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Il PCI aderisce all’appello del movimento NO TRIV Brindisi di Montagna – Basilicata

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di Ufficio Stampa

È in atto in Basilicata il tentativo di vanificare l’esito del referendum costituzionale, e sul terreno più insidioso, quello della politica energetica dello “Sblocca Italia”.

A tutt’oggi, la Giunta Regionale Pittella non si è ancora espressa in merito all’istanza di permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi “Masseria La Rocca”, che interessante un’area di 13,06 Kmq, ricadente in gran parte sul territorio di Brindisi di Montagna e in minima parte su quello di Potenza, è concesso dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (sic!), alla joint venture tra “Rockhopper Italia s.p.a., Total E&P s.p.a. ed Eni s.p.a.

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La scadenza è imminente, il 2 Gennaio 2017. Se per quella data la Regione Basilicata non si sarà espressa sull’intesa con giusto parere negativo come le popolazioni interessate vanno sollecitando, un territorio di grande interesse agricolo e turistico oltre che archeologico e paesaggistico, subirà la medesima devastante sorte della meravigliosa val d’Agri, un tempo rinomata per i prodotti di eccellenza come il canestrato di Moliterno e oggi compromessa dall’alto tasso d’inquinamento da rifiuti tossici.

E tutto ciò, in barba alla volontà della stragrande maggioranza dei cittadini, che il 17 aprile prima e il 4 dicembre scorso si sono espressi in straripante maggioranza anche in Basilicata contro l’attività estrattiva a mare e a favore della partecipazione attiva alla determinazione dei propri progetti di vita.

Poiché riteniamo che in merito alla questione relativa al permesso di Masseria La Rocca non sia in gioco soltanto il destino dei cittadini più direttamente interessati ma dell’intera regione, divenuta terreno di prova di una ottusa politica energetica basata sui fossili e in pratica, sugli interessi dei petrolieri, a fare le spese della quale non sarebbe soltanto la nostra Regione ma bensì, col mare e terraferma del Mezzogiorno mare e terraferma dell’Italia tutta, forti di ciò, si fa appello a forze politiche sinceramente democratiche a esponenti della cultura a intellettuali che abbiano a cuore il bene più prezioso quale quello della salute e del progresso delle comunità, oggi oggetto, soprattutto nel Mezzogiorno, di politiche energetiche aggressive, distruttive di fattori di biodiversità e di prodotti di eccellenza, perché la Giunta Regionale di Basilicata assolva al suo compito precipuo di civiltà, di garantire cioè non già il saccheggio del futuro bensì il sistema di tutele, dal lavoro alla salute dei lucani e quindi, dei cittadini di Brindisi di Montagna che dalla coltivazione degli idrocarburi non ricaverebbero se non danni irreversibili.Lo si chiede con forza e con senso di responsabilità. Oggi la Basilicata rappresenta il fronte più avanzato della lotta intesa a disinnescare l’ordigno della coltivazione dei fossili contro l’Italia, su terraferma e a mare. Se cade la Basilicata, se l’inerzia della Giunta Pittella avrà la meglio, la gara al petrolio nella regione sarà la gara futura al saccheggio d’Italia, dove più dove meno.

Naturalmente, la speranza che l’esito del referendum del 4 dicembre acquisti valore nella pratica governativa anche regionale, non fa tacere del fatto che si abbia fondato motivo di ritenere che l’apparente inerzia della Giunta Pittella risponda nei fatti a un vero e proprio boicottaggio contro i propri concittadini locali e regionali e a favore di ben precisi disegni a sostegno degli interessi dei petrolieri, decisi più che mai con l’avvento di Trump, a perpetuare condizioni di sofferenza dalle popolazioni più direttamente soggetti all’attività estrattiva fino al clima.

Consapevoli di ciò, il Movimento NO TRIV di Brindisi di Montagna e di Basilicata non hanno difficoltà a precisare che tale appello non potrà che costituire il primo livello di mobilitazione messo in atto da cittadini e associazioni presenti sul territorio regionale: anche per questo, si sollecita la V/s attenzione.

NO TRIV BRINDISI DI MONTAGNA – NO TRIV di BASILICATA

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