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I comunisti russi e la situazione in Siria

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Riprendiamo da Marx21.it e pubblichiamo questo articolo di Leonid Kalashnikov* da kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

“Gli Stati Uniti non riescono a ragionare se non quando gli altri paesi dimostrano la capacità di difendersi”

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C’è stato un momento in cui è sembrato che gli Stati Uniti modificassero la loro retorica e che si dicessero pronti a tollerare ancora Assad. Ma oggi gli americani non nascondono di voler percorrere un’altra strada, quella che porta a un cambio di potere in Siria.

E ora lo fanno per mano dei separatisti e dei fondamentalisti islamici. A questo scopo vengono adottate misure per sostenere questi fondamentalisti con l’aiuto dei sauditi. Nella Douma siriana è in realtà avvenuto un colpo di mano all’interno di uno dei gruppi terroristici, il cui leader è stato ucciso da uno dei suoi vice, e ciò ha portato alla cancellazione di tutti gli accordi raggiunti con Assad. Gli Stati Uniti, ovviamente, hanno sostenuto tale sviluppo degli eventi, e per questa ragione la situazione si è aggravata fino alla minaccia di conflitto armato.

Che succederà ora? Considerando il fatto che noi non siamo lontani dalla zona del conflitto, naturalmente, reagiremo. Al Consiglio di Sicurezza dell’ONU il nostro rappresentante permanente Vasily Nebenzia ha già dichiarato che siamo pronti a difendere i nostri soldati. E io sarei dell’avviso che dovremmo rifornire le truppe di Assad del maggior numero possibile di sistemi S-300 e S-400, Questo è l’unico modo che potrebbe far rinsavire gli americani, lo stesso che avevamo adottato al tempo della guerra nel Vietnam.

Il nostro paese ha sempre richiamato gli Stati Uniti a rispettare l’ordine internazionale, ma questo approccio non funziona con loro. E oggi già sappiamo che dobbiamo aspettarci un altro bombardamento dallle loro navi. Sembra proprio che gli Stati Uniti non riescano ad essere ricondotti alla ragione se non quando gli altri paesi dimostrano la capacità di difendersi”. Come era avvenuto in Vietnam, con l’installazione di nostri sistemi simili, che solo si chiamavano in un altro modo. Tali sistemi avevano abbattuto una decina di aerei in due giorni, costringendo gli americani a interrompere le incursioni e a pervenire a più miti consigli. Apparentemente, nella situazione che si presenta in Siria è necessario che noi agiamo in base allo stesso principio.

*Deputato del Partito Comunista della Federazione Russa e presidente della Commissione della Duma di Stato per gli affari della CSI, dell’integrazione eurasiatica e i rapporti con i compatrioti.

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