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IL PCI A GORIZIA: FUORI L’ITALIA DALLA NATO! RICOSTRUIRE IL MOVIMENTO CONTRO LA GUERRA (cronaca)

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di PCI Gorizia

Gorizia è una città doppia, metà in Italia ed un altra metà nella repubblica di Slovenia. Già divisa da un reticolato ed un muretto, ora ha molti varchi che consentono il libero passaggio ai cittadini che cominciano a viverla come un area comune anche per i servizi. La Gorizia italiana, dove però vive una numerosa comunità slovena, è fondamentalmente una città di destra. A giugno si rinnova il consiglio comunale e la sinistra si presenta con tre, quattro liste separate, essendo stata respinta la proposta dei comunisti di un’alleanza di liste con un unico candidato sindaco.

Così PCI, PRC, Sinistra anticapitalista ed indipendenti hanno formato la propria lista di Sinistra Unita – Združena levica e stanno concludendo la raccolta delle firme necessarie. Il simbolo, ovviamente, è quello della falce e del martello su bandiera rossa. In questo contesto è stata aperta, nel centro storico, in via delle Monache, proprio sotto il castello della città, una Casa del popolo. Si tratta di una trattoria abbandonata che i compagni hanno rimesso a nuovo.

La prima iniziativa si è tenuta nei giorni scorsi, promossa dal PCI della regione Friuli Venezia Giulia, sui temi della pace, del pericolo di guerra, del rifiuto della NATO e della sua gemella UE.

In apertura il segretario della federazione goriziana Ottavio Romano ha sottolineato che la Casa del popolo – Ljudski dom vuole offrire un tetto alla sinistra, ai giovani, alle realtà culturali diverse operanti in città. Ora è anche la sede del comitato elettorale della lista di SU-ZL e del suo candidato sindaco Roberto Criscitiello.

Al dibattito sul tema della pace e della guerra hanno partecipato il responsabile esteri del PCI Fosco Giannini, la blogger Giulia Zanette con un suo video, Stefano Verzegnassi e, per le conclusioni, il segretario regionale del PCI Stojan Spetič.

Giannini ha sottolineato che la situazione internazionale è estremamente acuta, c’è il pericolo reale di una guerra mondiale di cui però non c’è coscienza di massa. Manca completamente un movimento per la pace mentre l’imperialismo è all’attacco su tutti i fronti, diretto in primo luogo contro i BRICS, dall’ Asia all’America latina ed in primo luogo ai confini della Russia dove la NATO e la sua sorella gemella UE organizzano provocazioni anche armate. La NATO è lo strumento principale dell’imperialismo americano, sempre più aggressivo, mentre l’UE mostra tutti le caratteristiche di un neoimperialismo rivolto alla conquista di mercati all’ombra delle armi nucleari americane. Gli USA hanno circondato USA e Cina con le loro basi in cui ci sono centinaia di bombe nucleari. Solo in Italia ce ne sono almeno settanta, per lo più ad Aviano in Friuli, da cui partono gli aerei per i raids contro i paesi del Medio oriente e nel Mediterraneo destabilizzato ed attraversato da profughi disperati per la devastazione bellica e geopolitica.

Nei giorni del raduno propagandistico per il 60° della UE Ria era tappezzata da manifesti in cui veniva proclamato che UE vuol dire “pace, democrazia, libertà di circolazione, stato sociale”. Nulla di tutto ciò è vero. I paesi europei sono chiusi da reticolati e muri come non mai, lo stato sociale è stato demolito per agevolare i profitti del capitale, la democrazia intesa come partecipazione popolare è ormai una chimera e lo stesso parlamento europeo non ha poteri reali che sono in mano ai governi, alla burocrazia ed ai centri finanziari. Ecco perché il PCI ritiene che l’UE non sia più riformabile, ma va rottamata e sostituita da un sistema di accordi sulla base di interessi comuni e complementari tra paesi dell’area euroasiatica e mediterranea. L’Italia deve uscire dalla NATO per la quale – su ordine di Trump – dovrebbe sborsare annualmente ulteriori 24 miliardi di euro, mentre lamenta di non avere soldi per salvare l’Alitalia.

L’ UE e la NATO non hanno portato pace nei Balcani, anzi, hanno sollecitato la disgregazione della Jugoslavia, paese leader del movimento dei non allineati del terzo mondo, forse anche come prova generale per la disgregazione dell’ URSS.

Seguendo pedissequamente gli ordini di Bruxelles la debole borghesia italiana sta portando l’Italia al disastro economico e sociale. Ecco perchè c’è più che mai bisogno dei comunisti. La serata nella nuova Casa del popolo, riempita per l’occasione in ogni angolo, si è conclusa con un rinfresco ed il ringraziamento ai compagni che hanno aiutato a metterla a posto, rinfrescare le pareti ed effettuare le necessarie riparazioni. In particolare i compagni Tonino Pantuso e Dragan Prerad.

 

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