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Toninelli, la TAV e i picnic a base di salsicce arrosto e birra

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Ho sempre manifestato con forza il mio dissenso al progetto della TAV Torino Lione. Le motivazioni sono molte e serie. Il punto che voglio mettere in evidenza oggi, tuttavia, non è collegato al merito del progetto, non è riconducibile alle ragioni che ne sostegno la necessità ovvero a quelle che ne comprovano l’inutilità, di più, la dannosità. Quello che colpisce, ancora una volta, è il linguaggio utilizzato dagli uomini di questo Governo, lo schema logico-argomentativo che seguono per fondare le loro scelte.

Prendiamo, ad esempio, il ministro Toninelli.

Per sostenere la scelta del Governo di bloccare il progetto, egli non ci informa della sua inutilità, non ci convince dei danni incalcolabili ed irreversibili che la mastodontica opera andrebbe a causare. No. Toninelli ci dice, o meglio dice, rispondendogli, a Tajani, che “la mangiatoia è finita”. Toninelli è fonte preziosa ed autorevole, egli è un ministro della Repubblica, anzi è il ministro alle infrastrutture. Se parla della TAV come di una mangiatoia, egli sa, con assoluta certezza, che sul progetto Torino Lione hanno mangiato in molti. Dunque, siamo di fronte ad un dato certo ed incontrovertibile, non è una illazione da bar: sulla Torino Lione si mangia (o si è mangiato), e poiché la linea non è ancora attiva, certamente non si mangia sui convogli in transito. Inoltre, si può ipotizzare che l’espressione utilizzata da Toninelli non descriva ameni ed innocui picnic a base di salsicce arrosto e birra allegramente consumati nei luoghi interessati dalla TAV. Insomma, il solerte ministro Toninelli vuol far capire ad Antonio Tajani ed a noi che il tempo del magna magna è finito.

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E’ finito il tempo, per dirla fuori di metafora, della corruzione impunita condotta sull’allettante progetto controverso. Torniamo al punto, dunque. Toninelli sa, nella sua qualità di Ministro delle infrastrutture, che sulla Torino Lione si sono consumate condotte criminali che lui, giustamente, intende, stroncare. Ma allora perché lo scrive in un tweet? Perché utilizza l’espressione “è finita la mangiatoia”? Non è obbligato, se è a conoscenza (come sembra sia) di una notizia di un reato così grave, darne comunicazione all’autorità giudiziaria? Non sa che, egli ministro, dunque pubblico ufficiale, nel momento in cui “omette o ritarda di denunciare all’autorità giudiziaria un reato di cui ha avuto notizia nell’esercizio o a causa delle sue funzioni, è punito…”?

 Insomma, non sa che sta commettendo un reato? Temo che non lo sappia. Con Toninelli continua la tradizione tutta nostrana di ministri inconsapevoli che assistono sgomenti e smarriti agli avvenimenti della vita, anche a quelli che sarebbero chiamati a governare. Un’unica certezza sembra restare, che la mangiatoia (intesa come luogo dove mangiare e bere liberamente e allegramente) sembra essersi trasferita dal luoghi della TAV ai palazzi romani delle Infrastrutture e di qualche vicepresidenza del Senato.

di Antonio Macera, Segretario regionale PCI Abruzzo

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