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“Incontrarci, confrontarci, serrare le fila”

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Partiti Comunisti e Sinistra anticapitalista uniti contro l’Ue

Intervento della compagna Cécile Dumas, del Partito Comunista Francese, alla Manifestazione Nazionale PCI a Firenze

di Cécile Dumas *,Responsabile aggiunta del Dipartimento Internazionale del PCF con incarico per le questioni connesse alle migrazioni. Consigliera comunale ad Antibes Juan-les-Pins.

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Cari compagni, care compagne,

tengo innanzi tutto a ringraziare i compagni del Partito Comunista Italiano per aver organizzato questa iniziativa.

Il Partito Comunista Francese teneva ad essere presente alla vostra assise nonostante le agende di tutti noi siano molto complicate e nonostante la riunione del consiglio nazionale prevista proprio per questo week end, che io raggiungerò domani mattina per seguire la fine dei lavori.

In questo momento, in cui vi parlo, i miei compagni sono mobilitati davanti all’Eliseo per sottolineare la fine al Grande Dibattito che a cui i nostri rappresentanti locali, i nostri parlamentari hanno dato corpo nello stesso momento in cui contemporaneamente il Presidente Macron ha cominciato i suoi grandi show televisivi.

Il Partito comunista Francese sta per cominciare il proprio consiglio nazionale per le strade per annunciare le 10 proposte per la Francia, che vogliono rispondere alle aspettative popolar, che noi ascoltiamo ovunque: le aspettative di maggiore giustizia sociale, di maggiore eguaglianza, di più democrazia, maggiore libertà, maggiore rispetto del nostro pianeta.

In queste 10 proposte sta evidentemente la nostra volontà di finirla con l’austerità europea e dare priorità alle spese sociali e per la tutela dell’ambiente.

Lo sapete, il nostro paese sta attraversando un periodo di mobilitazioni importanti sicuramente con i Gilet gialli ma non solo, si moltiplicano manifestazioni davanti agli edifici scolastici, davanti alle imprese, negli enti pubblici…

Ma sapete anche che queste mobilitazione hanno difficoltà a trovare risposte politiche e soprattutto non vanno necessariamente verso risposte progressiste, La frammentazione, la divisione della sinistra non favorisce la credibilità di una alternativa progressista che risponda alle difficoltà di gran parte della popolazione ed alla sfiducia nella politica.

Così come in molti paesi d’Europa, in Francia le forze progressiste, e con esse quelle comuniste, affrontano una situazione difficile una battaglia ideologica aspra e complessa, segnata dall’ascesa delle forze reazionarie della destra e dell’estrema destra, il neoliberismo si presenta da un lato come modernismo che vuole mettere fine ai nostri diritti sociali ed ai servizi pubblici ..dall’altro come populismo puramente anti sistema, che vuole negare la lotta di classe.

Credo che noi condividiamo tutte e tutti l’analisi che la società che non funziona per l’esplosione delle disuguaglianze nel mondo ma anche all’interno dell’Unione Europea stessa. Fatti che nutrono collere profonde e spesso giustificate, che prendono diverse forme di reazione e di espressione, nessuna delle quali porta automaticamente, meccanicamente a processi di elaborazione di un’Europa sociale, solidale e pacifica.

Ma per noi tutte e tutti questo status quo non è possibile, non è concepibile e noi non possiamo lasciare che le scelte dei lavoratori, le scelte dei cittadini, le scelte del popolo siano ridotte o si lascino rinchiudere in uno sterile e al contempo pericoloso confronto tra ultra liberisti ed estrema destra.

E’ del tutto evidente, però, che questa comune valutazione non è sufficiente a risolvere i nostri problemi di necessità di costruzione politiche alternative.

Tuttavia, possiamo essere soddisfatti di questa iniziativa, dell’esistenza di questo appello ‘per una Europa dei lavoratori e dei popoli’, che è sottoscritto da più di 20 partiti in Europa, così come possiamo essere soddisfatti dell’esistenza della piattaforma della Sinistra Europea, nel momento in cui qualcuno sta cercando di destabilizzare i gruppi europei,  così come continueremo a lavorare per ampliare la partecipazione del Forum Europeo (Marsiglia e Bilbao) come spazio di dibattito permanente tra forze progressiste, comuniste, ambientaliste, di sinistra…

Abbiamo bisogno di incontrarci, di confrontarci, di serrare le fila, di far convergere le lotte dei nostri differenti paesi ed è incoraggiante il fatto che ci ritroviamo per parlare di Europa, un argomento che ha creato divergenze tra le nostre organizzazioni e anche all’interno stesso delle nostre organizzazioni. Tutte le nostre organizzazioni, tutti i firmatari di questo appello non saranno necessariamente impegnati nelle elezioni europee e sappiamo tutte e tutti che in molti dei nostri paesi le forze progressiste, comuniste, ambientaliste, le forze di sinistra, si presenteranno alle elezioni nei modi più disparati.

Me tutti gli atti che permetteranno di far avanzare l’idea della necessità di far saltare e di anche di abrogare il patto di stabilità di bilancio europeo, braccio armato dell’austerità imposto in tutti i paesi, saranno i benvenuti e saranno parte della battaglia ideologica e politica necessaria per la trasformazione della costruzione europea.

C’è grande urgenza di incentrare il progetto europeo su priorità sociali, che permettano di aprire la strada in maniera duratura ad un reale co-sviluppo tra i popoli europei e dare impulso ad un nuovo modello sociale avanzato comune a tutti gli europei.

C’è grande urgenza anche di lavorare insieme ad un’Europa di pace, di cooperazione con tutti i popoli del mondo, un’Europa di fratellanza. In questa, noi sappiamo, noi francesi, che la diplomazia di Emmanuel Macron e quella di allineamento permanente con Washington, di un armamento crescente del continente è un pericolo per la pace.

Rifiutiamo di mettere la sicurezza e la pace degli europei sotto l’egida della Nato e di Donald Trump, rifiutiamo di fare del Mediterraneo un campo di morte o un campo di caccia al migrante.

Per evitarlo noi abbiamo bisogno di un’altra Europa, di un Europa che abbia un altro ruolo.

L’Europa ha lasciato sole Italia e Grecia a gestire l’arrivo di migliaia di persone, che fuggivano dal caos di alcuni paesi. In quel momento l’Europa ha lasciato la ‘gestione’ dell’immigrazione a Erdogan ed ai gruppi che controllano la Libia. Tutto questo è totalmente irresponsabile e disumano.

L’Europa non può giocare questo ruolo, non può diventare un Europa ‘Fortezza’, un’Europa dove soltanto i capitali e le merci potranno disporre di una totale libertà di circolazione, Così facendo essa favorisce nazionalisti e populisti.

Noi siamo portatori dell’idea di un’Europa solidale. Ospitale e fraterna.

La pace, la giustizia, il disarmo, il rispetto del diritto internazionale sono battaglie da combattere insieme e questa campagna per le elezioni europee può esserne momento forte.

Permettetemi, quindi, di ricordare la nostra esigenza comune di rafforzare la solidarietà con Cuba, con il popolo Venezuelano, con le forze di progresso in America Latina, il popolo Saharawi, il popolo curdo, ed ovviamente col popolo palestinese.

Ecco, tutto questo è parte di ciò che tentiamo di portare nella campagna che conduciamo con la lista guidata da Ian Brossat, che abbiamo chiamato “Per l’Europa dei popoli contro l’Europa del denaro”.

Noi conduciamo una campagna difficile, in un periodo complesso, in cui la Sinistra è divisa e in una situazione in cui i Media vogliono escluderci. Infatti 2 grandi reti televisive fanno un dibattito sulle elezioni europee e rifiutano di invitare il nostro capolista.

Facciamo una campagna sul campo, di dibattito, di quartiere, spiegando l’importanza di avere deputati europei oppure rischiamo forte il pericolo dell’astensione.

Continuiamo a pensare che, malgrado tutte le difficoltà che incontrano, i comunisti e le forze di progresso nel nostro paese, in Europa e nel mondo, difficoltà che non possiamo ignorare né minimizzare, esiste la possibilità che riusciamo a trovare la via dell’unità, dell’incontro, delle convergenze, che ci consentano di invertire i rapporti di forza al punto da permettere di avanzare verso obiettivi di progresso sociale, di libertà, di democrazia e di pace.

(Traduzione a cura di Lucia Mango)

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