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IL PCI CONDANNA DURAMENTE LE DICHIARAZIONI DEL CONSIGLIERE COMUNALE  DI ANCONA SU CARLO GIULIANI

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di Segreteria Nazionale PCI

La Segreteria Nazionale del PCI, facendo proprie le immediate, dure e giuste critiche della Sezione del PCI di Ancona, condanna severamente, sia sul piano morale che politico, la dichiarazione – tanto reazionaria quanto dissennata – del consigliere comunale di Ancona del PD Diego Urbisaglia, che ha affermato pubblicamente che se al posto del poliziotto che colpì mortalmente Carlo Giuliani alla manifestazione anti-G8 a Genova ci fosse stato suo figlio “dentro quella campagnola gli  avrei gridato di sparare e di prendere bene la mira”.

Le parole del consigliere Urbisaglia sono così dense di orrore che non servirebbe aggiungere nessun’altra  considerazione al fine di rimarcare la loro spregevole natura; notiamo solo – tuttavia – che esse vengono rese pubbliche quasi in concomitanza con le dichiarazioni del capo della Polizia Franco Gabrielli – che se ancora reticenti e certo non sufficientemente chiare rispetto alle repressioni sanguinarie e alle pratiche “golpiste” di Genova G8 2001 – parlano, tuttavia, delle “torture di Bolzaneto”, rievocando il clima di repressione di natura fascista che portò all’assassinio di Carlo Giuliani.

La Segreteria Nazionale del PCI chiede al PD Nazionale e al suo Segretario, Matteo Renzi;  al PD delle Marche; al Sindaco PD di Ancona Valeria Mancinelli, ai consiglieri PD del Comune di Ancona; agli eletti e alle elette del PD Marche sia al Senato che alla Camera dei Deputati; all’ANPI di Ancona e delle Marche, alle forze comuniste, di sinistra e democratiche di mobilitarsi e assumere una posizione democraticamente intransigente e volta alle immediate dimissioni di Diego Urbisaglia da consigliere comunale di Ancona.

Nel contempo il PCI invia la propria, piena, solidarietà ai genitori di Carlo, Haidi Gaggio Giuliani e Giuliano Giuliani, che in tutti questi anni hanno continuato la battaglia per la verità, non solo per il figlio ma per tutto l’orrore di Genova, e che sono stati e rimangono, dunque, un punto di riferimento e un esempio per chi lotta in difesa della democrazia e della giustizia.

 

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