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Napoli: antifascismo e gestione dell’ordine pubblico

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di FGCI e PCI Napoli

I numeri riportati durante il corteo antifascista di domenica sono da bollettino di guerra: 23 fermi (tra cui 3 compagni della FGCI napoletana) ed 11 feriti, di cui 2 gravi in ospedale.
A parole il Partito Democratico si erge a difensore  dei valori dell’ antifascismo, chiede agli italiani  un voto utile per arginare la deriva di destra, ma, alla prova dei  fatti, non fa nulla per stroncare  l’aggressività del risorgente neofascismo. Anzi, di fronte a fatti allarmanti, si rifugia nella più vieta retorica, pur essendo da 5 anni al governo del Paese. Tante sono state le azioni violente dell’estrema destra rimaste senza adeguata risposta da parte dello Stato; soltanto i militanti antifascisti, consapevoli del pericolo che corre la democrazia, sono scesi in piazza  in corteo per manifestare la loro netta opposizione al razzismo, all’intolleranza, all’esaltazione del ventennio fascista.
La gestione dell’ordine pubblico avviene secondo una logica perversa:  da un lato non vengono assunte  misure adeguate per vietare le iniziative provocatorie dei nostalgici del fascismo; dall’altro si reprimono, con una disposizione di forze da G8 e con un abnorme uso della violenza, le legittime proteste degli antifascisti. I fatti accaduti a Napoli domenica 18  sono  la dimostrazione più evidente della sostanziale acquiescenza delle forze di polizia alla  protervia di chi viola  la XII Disposizione transitoria della Costituzione del ‘48. E’ stata bloccata una grande arteria cittadina – Via Galileo Ferraris alle spalle della Stazione di Piazza Garibaldi -, sono state installate transenne antisommossa, si è fatta una gigantesca caccia all’uomo, rincorrendo e manganellando i militanti antifascisti che pacificamente protestavano, pur di non vietare la manifestazione  di Casapound all’interno dell’ Hotel Ramada (eppure esistono leggi dello Stato che vietano la ricostituzione del partito fascista!).

Di Stefano, durante la sua conferenza, ha rivendicato pienamente la natura Fascista di Casapound, aggiungendo che questa formazione politica è la degna erede del Movimento Sociale Italiano. Parole chiare che non hanno bisogno di alcuna particolare esegesi: Casapound si richiama al ventennio ed ai suoi epigoni. Ciò è intollerabile nell’ Italia repubblicana nata dalla Resistenza.

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Le forze neofasciste  evocano propagandisticamente le presunte virtù pubbliche del regime  ed  utilizzano una retorica che parla alla pancia delle persone e che attribuisce  le colpe della crisi esclusivamente agli  immigrati, alimentando un clima di  xenofobia e di caccia alle streghe. I fatti di Macerata, Pavia e Piacenza sono la più chiara dimostrazione della pericolosità sociale di tale volgare retorica.

Protestiamo per l’inadeguata gestione dell’ordine pubblico che ha caratterizzato la giornata di Domenica 18 ed  esprimiamo totale disapprovazione per il trattamento riservato ai manifestanti.

Siamo solidali con i 3 compagni della FGCI napoletana e con gli altri 20 attivisti che  sono stati ingiustamente fermati.

Il fascismo non deve passare.

 

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