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Il PCI con Maduro: oggi presidio davanti al Consiglio regionale della Toscana

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Venezuela: alle compagne e ai compagni dei territori

Sottolineando e divulgando l’importanza dell’iniziativa internazionalista e antimperialista, che pubblichiamo di seguito, organizzata dal PCI della Toscana (iniziativa  da prendere ad esempio, sia per le modalità che per il testo prodotto) invitiamo i compagni e le compagne di ogni territorio del nostro Paese a mobilitarsi al fine di denunciare il tentativo golpista in corso in Venezuela e sostenuto innanzitutto dagli USA, ed esprimere solidarietà attiva al compagno Maduro e alla Rivoluzione Venezuelana. Membri della Segreteria Nazionale del PCI hanno già incontrato, nei giorni scorsi, l’Ambasciatore a Roma del Venezuela, il compagno Julian Isaias Rodriguez Diaz, esprimendogli la massima solidarietà del nostro Partito. Il Comunicato del PCI, già pubblicato su questo sito e volto ad una forte condanna del tentativo golpista guidato dagli USA e volto a riaffermare la  totale vicinanza del PCI alla Rivoluzione Venezuelana “bolivarista, è stato pubblicato in Venezuela e letto nelle reti televisive nazionali. E’ ora importante che la solidarietà internazionalista, così come hanno fatto le compagne/i della Toscana, si esprima anche nei territori.

(Fosco Giannini, Responsabile Dipartimento Esteri PCI)

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IL PCI SOLIDALE CON MADURO

PRESIDIO DAVANTI AL CONSIGLIO REGIONALE TOSCANA

A cura di  Sandro Scardigli, PCI Toscana; Dipartimento Esteri PCI

 

 

Il PCI organizza un presidio, di fronte al Consiglio Regionale della Toscana, in solidarietà con il legittimo Presidente del Venezuela Nicolas Maduro, con la rivoluzione bolivariana e contro il golpe patrocinato dagli USA – Giovedì 31 gennaio, dalle ore 17 alle 20, in Via Cavour n. 2-4, Firenze.

BOLIVARIANO E CHAVISTA: UNA STRANA DITTATURA

Il chavismo dal 1998 ad oggi, tra elezioni e referendum revocatori, ha chiamato alle urne i venezuelani per ventuno volte, perdendone tre e vincendone diciotto. Strana dittatura, no?

Su giornali, radio e TV non troverete un rigo né una parola che riporti dichiarazioni o opinioni della parte di popolazione che si sente rappresentata dal suo legittimo governo. Perché l’obiettivo è nascondere la verità di ciò che succede in Venezuela, impedire che l’opinione pubblica conosca i fatti e le diverse letture.

Da qui si parte per denunciare la manipolazione costante, continuata ed uniforme, che i nostri pennivendoli con l’elmetto utilizzano quotidianamente.

Per questo non troverete notizia del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che ha bocciato la richiesta statunitense, né che altri 157 paesi riconoscono solo il legittimo presidente, Nicolas Maduro.

L’opposizione di Portogallo e Grecia e l’impossibilità di esprimere una posizione unitaria dell’Italia rende impossibile il pronunciamento della UE, che per forza di cose dev’essere unanime. Anche la questione dei cosiddetti otto giorni di tempo, ovvero il presunto ultimatum dato a Maduro per convocare nuove elezioni, è iniziativa di Germania, Francia e Gran Bretagna e non di tutta la UE.

In concreto: Le tanto sbandierate elezioni legislative venezuelane (seguite nel 2017 dall’elezione dell’Assemblea Nazionale Costituente) sono state vinte dall’opposizione, ma per tre seggi. Il Consiglio Nazionale Elettorale e poi il Tribunale Supremo non hanno convalidato il voto, essendovi stati brogli evidenti. L’opposizione, alla guida del Parlamento, si è rifiutata di accettare il verdetto e ha sfidato Presidente e potere giudiziario rivendicando la sua scelta di confermare i beneficiari della frode, chiedendo anzi l’impeachment del Presidente come primo atto.

Alle presidenziali del Maggio 2018, vinte da Maduro, hanno partecipato 17 partiti (sedici dei quali di opposizione) e ben 5 sono stati i candidati alla presidenza della Repubblica.

Maduro le ha vinte perché il chavismo è ancora maggioranza forte nel paese; perché una parte della Destra, quella più obbediente a Washington, non ha partecipato dopo aver visto i sondaggi severi che la attendevano e su preciso ordine di Washington, che ormai cerca di boicottare tutte le elezioni latinoamericane dove i suoi soci partono sconfitti; perché la destra che ha partecipato è arrivata divisa al suo interno.

Il secondo è risultato Falcon, con il 21,8% dei voti, poi gli altri. E non è vero che non vi siano stati osservatori elettorali, giacché più di 200 persone, in rappresentanza di gruppi esteri e nazionali specializzati sul monitoraggio del voto, hanno registrato l’assoluta regolarità delle operazioni di voto.

Al Venezuela viene impedito ogni genere di acquisto di prodotti, dagli alimenti ai medicinali, dai pezzi di ricambio fino alle materie prime e sulle sue stesse riserve in oro, depositate presso banche internazionali, sono state effettuate rapine autentiche, come quella sulle 14 tonnellate di lingotti d’oro venezuelani regolarmente depositati (un miliardo di dollari circa) e passati di mano in un gioco illegale tra Deutsche Bank e la Bank of England. Quell’oro, che era a garanzia del debito estero e che veniva usato anche per l’acquisto di medicine, gli è stato così rubato dalla corona britannica. La decisione è stata di Washington, che ha ordinato ai ministri delle finanze ed ai governatori delle banche centrali di Europa e Giappone un blocco totale contro il Venezuela.

Allora è chiaro che se la situazione economica è difficile, lo si deve in primo luogo al boicottaggio dei prodotti, al blocco dei prestiti ed al furto dei depositi venezuelani, non al socialismo di Maduro. Cui semmai possono essere assegnati i milioni di persone che hanno avuto per la prima volta nella loro vita assistenza sanitaria, istruzione, luce, case e trasporti. Che sono stati trasformati da popolazione inerme e marginale a soggetto politico attivo. E’ stato possibile grazie alle nazionalizzazioni ed al recupero nelle mani venezuelane dei proventi petroliferi, prima saccheggiati dalle compagnie statunitensi ed europee.

Nell’odio per le classi popolari che si fanno governo e nella fame di rapina per il petrolio, il Coltan e il Litio venezuelano si trovano i motivi dell’aggressione. Nella servitù come vocazione insopprimibile si trovano invece le menzogne della stampa ufficiale occidentale.

Vista la terribile aggressione che il Venezuela sta subendo, il Partito Comunista Italiano organizza un presidio di solidarietà con il legittimo presidente del Venezuela Nicolas Maduro. Dalla parte della Rivoluzione Bolivariana, contro il Golpe patrocinato dagli USA.

 

 

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