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Sulla vicenda del lavoratore Sevel

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di Antonio Macera, Segretario regionale PCI Abruzzo

E’ accaduto nella Sevel, in Abruzzo, nello stabilimento del gruppo FCA, guidato da Marchionne. E’ lo stabilimento più grande d’Italia, fra i più grandi d’Europa. Un lavoratore è stato costretto a pisciarsi addosso perché gli è stato impedito (dopo averlo richiesto più volte) di andare in bagno. Quello che si è svelato all’interno della fabbrica di Atessa è un clima ottocentesco, di regressione delle più elementari regole che governano i rapporti di lavoro, di inaccettabile cancellazione dei diritti umani. Un clima nel quale il lavoratore viene umiliato perfino nella sua dignità di persona. Quanto accaduto in questo tempo di cancellazione di diritti è il ripugnante effetto di politiche che hanno profondamente oltraggiato il diritto al lavoro e duramente colpito la condizione dei lavoratori, ridotti ormai ad ostaggi senza tutele dell’arroganza padronale.

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