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Attività motoria nella scuola primaria, il ministro sportivo non marcia

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Il Miur in collaborazione col CONI anche per l’anno 2018-2019 ha promosso il progetto “Sport di Classe”, rivolto alle classi quarte e quinte delle scuole elementari.

E, ancora una volta, denunciamo l’insufficienza e la confusione di questo progetto. Dal progetto, innanzitutto, sono escluse le prime tre classi, cioè una fascia d’età in cui si sviluppa in grande misura l’accrescimento cognitivo e motorio dei bambini. Le risorse scarse non permettono un’adeguata copertura delle esigenze e non promuovono occupazione dei laureati in scienze motorie, nel cui settore non si arresta il precariato e non si garantisce alcuna tutela (basti pensare ai tanti brevetti che vengono elargiti e che creano “istruttori qualificati”, con corsi di poche ore dal CONI, a qualsiasi soggetto senza vincoli di titolo di studio, a discapito di specialisti che hanno un percorso di studio di 3 o 5 anni)

La valorizzazione dell’attività motoria a scuola sarebbe decisiva, non solo in termini didattici, ma anche per prevenire molte patologie. Obiettivo doveroso ed essenziale per difendere la salute pubblica e anche per contenere il costo del sistema sanitario nazionale.

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Tra le finalità del progetto si può leggere “incentivare l’introduzione e l’adozione di 2 ore settimanali di Educazione Fisica nel piano orario”, ore che, anche nel caso in cui venisse approvato il DDL per l’introduzione degli insegnanti di educazione fisica nella scuola primaria, sarebbero nettamente meno rispetto a paesi come la Francia. Anche in questo ambito l’Italia è il fanalino di coda dei paesi europei secondo il rapporto Euridice.

Nonostante il passato sportivo del ministro (docente di educazione fisica e allenatore di basket, prima di diventare un solerte burocrate dell’ufficio scolastico regionale della Lombardia e poi ministro leghista) siamo dunque ben lontani dal riconoscere all’attività motoria nella scuola ruolo e risorse adeguate.

di Luca Cangemi, responsabile scuola PCI e Salvatore Ferraro, responsabile scuola FGCI

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