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Concorso presidi annulllato, Bussetti si dimetta

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di Luca Cangemi, Resp. Scuola PCI

La decisione del TAR sul concorso nazionale per dirigenti scolastici rende non più tollerabile la permanenza del ministro Bussetti al dicastero dell’istruzione.

Il ministro non può che assumersi la responsabilità del disastro e dimettersi.

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Non si può non rilevare che l’incapacità di garantire procedure concorsuali legittime, trasparenti e razionali ha conseguenze devastanti: viene dissipata una notevole quantità di denaro pubblico e si fa ancor più grave una situazione gestionale del sistema scolastico, che già registra gravi difficoltà. Un numero notevole di istituti è infatti gestito precariamente da presidi in reggenza che non possono garantire continuità ed efficacia a scuole sempre più complesse, anche per le discutibili scelte del “dimensionamento”. Questa situazione, alla luce del pronunciamento del TAR, è destinata ad aggravarsi nei prossimi mesi.

Sarebbe stato necessario un ripensamento del ruolo del dirigente scolastico ma il governo gialloverde non solo non ha tenuto fede alle promesse elettorali di abolizione della legge 107 ma non riesce, in questo come in altri casi, neanche a garantire l’ordinaria amministrazione.

Bussetti deve andarsene per incapacità. Una incapacità dolosa che si intreccia con una linea politica che tende a destrutturare il sistema scolastico nazionale per lasciare spazio all’”autonomia differenziata” di marca leghista cioè alla frammentazione ad uso dei poteri forti e dei ceti privilegiati.

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