L’astensione favorisce il Sì

Di Norberto Natali, Comitato Centrale PCI

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Ipotesi di fantasia: se va a votare uno solo, decide tutto lui. Se questo unico elettore fosse Renzi, avrebbe fatto il massimo: deciderebbe tutto lui, da solo, sia prima che dopo il referendum.

Scherzi a parte: questa volta non c’è il quorum. Anche se vanno a votare pochissimi elettori, diversamente da quasi tutti gli altri referendum che abbiamo fatto, la consultazione sarebbe comunque valida. Nel tempo la gente si è adagiata sull’abitudine che non andando a votare al referendum si sarebbe opposta a ciò che proponeva il quesito. Se non si superava il 50% dei votanti, infatti, il referendum non era valido e ciò che proponeva veniva accantonato.

Per questo, in primo luogo, l’astensione favorisce il SI. Molti potrebbero avere una sorta di riflesso condizionato, in base al quale non andare a votare significa -almeno un po’- essere contro chi propone il referendum (per esempio Renzi).

Questo è stato vero molte volte ma il 4 dicembre è proprio il contrario.

Chi ci tiene ad attaccare la Costituzione -come, in passato, chi teneva a qualche proposta referendaria-  spontaneamente tende ad andare a votare, per il  SI. Quindi, più elettori rinunciano al voto, pensando che comunque ciò non sia favorevole al SI, più (questa volta) aiutano Renzi. Non a caso, si intensifica una campagna tesa a demotivare proprio l’elettorato di sinistra. Questa volta, chi vuole difendere la Costituzione, deve sapere che deve battersi contro l’astensione, per portare più gente possibile al voto, più di quanto lo facciano i sostenitori del SI.

Per questo tutte e tutti dobbiamo impegnarci, concretamente. Nessuno di noi pensi di limitarsi solo a votare bene. Siamo molto più potenti: possiamo contribuire, ciascuno nel nostro piccolo, a mobilitare tante altre e altri per andare a votare NO e anche convincerli, a loro volta, a motivare altri ancora. Chi ancora non si è impegnato, può “recuperare” bene, facendolo da oggi stesso e continuando con scrupolo fino a domenica dopo cena.

Ciascuno di noi ha modo di parlare, direttamente, con decine e decine (quando non centinaia) di compagni di lavoro, parenti, vicini di casa o paesani, amici di vario tipo (ivi compresi quelli di fb). Se in tanti faremo così, potremo essere potenti quasi come i mezzi dell’avversario. Può essere che la stessa persona, venga sentita da più di uno di noi: un parente e un collega oppure un vicino e un amico, ecc. In questo modo la nostra campagna referendaria, verso alcuni, può essere ancora più efficace.

Proviamoci, misuriamoci con un impegno nuovo o riprendiamo le vecchie esperienze. Non basta una telefonata per dire “vota NO”. Non insultiamo, per carità, le persone oneste e semplici che potrebbero risponderci di voler votare SI. Consideriamoli delle coscienze da liberare, suscitando in loro il ragionamento, con la pacata persuasione. Anche per questo, in questi giorni, su questa pagina daremo degli spunti di dialogo con gli altri e invitiamo tutti a suggerirne a loro volta e segnalare, per esempio, quali argomenti avversari fanno più presa sui nostri conoscenti.

Sentiamo ciascuno almeno un paio di volte e tre, in questo scorcio di campagna referendaria ma, prima, cerchiamo di organizzare e predisporre bene le nostre idee e tesi, in modo da essere più efficaci.

Possiamo farcela.

Se otterremo un buon risultato (magari la vittoria) ciò sarà dovuto a molti fattori: la campagna della destra, dei M5S, delle forze di sinistra o di una corrente del PD, più o meno come la malaugurata vittoria del SI sarà dovuto a motivi dello stesso genere (più gli appoggi internazionali, della stampa e finanza estera o italiana) ma noi ne avremo uno in più, che sarà solo nostro.

Il nostro risultato dipenderà anche dall’impegno spontaneo e capillare, popolare e di base di tanti come noi che -di fronte alla difesa della Costituzione- se ne infischiano di Salvini, Berlusconi, Grillo, ecc. ecc. Soprattutto non vorremmo mai che questi andassero al potere con le condizioni che avremo se vince il SI.

Se riusciremo a strappare un buon successo, potremo essere sicuri ancora una volta che ciò sarà dovuto allo spirito delle partigiane e dei partigiani che ci muove, ci guida, ci spinge verso la vittoria!

Viceversa sarebbe un’amara beffa se pochi SI decidessero che -dopo- pochi decidano tutto.

AL LAVORO E ALLA LOTTA!!!

 

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