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Mentre Netanyahu bombarda Gaza, il governo italiano è a Tel Aviv alla conferenza israeliana sulla “sicurezza”

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di Fosco Giannini, Responsabile Dipartimento Esteri PCI

 

Il PCI denuncia vibratamente e accusa il governo italiano per la sua subordinata e complice presenza alla “Conferenza sulla Sicurezza” aperta dal governo israeliano a Tel Aviv ieri, lunedì 12 novembre. Tale Conferenza si è aperta il giorno successivo al “raid” israeliano a Gaza che ha portato ad altre  distruzioni di edifici e di strutture vitali palestinesi e all’assassinio mirato del comandante di Hamas, Nour-el-Deen Baraka, responsabile della costruzione di quelle gallerie sotterranee di Gaza che permettono l’arrivo di cibo, medicinali e aiuti al popolo palestinese, chiuso al mondo dalla prigionia israeliana.

I giorni precedenti l’attacco militare di Israele la destra estrema del governo israeliano aveva fatto pressione sul capo del governo, Benyamin Netanyahu, affinché l’esercito israeliano bombardasse gli autotrasportatori del Qatar che dovevano portare carburante nella Striscia di Gaza, dove vivono due milioni di palestinesi nel freddo e alla fame. Netanyahu ha obbedito alle richieste della sua ala destra estrema e l’esercito israeliano ha portato un attacco militare che si è anche spinto in profondità nei territori palestinesi. Un attacco, quello israeliano, per il quale vi è stata la risposta militare di Hamas, con lancio di missili sui territori israeliani.

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E’ in questo contesto di nuovi e gravi pericoli di guerra scatenati dall’aggressività della destra israeliana che si è aperta a Tel Aviv  la “Conferenza sulla Sicurezza” voluta da Netanyhau e alla quale stanno partecipando il sottosegretario agli Esteri del governo italiano Guglielmo Picchi e il sottosegretario alla Giustizia Jacopo Morrone, oltreché 50 delegati della Polizia italiana e dell’Arma dei Carabinieri. A conferma che sono gli interessi del capitale italiano a segnare la politica internazionale del governo Conte, alla Conferenza di Tel Aviv sono presenti, assieme ai rappresentanti del governo, anche quelli di numerose aziende italiane, attratte con ogni evidenza dal “businnes”, dalla parte commerciale delle proposte militari della “sicurezza” israeliana.

Che il governo italiano partecipi  a Tel Aviv, in modo ossequioso e ipocritamente silenzioso, ad una conferenza del governo israeliano sulla sicurezza nelle stesse ore che Netanyhau sferra l’ennesimo e violento attacco militare contro il popolo palestinese, la dice lunga sul carattere essenzialmente filo imperialista del governo Lega-M5S.

Il PCI, denunciando la subordinazione del governo italiano a Netanyahu e la sua totale assenza di sensibilità per il popolo palestinese, chiede ai lavoratori italiani,  ai cittadini e agli elettori  di sinistra che hanno riversato il loro voto e la loro fiducia alla Lega o al M5S, di riflettere sulla natura non progressista, ma regressiva, dell’alleanza Lega-M5S e del governo Conte.

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