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“FESTA AVANTE!” A LISBONA

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Un momento importante per il PCP la CDU e il Portogallo in vista delle elezioni politiche del 6 ottobre

Anche quest’anno nei giorni 6-7-8 settembre alla grande “Festa Avante!” del Partito Comunista Portoghese a Lisbona, presente la delegazione italiana del nostro partito e nello spazio internazionale lo stand della sezione Tina Modotti di Ancona con bar, ristorante e biblioteca popolare, una tradizione che dura da cinque anni, che coinvolge sempre più giovani della FGIC: sono Paolo, Ruggero, Francesco, Paola, Loretta, Lidia, Massimo, Elisabetta, Daniele, Chiara, Barbara, Giovanni, “vecchia guardia” e i giovani che cooperano assieme uniti dal marxismo-leninismo e dal desiderio di costruire una società migliore basata sulla giustizia sociale. Alla festa c’è un mondo intero che dice no al neo-liberismo del capitalismo rapace sempre più imperialista che affama i popoli, scatena conflitti e distrugge l’ambiente. Una festa contro il pensiero unico che vorrebbe farci sentire anacronistici ed utopici; un’esperienza formativa indimenticabile per lo scambio di relazioni e per vivere e credere che un altro mondo è possibile ed esiste già nella realtà creata dal PCP, che oggi sta affrontando una difficile e decisiva campagna elettorale per le elezioni politiche del 6 ottobre.

A Lisbona, aldilà del Tajo nel grande spazio verde di Amora, Jeronimo de Sousa, carismatico segretario del PCP, nel discorso di apertura della Festa, esorta i comunisti portoghesi e di tutto il mondo all’allegria, alla gioia di vivere e all’entusiasmo per la lotta.

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Le parole chiave nella festa sono: solidarietà a tutti popoli sfruttati che soffrono, no alle guerre del capitalismo imperialista, no alla NATO per costruire una vera pace tra i popoli, salvaguardia dell’ambiente, lotta per lavoro e un progresso sostenibile per la Patria. La parola “patria” ricorre spesso nei discorsi del segretario e dei comrades che, insieme all’inno del partito, all’Internazionale, alle canzoni di lotta, e al gioioso inno della festa, cantano l’inno nazionale, in segno di dedizione al proprio paese e impegno vigile contro l’aggressione delle multinazionali. In Italia la parola “patria” è stata lasciata alle destre e agli stadi che ne fanno scempio.

In Portogallo il PCP ha una lunga storia di clandestinità durante la dittatura di Salazar, molti compagni subirono il carcere duro, la tortura, ma ne furono forgiati, non si piegarono, come lo storico segretario Alvaro Cunhal, scrittore, pittore, intellettuale e grande uomo politico, autore di un saggio che tutti dovremmo leggere: “Il partito dalle pareti di vetro”, dove delinea come si costruisce, organizza, dirige e milita in un partito comunista; ma soprattutto Cunhal pensa al militante come a una persona con le sue peculiarità, la sua creatività che contribuisce al lavoro collettivo. Il libro ha valore formativo, in quanto emerge una postura etica del e della comrade, che colpisce anche chi non è comunista.

Anche l’attuale segretario Jeronimo de Sousa ha subito il carcere della dittatura fascista sa cosa significa vivere privati della libertà e dei diritti per questo oggi si batte contro le nuove forme di fascismo con determinazione, affinché le nuove generazioni non debbano subire ancora la schiavitù della dittatura. Il Segretario ha accolto tutte le delegazioni del mondo alla Festa con calore umano e sobrietà e l’organizzazione del PCP ha generosamente ospitato i delegati con sincera fratellanza, orgogliosi di vivere e far vivere al mondo comunista un momento di festa, di confronto, di dialogo per costruire relazioni preziose, ai fini di costruire strategie comuni contro le politiche aggressive dell’imperialismo.

Ogni delegazione ha un/a giovane “comrade” accompagnatore per tutta la festa come traduttore e guida.

La Festa è un’esplosione di musica: dalla classica, al fado, al jazz, al rock, al folk, c’è un’importante rassegna cinematografica, i padiglioni delle città portoghesi portano la loro tradizione e cultura, oltre che la speciale cucina, e una grande area è dedicata alla fiera del libro e al racconto storico della rivoluzione del 25 Abril 1974; ci sono anche edifici e spazi dedicati alla formazione dei militanti ed è qui che avvengono gli incontri bilaterali tra il PCP e i delegati dei partiti e con il settimanale “Avante”, che viene sistematicamente diffuso dai militanti il giovedì, come si faceva un tempo con “L’Unità” e la festa ricorda per grandezza, organizzazione, partecipazione, qualità culturale le feste dell’Unità degli anni ‘70 e ‘80.

L’impatto è quello di un partito coeso, disciplinato, con militanti preparati politicamente, che sanno cooperare nel lavoro organizzativo, un partito che guarda alla cultura come promozione sociale e nelle sedi a Lisbona c’è sempre una ricca biblioteca con sezione arte, musica e cinema.

Negli spazi dei dibattiti si affrontano tematiche internazionali dove delegati e pubblico si confrontano sui temi importanti che riguardano tutto il mondo: pace, ambiente, migrazioni, lavoro, welfare, sviluppo tecnologico, differenza di genere.

Il nostro delegato Fabio Pasquinelli ha partecipato alla discussione sull’UE coordinata dalla deputata portoghese del CDU, con il rappresentante di AKEL (partito Progressista dei lavoratori di Cipro nato nel 1941, nato dal partito comunista greco del 1926), con il Partito Comunista del Regno Unito, con il Partito dei lavoratori del Belgio; le posizioni convergono tutte sulla critica alla direzione economica dell’EU, che hanno soffocato gli stati membri con le politiche di austerità come il fiscal-compact, demolendo il welfare, senza produrre occupazione, le privatizzazioni hanno favorito le multinazionali, il neoliberismo, che con azioni criminali distruggono l’ambiente e la vita delle persone. Tutto questo ha scatenando i nazionalismi di orientamento xenofobo e fascista. L’UE non è l’Europa dei popoli hanno ribadito tutti, soprattutto il delegato del Partito comunista inglese che ha spiegato che la Brexit, contrariamente a quanto viene sbandierato dai media, non è un No all’Europa, bensì al sistema economico UE.

F. Pasquinelli ha ribadito la posizione del PCI: NO all’UE, NO all’euro, NO alla NATO e di unire le forze per costruire un fronte anti-imperialista internazionale che combatta contro le politiche predatorie del neoliberismo sempre più e distruttivo con le guerre imperialiste, rapace verso l’ambiente, che fa pagare ai lavoratori e alle fasce più deboli la crisi produttiva del capitalismo e la speculazione finanziaria.

Infatti l’eurozona è stato ed è uno strumento per l’espropriazione di ricchezze nazionali, l’adesione alla NATO tollera l’aggressività dell’imperialismo USA e l’Italia deve in primis liberarsi delle numerose ed inquinanti basi NATO.

Il compagno Pasquinelli ha sottolineato come in Europa sia diffusa l’idea che l’UE rappresenti il progresso civile, anche perché le forze oppositive delle destre anti-UE sono autoritarie e vogliono restringere le libertà, ma non combattono contro l’ingiustizia sociale, ed è per questo che è sempre più urgente creare in Europa un fronte anti-imperialista. Il PCI non ha rappresentanti al Parlamento europeo, non è nel GUE/NGL (Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica), ma è in campo con i suoi militanti ed auspica che le forze presenti nel GUE/NGL aprano un dialogo anche con quelle forze comuniste che non hanno conquistato seggi al Parlamento europeo. Inoltre nell’importante incontro bilaterale con il PCP ha posto anche il problema dei nostri giovani della FGCI espulsi dalla WFDY (World Federation of Democratic Youth) per problemi burocratici e quanto invece sia importante che i nostri giovani possano partecipare e abbiano relazioni. Al fraterno incontro con il comrade Vasco Cardoso del Comitato Centrale sezione politica, Fabio Pasquinelli ha evidenziato come il nostro partito si spenda per la costruzione per l’unità dei comunisti ed ha portato il saluto e l’augurio al PCP per le imminenti elezioni politiche che li vede ancora una volta uniti nel CDU (Coalizione Democratica Unitaria) assieme al Partito Ecologista verde portoghese. La loro affermazione sarà una vittoria per tutte le forze comuniste ed antimperialiste in Europa, oltre che per il popolo portoghese.

I tre giorni della festa sono stati occasione d’incontri: con il Frelimo del Mozambico, con l’MPLA dell’Angola, con i quali non avevamo alcun contatto, un esempio di Africa che ha lottato per la propria indipendenza e cerca sollevare i propri paesi investendo in istruzione ed educazione; con il Partito Comunista argentino impegnato nella campagna elettorale nel fronte unito di centro sinistra anti Macrì, che vede sostenere Alberto Fernandez e Kristina Kirkner; con i giovani comunisti del Partito comunista dei popoli di Spagna, con il Partito Comunista Svizzero, con il Partito Comunista Catalano, con il partito comunista della Biolorussia.

Domenica 8 settembre, l’atteso comizio del segretario Jeronimo da Sousa, ha visto la presenza di migliaia di persone di ogni età festose e pronte alla lotta nell’area del vasto spazio del palco 25 Abril (che splendida coincidenza la Liberazione italiana e la Liberazione del Portogallo!). La militanza e il sostegno al PCP è grande, ci travolge di emozione, ci fa sperare anche per noi, una luce in Europa per l’uguaglianza, i diritti e la democrazia. Tantissimi sono i giovani coinvolti è una “Cidade de Juventude” e il futuro deve essere nelle loro mani, non in quello delle multinazionali.

Infatti il Segretario è sempre preceduto dall’intervento degli attivissimi giovani, il suo discorso è molto importante, a un mese dalle elezioni politiche: ringrazia tutti per aver creato con sforzo militante e collettivo una festa con il lavoro e l’arte, sottolineando come questi aspetti siano costruttivi per l’umanità, politica e cultura per affermare fraternità, pace, amicizia, solidarietà internazionalista, democrazia, perché la società che vogliono costruire i comunisti è basata su questi valori umani.

Jeronimo da Sousa ha un linguaggio asciutto, non usa slogan, non costruisce pensieri ambigui, va dritto al problema: gli USA violano trattati e accordi, arbitrariamente applicano sanzioni e blocchi economici e diplomatici, sempre in corsa per gli armamenti nucleari, con la complicità della NATO destabilizzano paesi con assedi militari per imporre il loro dominio sul mondo. La crisi mondiale brutalmente sfrutta il lavoro, cancella diritti e saccheggia l’ambiente, è la natura stessa del capitalismo insaziabile che provoca sofferenza e distruzione nel mondo. E’ l’aggressività imperialista che provoca le guerre e i flagelli ambientali come in Iraq, Siria, Yemen e Palestina, così i tentativi di destabilizzazione nella Latino America e l’Africa è preda del neocolonialismo.

In Portogallo, afferma Sousa, alle scorse elezioni nel 2015 le politiche neo-liberiste di sfruttamento e impoverimento della patria da parte di FMI, UE e BCE furono fermate, ma oggi occorre dare il voto al CDU ancora più forte per eleggere più deputati per fronteggiare l’aggressione dei capitali internazionali, ai quali l’attuale governo monocolore PS intende cedere perché è sempre più al servizio del capitale. “Avancar è preciso – Mais forca à CDU” è il motto della campagna elettorale.

Il CDU punta alla valorizzazione nazionale delle risorse del Portogallo, piuttosto che seguire Bruxelles sul disavanzo e rimborso del debito, che invece porterebbe a indietreggiare sugli investimenti pubblici, la difesa dei servizi pubblici, del servizio sanitario, dei diritti dei lavoratori, verso i quali c’è un attacco per precarizzare il lavoro, portando a 180 giorni il periodo di prova. C’è anche un tentativo di attacco alla Costituzione per cambiarla e di modificare la legge elettorale per creare un bipolarismo dannoso.

Per noi Italiani….è un film già visto.

Il Portogallo, continua Sousa, non ha bisogno delle ricette neo-liberiste dell’UE per risolvere i ritardi accumulati, per lo sviluppo del progresso scientifico e tecnologico, per eliminare le disuguaglianze sociali e il degrado dei servizi pubblici. Il Portogallo non ha bisogno dei gruppi economici delle multinazionali, deve far fronte alle emergenze nazionali quali la migrazione della propria forza lavoro di 80000 unità all’anno, deve ridistribuire la ricchezza, aumentare i salari e portare quello minimo a 850 euro, garantire pensioni migliori e ridurre l’età pensionabile a 65 anni con 40 anni di lavoro, occorre ridurre l’orario di lavoro a 35 ore settimanali e potenziare la sicurezza nei luoghi di lavoro, proteggere i diritti sindacali sotto attacco, combattere la privatizzazione della sanità e sopperire alla mancanza di medici, infermieri, procurare medicine più economiche, occorre ridurre l’IVA sull’energia. Non si può solo salvare le banche in bancarotta e poi privatizzarle, come sta accadendo anche per il servizio pubblico postale, serve invece investire nell’istruzione pubblica per avanzare verso un progresso umano. Tutto questo si può fare con una politica statale che spezzi la logica del capitalismo che sfrutta i lavoratori e le risorse del pianeta, combattendo la corruzione. Questi sono i temi che PCP e la CDU propongono per cambiare il Portogallo….una loro affermazione sarà un’onda di fiducia per tutta Europa.

W il PCP e W la CDU

Laura Baldelli

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