono vittima delle logiche di bilancio di una multinazionale che non si fa alcuno scrupolo a gettare in mezzo alla strada decine di lavoratori pur di salvaguardare i propri lauti profitti. Infatti Wabtec, dopo la fusione con Faiveley, ha trasferito in Repubblica Ceca la produzione delle porte MP14 assegnate inizialmente a Vapor Europe e che avrebbe garantito lavoro per i prossimi 10 anni almeno! Ma i lavoratori sono anche vittima delle scelte di una politica locale, regionale e nazionale che fino ad ora non ha voluto inserire nei bandi di gara di Trenitalia alcun vincolo cosiddetto di Local Content, che cioè garantisca la produzione di almeno parte dei treni in Italia, così come avviene in altri paesi come per esempio la Francia. Questa mancanza ha permesso di far vincere le ultime gare di Trenitalia […] a ditte che produrranno le porte in Ungheria anziché a Sassuolo.”

La procedura di licenziamento collettivo è stata avviata, nonostante qualche significativa apertura da parte della Regione la direzione aziendale non ha indietreggiato di un millimetro, confermando la strumentalità di una scelta non dettata da crisi aziendale. Così dal 18 ottobre i lavoratori contano i 75 giorni che mancano ala disoccupazione.

Il PCI è al fianco di questi lavoratori, che rischiano il proprio presente ed il proprio futuro, che lottano contro il macabro “contatore” che dà inizio ai licenziamenti. Tutto ciò, lo ripetiamo, non per una oggettiva situazione di difficoltà ma per le scelte miopi ed inumane del padronato e di tanti governi succeditisi alla guida del paese. Ci sono lavoratori che da decenni lavorano in Vapor Europe e che ancora a giugno scorso non avevano il minimo sentore di una simile situazione. E che non possono accettare, in un territorio che ancora sconta gli effetti della crisi nel settore ceramico, metalmeccanico e agroalimentare, di vedersi messi alla porta in una azienda sana e redditizia.

Chiediamo pertanto al ministro dello sviluppo economico che si attivi per ridare il lavoro a questi cittadini e per mantenere in Italia una produzione di elevata qualità.

Ma non possiamo fermarci a questo. La vicenda evidenzia una volta di più come sia irrinunciabile un radicale cambiamento nella politica economica ed industriale italiana, e come l’alibi delle “regole europee” non sia appunto altro che un alibi (se non bastasse, basta richiamare le recenti vicende che hanno coinvolto Fincantieri e TelecomItalia…). Non possiamo accettare supinamente un futuro di desertificazione industriale per l’Italia, una prospettiva di lavoro scarso, dequalificato e malpagato.

Il PCI è al fianco dei lavoratori e contro la politica economica del governo, tutta a favore del padronato e del grande capitale finanziario. Noi vogliamo che l’Italia riprenda il suo ruolo nella produzione industriale di alta tecnologia, daPiombino a Taranto, da Torino a Sassuolo. In questo quadro Vapor Europe, unica realtà italiana attiva nel settore delle porte per treni e metro, assume un ruolo emblematico e strategico.

 

29 ottobre 2017

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