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Domani a Roma il PCI parteciperà al presidio per la PACE in VENEZUELA.

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Roma, mercoledi 17 maggio dalle 14 alle 17,30, piazza delle 5 lune. Movimenti, associazioni e partiti in solidarietà con la rivoluzione bolivariana manifestano per la pace in Venezuela:

  1. CONTRO LA VIOLENZA GOLPISTA DELLA DESTRA IN VENEZUELA
  2. CONTRO LE INGERENZE ESTERNE DEGLI STATI UNITI, DELLA UE E LORO ALLEATI
  3. CONTRO L’INFORMAZIONE A SENSO UNICO, CON MENZOGNE, NOTIZIE NON VERIFICATE, OMISSIONI
  4. A SOSTEGNO DEL DIALOGO DI PACE SOSTENUTO ANCHE DAL PAPA
  5. PER IL CONSOLIDAMENTO DELLE CONQUISTE SOCIALI PROMOSSE DA CHAVEZ E MADURO

Il 17 maggio 2017, h.15, il ministro Angelino Alfano riferisce in Parlamento a proposito della situazione in Venezuela.In realtà – ed è un copione tante volte visto, anche negli ultimi anni – non sono affatto pacifici molti dei manifestanti organizzati dalle destre con l’intento di destabilizzare il paese. Nel 2002 fu ordito contro l’ex presidente Chavez un vero e proprio golpe e nel 2014 le stesse destre organizzarono contro l’attuale presidente Maduro le guarimbas (caos violento nelle strade). Settori dell’opposizione venezuelana continuano ad agire in maniera violenta e con atti terroristici concentrati in alcuni centri urbani neiquali governa l’opposizione, con l’appoggio delle autorità locali a loro affini. Moltissimi soggetti, incappucciati e armati di bastoni, pietre e petardi, assaltano strutture pubbliche (anche ospedali, asili nidi, cliniche veterinaie ambulanti), distruggono beni collettivi, saccheggiano, aggrediscono la Guardia Nazionale Bolivariana. Un esame dettagliato delle decine di morti smonta la versione di «Maduro che fa sparare sullafolla». Del resto la polizia non è armata, usa solo lacrimogeni e idranti (e, come si vede nei video, in reazione ad aggressioni). La maggior parte dei morti è imputabile all’opposizione (e ai cecchini, come nel copione ucraino); aumentano i femminicidi politici; i (pochi) responsabili di uso eccessivo della forza fra le forze dell’ordine sono sotto inchiesta e detenuti. Ma la mistificazione è tale che anche manifestanti chavisti uccisi diventanom, per i media, attivisti dell’opposizione massacrati dal regime.La destra, che nelle sue mosse dentro e fuori dal Parlamento ignora le regole della Costituzione (ad esempio in materia di referendum revocatorio del presidente), accusa assurdamente di «golpe» il governo che ha convocato una nuova Assemblea Costituente.Anche altre accuse rilevano della manipolazione: il cosiddetto «attacco alla libertà di stampa» è ridicolo, quando sia all’interno del Venezuela che fuori, i media privati e Internet sono il megafono dell’opposizione. Così come l’accusa di «dittatura» e «popolazione portata alla miseria e alla fame»: dal 1999, il governo bolivariano e chavista ha compiuto progressi sociali riconosciuti a livello internazionale, anche se negli ultimi anni una grave crisi dovuta a una guerra economica, all’accaparramento di prodotti sussidiati, alle sanzioni, al killeraggio finanziario e ad altri fattori hanno provocato grandi difficoltà. Non è accettabile che governo e politici italiani proteggano l’opposizione di destra violenta in Venezuela!Notizie e accuse false, notizie non verificate, omissioni, in una parola, la manipolazione, portano alla guerra. La verità porta alla pace.

 Occorre sostenere il dialogo fra governo e opposizione, con la mediazione di diversi ex presidenti iberoamericani e della Santa Sede. Dialogo boicottato dall’opposizione, ha detto lo stesso papa Francesco.

Vanno denunciate le pesanti interferenze esterne capeggiate dagli Stati uniti, ma anche dall’Italia e dall’Europa che, per tornare a controllare le risorse ingenti del paese, finanziano e formano l’opposizione, dichiarano il Venezuela “una minaccia”, influenzano organizzazioni regionali come l’Osa.

Due pesi due misure: il mondo sembra ignorare le pacifiche e grandi manifestazioni della base progressista.

 Da oltre un mese, da quando sono iniziate le proteste e i disordini nelle strade delle città venezuelane, i media mainstream, governi e politici dell’Occidente o dall’Occidente controllati, Ong e alcune commissioni internazionali ripetono: «Manifestanti pacifici massacrati dalla polizia e dai colectivos pro-regime».

 

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