“SUL MARXISMO NEL XXI° SECOLO E SUL FUTURO DEL SOCIALISMO NEL MONDO”

Con il compagno Francesco Maringiò, della Direzione Nazionale del PCI e coordinatore politico del Dipartimento Esteri, il PCI sta partecipando in Cina ad una serie di incontri e dibattiti tra partiti comunisti di ogni parte del mondo. Giorni fa abbiamo inviato la cronaca, scritta dal compagno Maringiò, della prima giornata di questi incontri internazionali. Inviamo ora, sempre a firma del coordinatore politico del Dipartimento Esteri, la cronaca politica della seconda e terza giornata dei lavori e degli incontri (Fosco Giannini)

Giorno 2 e 3

I giorni seguenti sono cominciate le attività politiche ed i Forum. Non tutte le delegazioni presenti partecipavano agli stessi forum, ma sono stati previsti momenti differenti di confronto e di dialogo.

In sostanza si è trattata di un’attività policentrica dove il Partito Comunista Cinese ha messo al centro il dialogo con i partiti mondiali realizzando contemporaneamente incontri tematici di alto livello. Shenzhen è stata infatti la capitale mondiale del dialogo e interpartitico con la partecipazione di 500 delegati in rappresentanza di più di 200 organizzazioni provenienti da oltre 100 paesi, che ha visto tre giorni di seminari e forum lungo diversi assi tematici: il quarto forum tra i giovani leader di China ed Africa, il secondo forum tra i partiti politici di Cina e Celac (la comunità degli stati dell’America Latina e del Caribe), il Forum dei Partiti politici della Shanghai Cooperation Organization, il Meeting “Storie del PCC – Approfondire in modo globale le riforme” (evento organizzato per celebrare il quarantesimo anniversario delle politiche di Riforma ed Apertura) ed infine il Seminario internazionale sul Marxismo nel 21ºsecolo ed il futuro del socialismo nel mondo.

A questi ultimi due eventi ho avuto l’onore di partecipare in rappresentanza del Partito Comunista Italiano, unico italiano presente.

Questo aspetto è interessante di per sé: il PCC affida grande importanza al ruolo dei partiti nel mondo e sta costruendo forme di istituzionalizzazione della funzione e del dialogo interpartitico attraverso forum permanenti. In un dialogo a 360 gradi tra il PCC ed i partiti mondiali hanno il loro ruolo le forze comuniste. Per cui anche piccole forze o partiti di opposizione vengono messi sullo stesso piano di grandi organizzazioni e forze governative. Il principio è evidente: tutti i partiti sono uguali, tutti hanno uguale diritto a prendere la parola, lo stesso tempo di intervento e lo stesso ruolo, perché il principio dei forum è il dialogo e l’ascolto comune. Questo certo non annulla le differenze politiche, ideologiche o il peso specifico di ciascun partito, ma il dialogo viene sostanziato attraverso un principio di uguaglianza sostanziale tra i partiti ed il contributo che ciascuno porta al dialogo comune.

Più di 74 delegati di 39 partiti da 37 paesi hanno preso parte al Quarto Forum Cina-Africa che aveva al centro il dialogo per sostenere l’iniziativa giovanile nell’educazione, nell’occupazione e nell’imprenditoria. Una sorta di pre-riscaldamento in vista del Forum per la cooperazione Cina-Africa che si terrà il prossimo settembre a Pechino; la provincia del Guangdong non poteva che essere la cornice migliore, dato che il 25% dell’export cinese verso i paesi africani viene generato da qui e decina di migliaia di cittadini africani studiano o lavorano in questa provincia meridionale della Cina.

Più di 80 delegati provenienti da quasi 60 partiti da 30 stati del Celac hanno invece preso parte al Forum Cina-Celac cha ha avuto al centro lo studio delle riforme cinesi e lo sviluppo delle relazioni tra questa comunità ed il Guangdong. L’interscambio commerciale è di 37,8 miliardi (+12% dallo scroso anno) ed è stato realizzato un parco industriale e fiere per lo scambio tra la Cina e Celac. Dove degli stati americani hanno aperto proprio in questa regioni i propri consolati generali.

L’organizzazione del vertice dei partiti politici dei paesi aderenti alla SCO è stato un evento molto rilevante dal punto di vista politico perché ha preceduto di pochi giorni il vertice governativo che si terrà proprio in Cina, nella città costiera di Qingdao. A questo primo forum dei partiti della SCO hanno partecipato 200 delegati in rappresentanza di 30 partiti provenienti da 18 paesi. Ad aprire l’evento una ricca relazione di Song Tao, ministro del Dipartimento Internazionale del PCC.

Il meeting Storie del PCC è stato invece l’evento pubblico che ha visto la partecipazione contemporaneamente di tutti i partiti presenti a Shenzhen per i vari forum.

Il forum è stato aperto da un intervento di Guo Yezhou, vice ministro del Dipartimento Internazionale del PCC e diversi video introduttivo sui miracoli economici di Shenzhen che da un piccolo villaggio di agricoltori e pescatori, il cui Pil era lo 0,2% della dirimpettaia Hong Kong, sia diventata la terza città più ricca della Cina dietro a Pechino e Shanghai con un Pil cresciuto 10mila volte e che ha oramai raggiungo quello di Hong Kong.

Oltre ai discorsi delle autorità locali, hanno preso la parola 8 imprenditori locali di diverse generazioni, che hanno raccontato la loro storia di successo. Fra questi c’erano rappresentati di aziende simbolo dello sviluppo cinese, come la China Merchant Group, BYD (leader globale nella mobilità elettrica) o Vanke (che all’Expo di Milano aveva realizzato uno stand proprio, fuori dal padiglione cinese). È impressionante notare come queste aziende, che ora sono dei giganti mondiali, siano nate in realtà pochi anni fa, raggiungendo le vette internazionali in un brevissimo arco di tempo. Ogni storia raccontata inizia con la proiezione delle prime foto (spesso in bn) che raccontano delle umili origini della provincia e dell’azienda stessa. Ora, dopo essere diventate dei campioni nazionali (e spesso internazionali) grazie ai vantaggi della politica di riforma ed allo sviluppo cinese, sono impegnate ad alleviare le condizioni delle zone più svantaggiate e sottosviluppate della Cina.

Non è un dettaglio banale, né il frutto di iniziative caritatevoli. È parte del compromesso che il PCC ha preso con la nazione intera: l’arricchimento sarebbe partito da alcune zone limitate per poi estendersi a tutta la Cina, nessuno sarebbe stato escluso e chi si sarebbe arricchito per primo avrebbe posto le basi per lo sviluppo e l’arricchimento degli altri. La differenza con i paesi capitalistici (l’arricchimento di una classe sociale è possibile solo in funzione dello sfruttamento di un’altra) è evidente in tutta la sua semplicità.

Assolutamente ricco di significato il fatto che la sessione “politica” dell’evento ha visto le relazioni, oltre che ai due padroni di casa (Song Tao –Ministro del Dipartimento Internazionale del PCC- e Li Xi –Segretario del PCC del Guangdong-) anche di Nguyen Xuan Thang, del Segretariato del CC del PC del Vietnam e Sergei Vladimirovich Zheleznyak, Vice Segretario del Consiglio Generale di Russia Unita.

Infine è interessante analizzare i lavori del Seminario internazionale sul Marxismo nel 21ºsecolo ed il futuro del socialismo nel mondo, alla presenza di 112 rappresentanti internazionali e 60 cinesi, guidati dal Responsabile del Dipartimento Internazionale del PCC, Song Tao.

L’aria che si respirava era simile a quella dei meeting internazionali dei Partiti Comunisti ed Operai che si tiene tutti gli anni dove delegati da tutto il mondo riuniscono per scambiare impressioni e vedute comuni. Questo evento si inserisce in una molteplice serie di iniziative che si sono svolte in tuta la Cina per ricordare il bicentenario della nascita di K. Marx a partire dalla grande conferenza celebrativa organizzata dal Governo Centrale il 4 Maggio scorso a Pechino.

Un altro evento ricco di significato politico è stato il messaggio che Xi Jinping, Segretario Generale del PCC e Presidente della Repubblica Popolare ha inviato ad inizio dei lavori, a dimostrazione – se mai ce ne fosse bisogno – della fede della Cina nel Marxismo. Vanno collocati in questo ambito i seminari organizzati dalle Università cinesi e dall’Accademia della Scienze Sociali, come pure la donazione di una statua di 4,6 metri in bronzo che la Cina ha devoluto a Trevi, città natale del grande pensatore rivoluzionario.

Per i cinesi il marxismo non ha solo influenzato radicalmente il mondo, ma ha profondamente cambiato la Cina essendo stato adottato come filosofia del partito (nato nel 1921 e divenuto oggi il più grande partito politico al mondo, con 89 milioni di membri) ed avendo permesso ad un paese povero e stremato dalla guerra di diventare una nazione indipendente e moderatamente prospera. Il materialismo dialettico si è dimostrato compatibile con i repentini cambiamenti che caratterizzano la situazione cinese ed il materialismo storico ha dato energia allo sviluppo delle forze produttive attraverso lo sviluppo della domanda nell’economia di base. Le riforme hanno dimostrato come per i comunisti cinesi il marxismo non sia un dogma ma un sistema in continuo cambiamento per adattarsi alle sfide immediate di ogni epoca.

È in questo quadro che emerge come centrale il ruolo di Xi Jinping per i comunisti cinesi. Ciò lo si è evinto da tutti i discorsi ufficiali dei quadri del PCC. Xi, infatti, ha portato avanti una doppia operazione di sviluppo del marxismo: una interna, combinando gli aspetti pratici del marxismo con le attuali condizioni del Paese (e questo è il corpus teorico del suo Pensiero sul Socialismo con Caratteristiche Cinese per una nuova era) ed uno esterno, avanzando al mondo intero il progetto di un dialogo permanente per la costruzione di una comunità dal futuro condiviso per tutta l’umanità.

Letta con questa specificità, la scelta di promuovere il dialogo multilaterale e permanente a livello governativo e tra i partiti politici mondiali e l’organizzazione degli eventi che si sono tenuti a Shenzen in questi giorni, acquisisce una grande valenza strategica. E dentro questo quadro i marxisti di tutto il mondo sono dati a dare il proprio contributo.

 

 

 

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