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È morto il compagno Drago Slavec

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di Stojan Spetic, Comitato Centrale Pci

All’età di 93 anni è morto il compagno Drago Slavec di Dolina, uno degli ultimi eroi della mostra Resistenza e del movimento comunista.
Era ancora ragazzo quando i fascisti vennero a prenderlo, a Dolina, per confinarlo in Abruzzo assieme a tanti giovani sloveni cui si voleva impedire di partecipare alla resistenza. Dopo l’6 settembre Drago assieme ai suoi compagni raggiunse Bari e le “compagnie di Oltremare”, reparti partigiani che gli alleati trasferirono in Dalmazia. Il battesimo del fuoco Drago, non ancora diciassettenne, lo visse nelle isole dalmate, poi in Bosnia, dove venne ferito. Il suo sogno era di diventare pilota nella aviazione di Tito, ma venne catturato dai tedeschi ed avviato in un campo di concentramento in Germania. Da li fuggi in modo rocambolesco, attraversando un ponte di neve sopra il fiume che segnava il confine con la Svizzera. Qui gli offrirono asilo e lavoro, ma rifiutò ed attraversato il confine italiano raggiunse i partigiani della Valtellina. Malgrado la giovane età fu circondato da grande rispetto per la sua esperienza partigiana jugoslava ed il suo coraggio. Lo chiamarono “Tito”. Fu protagonista di importanti azioni e battaglie ed il 25 aprile del 1945 entrò trionfalmente a Tirano. Invece di festeggiare corse in bicicletta a Milano per vedere il Duce appeso in Piazzale Loreto, ma arrivò tardi.
Raggiunta Trieste si impegnò nel lavoro politico, culturale ed amministrativo. Fu per un quarto di secolo assessore comunale a Dolina, organizzò cooperative, fu l’ anima della Majenca sempre accolto con calore dai giovani. Da bravo muratore seppe dare sempre una mano a tutti. Comunista coerente e tutto d’un pezzo tenne nella sua cantina il simbolo della falce martello forgiato dall’ultima granata che i fascisti nella Valtellina spararono contro la sua unità partigiana. Con l’aiuto di Boris Pangerc dette alle stampe un bellissimo libro della sue memorie. Bilingue come fu il suo impegno.
Lascia due figlie, Annaroza e Ksenija. A loro ed ai compagni un sincero cordoglio. Sia gloria alla sua memoria.

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