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Il PCI con Potere al Popolo, importante iniziativa a Napoli

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di Ferraro Salvatore – segreteria naz. FGCI

Mercoledì 7 Febbraio a Napoli si è tenuto un intenso dibattito, molto partecipato, di discussione e approfondimento promosso dalla piattaforma sociale Eurostop, hanno preso parte le compagne del PCI e i/le compagni/e di Eurostop candidati con Potere al Popolo, disoccupati e compagni del sindacato conflittuale. Un’iniziativa dal carattere prettamente politico che non ha trascurato la programmaticità e l’aspetto organizzativo che Potere al Popolo deve assumere.
Ad aprire i lavori è stato l’intervento del compagno Michele Franco che si è soffermato sui temi in comune tra le forze che hanno dato vita alla costruzione del programma ed alla lista di Potere al Popolo: dall’Unione europea, passando alla giustizia, toccando i temi del welfare state e privatizzazioni. Inoltre, ha sottolineato 2 aspetti di criticità nella giunta comunale napoletana sviscerando le contraddizioni tra chi si professa antiliberista a parole ma nei fatti promuove processi di privatizzazione portando alla luce 2 esempi lampanti: la privatizzazione della rete Gas e della quota aeroportuale Gesac. Su quest’ultima ci spiega Michele che gli utili della privatizzazione sono stati destinati non per fare cassa ma per ripianare esclusivamente i debiti, non accogliendo le richieste dei sindacati conflittuali e degli operai che si erano opposti a questa operazione. “Se chi si pone come antiliberista non avvia un processo di rottura con l’Unione Europea inevitabilmente verrà messo in moto il pilota automatico per le riforme da Bruxelles che peggiorerà le condizioni di vita dei cittadini“- continua Michele. Chiude dicendo che le manovre che son state affrontate da Gentiloni sono manovre tiepide e che peggioreranno dopo il 4 marzo al di là del Governo che si costituirà.

Successivamente interviene Patrizia Turchi del PCI candidata al Senato nel collegio di Napoli San Carlo all’ Arena esponendo inizialmente il programma di Potere al Popolo. A seguire nella sua relazione Patrizia ha spiegato la contrapposizione in seno all’Unione Europea, lungi dall’essere l’Unione dei popoli europei ma l’Unione asservita al capitale finanziario “dividendo di fatto l’Europa in Stati dominanti come la Germania e Stati soccombenti“. La relazione viene arricchita con contenuti di tipo analitico sottolineando le catastrofi delle politiche neoliberiste sulla nostra economia in forte recessione: in soli 7 anni c’è stata una perdita di quasi 300 miliardi di PIL; la perdita del 30% di produzione industriale; 3 milioni di disoccupati; 4 milioni di precari e 3 milioni di occupati in nero. Infine chiude parlando delle direttive del Fiscal Compact che ci impone di abbassare la soglia del rapporto PIL/ debito pubblico.

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Il terzo intervento è di Mimmo Cordone dell’USB candidato al Senato nella lista proporzionale di Napoli. Il suo intervento inizia affermando che la crisi non l’hanno avallata le masse proletarie ma è una crisi prodotta dal padronato, dalle banche col beneplacito della BCE, crisi che subiscono unilateralmente i lavoratori, i disoccupati ed i precari. Inoltre -continua Mimmo- “Potere al Popolo si pone l’obiettivo di irrompere nel teatrino della politica, bisogna porsi l’obiettivo dell’occupazione del vuoto politico con i compagni di PaP ed Eurostop perché la tragedia quotidiana che viviamo non è un destino ineluttabile“. Chiudendo con la necessità di continuare e ad intensificare le lotte.

La compagna Arianna Organo candidata con Potere al Popolo, ci porta la testimonianza della crisi che vivono le periferie a causa delle politiche di austerity e descrivendoci che queste ultime vengono perpetrate su 2 livelli. Mentre da un lato si distrugge il Welfare State dall’altra la borghesia europea favorisce il consolidamento di queste politiche varando diversi programmi (vedi Garanzia Giovani)”…addestrando le nuove generazioni all’elemosina e di fatto restringendo le politiche di contrattazione“. Arianna in chiusura spezza anch’essa una lancia a favore di un processo unitario continuo.

Rosaria Galiero del PCI, candidata con Potere al Popolo nella lista proporzionale della Camera per il collegio di Napoli città, si sofferma sulle drammatiche derive reazionarie delle destre. Nel suo passaggio cita i fatti di Macerata, non additando la colpa soltanto a semplici fanatismi ed ai neonazismi ma puntando il dito anche sull’Unione Europea, precisa che non siamo contrari all’Europa come spazio geografico o all’ Europa dei Popoli, ma siamo contrari all’Unione Europea dei trattati.

Ottimi arricchimenti alla discussione vengono dati da Mario Maddaloni dell’USB, da Panariello disoccupato ex lavoratore Caremar e da un lavoratore Ex Ansaldo.
Mario parla delle scelte strategiche che ha assunto il Governo italiano sul tema energia in contrapposizione alle scelte che hanno avuto la Germania e la Francia. Mentre il Governo italiano è stato privo di programmaticità favorendo i vari spacchettamenti in campo energetico e nel campo della telefonia, asserendo che queste operazioni sono utili per foraggiare la piccola borghesia che in modo parassitario si arricchisce occupando neo posti dirigenziali nei vari consigli di amministrazione. Il compagno Panariello descrive il processo di precarizzazione che vivono gli operai marittimi e descrive il regime ricattatorio dell’azienda la quale favorisce l’inserimento degli operai iscritti ai sindacati confederali. L’ex operaio Ansaldo continua descrivendo il processo di privatizzazione che ha subito la sua azienda (ora Hitachi) e rilanciando l’idea di una progettualità che deve investire Potere al Popolo nel lungo periodo.

In chiusura interviene Fosco Giannini, responsabile nazionale dipartimento esteri, che, durante una lunga e appassionata relazione, affronta diverse ed importanti questioni dell’agenda politica e sociale. Il primo tema che viene messo a fuoco è quello della novità rappresentata dalla lista Potere al Popolo, lista volta a favorire, al di là di quelli che potranno essere gli esiti delle elezioni del 4 Marzo, un’unità d’azione tra PCI, Rete dei Comunisti, sindacati conflittuali, Eurostop e le altre forze che la compongono. Lo scenario economico e sociale del Paese, dice Giannini, ha imboccato sempre più una deriva antipopolare, volta a cancellare diritti fondamentali e costituzionalmente garantiti. La legislazione degli ultimi anni è andata tutta in tale direzione : dal Jobs Ac alla  Buona Scuola, sino all’ abolizione art.18.Inoltre, come emerge dalle analisi dei più significativi indicatori  economici, la percentuale  del prelievo fiscale che grava sulle buste paga degli operai e dei lavoratori dipendenti ha superato  di un quinto l’ammontare degli stipendi e dei salari, e tale consistente prelievo non viene utilizzato per l’erogazione di servizi a favore dei cittadini, nonostante la pesantezza della crisi.
La  vicenda di Macerata , continua  Giannini, desta allarme e preoccupazione perché  non è imputabile, come  è stato sostenuto, ad una mente folle e disturbata ma s’inserisce in un clima di intolleranza, di razzismo, di xenofobia, di  ripetuti richiami al fascismo, un clima  che da tempo sta montando nel Paese. Siamo di fronte ad “un atto terroristico di matrice nazista”, compiuto da un militante della destra. Del resto che Luca Trani sia stato e sia vicino a formazioni reazionarie lo dimostrano la sua candidatura nella Lega ad una recente consultazione amministrativa e la vicinanza agli ambienti di Casa Pound. “Ma non tutto è perduto” prosegue Giannini, sullo scenario internazionale fa cenno alla resistenza Cubana, al processo bolivariano in America Latina, ai processi rivoluzionari in Africa, all’ascesa dei Brics. Continua, poi, descrivendo la natura imperialista della NATO, il ruolo da protagonista che ha svolto nelle guerre in Libia, in Iraq, in Afghanistan, in Ucraina e denunciando gli avamposti della NATO in Italia e le spese esorbitanti che sosteniamo a causa della nostra adesione al Patto Atlantico. Infine lancia di nuovo un monito all’unità ed una denuncia alla costituzione della PESCO.

 

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