Home Partito Lettera del Compagno Losurdo al Comitato Centrale del PCI

Lettera del Compagno Losurdo al Comitato Centrale del PCI

6260
1

Di Ufficio Stampa. Di seguito pubblichiamo un estratto della lettera che il Compagno Domenico Losurdo ha inviato al Comitato Centrale del PCI, di cui è parte.

Ai compagni del Comitato Centrale del Partito Comunista Italiano

 Cari compagni, avendo fatto la scelta di impegnarmi politicamente soprattutto sul fronte della lotta teorica, con articoli, saggi, libri e con la partecipazione attiva a Convegni nazionali e internazionali, finora non ho potuto prender parte alle riunioni del Comitato Centrale. Mi scuso sinceramente e profondamente con voi, ma spero al tempo stesso che capirete le ragioni della mia scelta, che a me sembra opportuna e forse obbligata nelle condizioni di vita e di lavoro in cui mi trovo a operare.

sostieni il partito

Oggi, però, è un altro giorno: ero deciso a partecipare a una seduta del CC che si presenta alquanto delicata e quanto mai importante. Purtroppo, [..] un giro vorticoso di viaggi che [..] mi hanno portato in Brasile, Spagna, Germania, per non parlare delle numerose città italiane e per tacere altresì dei viaggi da me rinviati ma cha ora mi attendono al varco (Cina, Canada, Francia ecc.) [..] mi costringono a rinunciare.

Ma, almeno in questa occasione, vorrei comunicarvi il mio punto di vista [..]. A me sembra che il nostro Partito, sventati i colpi bassi che potevano colpirlo a morte prima ancora della sua ricostituzione, stia cominciando a prender forma. Con le sue iniziative politiche e le sue prese di posizione comincia a caratterizzarsi come una realtà politica ineludibile per quanti hanno a cuore la causa della democrazia, del rispetto e dell’applicazione della Costituzione nata dalla Resistenza, la causa della pace e della lotta contro i pericoli di guerra dell’imperialismo, del colonialismo e neocolonialismo, la causa del comunismo, cioè la causa del «movimento reale che abolisce lo stato di cose presente».

A me sembrava e sembra che in questa direzione vadano anche le decisioni recentemente prese dal Partito in materia elettorale. Pertanto, la polemica che a tale proposito si è sviluppata ha provocato in me perplessità e turbamento. Va da sé che nelle nostre file il dissenso è legittimo, ma quando questo dissenso si esprime in forme aspre e delegittima di fatto il centralismo democratico, una domanda s’impone: siamo in presenza di un nuovo tentativo di affossare il Partito? Ho detto che questa polemica mi amareggia, ma devo subito aggiungere che essa non mi sorprende.

Diamo uno sguardo rapido al quadro nazionale e internazionale: non è solo in Italia, è nel mondo che il movimento comunista comincia a riprendere forma, trascinato anche dai grandiosi successi della Repubblica popolare di Cina e del Partito Comunista Cinese. Per un altro verso, però, è in atto un tentativo di scindere il movimento comunista internazionale e di trascinare una parte di esso su posizioni anticinesi e in ultima analisi liquidazioniste. È un tentativo di cui non si può sottovalutare le pericolosità, tanto più che continua a pesare l’eredità funesta del ’68 e della sua polemica astiosa contro il centralismo democratico e la «forma-Partito». Ciò vale soprattutto per il nostro paese, che ha visto per anni Fausto Bertinotti coniugare sapientemente e strumentalmente l’agitazione del principio anarchicheggiante («liberamente comunisti») a una pratica di direzione sempre più chiaramente bonapartista.

 Per concludere e in sintesi: 1) ribadisco la mia solidarietà al Segretario generale e agli altri dirigenti del Partito e condanno ogni tentativo di delegittimazione del centralismo democratico e dei risultati del nostro ultimo Congresso; 2) ribadisco la mia disponibilità a precisare ulteriormente il mio orientamento che peraltro mi sembra già chiaro; 3) auguro a tutti i compagni di ritrovare la serenità di spirito e di lavorare proficuamente per rafforzare l’unità del Partito in previsione anche della lotta cha siamo chiamati a condurre in occasione delle prossime elezioni.

 

iscriviti

1 commento

  1. Cari compagni, è inevitabile e vitale che l’adesione al progetto Potere al Popolo susciti profonde discussioni. Leggo con interesse le Vs analisi. L’analisi internazionale evidenzia la Caporetto, se non esistessero Cina e Russia non esisterebbero grandi forze antifasciste, e non vado oltre nel ragionamento. La situazione nazionale ha raggiunto la situazione pari a molte altre realtà europee e le forze comuniste si sono coagulate con forze movimentiste di vario genere. Certo, non è quanto il mio pulsare interiore chiede, ma è una grande forza di rottura e rivoluzionaria. Cosi spero

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Solve : *
18 ⁄ 6 =