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L’ARGENTINA VERSO LE ELEZIONI. SPERANZA NEL “FRONTE DE TODOS”

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Intervista a Carmelo Versaci, membro della segreteria dei rapporti internazionali del Partito Comunista Argentino

a cura di Laura Baldelli

L’Argentina ancora una volta affronta un momento cruciale sul piano politico, economico e sociale; il presidente uscente Mauricio Macrì ha portato il paese in recessione, a causa delle politiche neo-liberiste che hanno inginocchiato il paese diffondendo povertà, disoccupazione, insicurezza sociale, inflazione. Ma il prossimo 27 ottobre il popolo argentino potrà, con le elezioni presidenziali, invertire la rotta e a questo proposito chiediamo informazioni sul paese e la campagna elettorale in corso in Argentina al compagno Carmelo Versaci, del Partito Comunista Argentino (PCA).

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LB: Dopo le primarie dell’11 agosto, che hanno segnato il vantaggio di Alberto Fernandez su Mauricio Macrì, com’è il clima nel paese e quali le scelte elettorali del PCA?

CV: C’è grande speranza ed entusiasmo per la coalizione anti-Macrì, il FRONTE de TODOS, a cui ha aderito il PCA, che ci vede uniti con i peronisti di sinistra di Cristina Fernandez Kirchner per sconfiggere Macrì, che ha svenduto l’Argentina alle multinazionali. Il precedente governo gli aveva consegnato un paese con i conti in ordine e con 0 debito, ora ci ritroviamo con il 60% di debito: solo nel 2018 l’FMI è intervenuto con un prestito record di 57,1 ml di dollari, ma si parla di 44000 ml e 38000 ml sono portati via dalle banche, si parla di 14000 ml di banconote trafugate. Inoltre lo spread è al 1400 e spalanca le porte ad un nuovo default.

LB: come funziona il vostro sistema elettorale?

CV: E’ un sistema simile a quello degli USA: elezione diretta del presidente, sistema maggioritario con alternanza, ma in Argentina più che un bipolarismo abbiamo un fronte, una coalizione e noi stiamo dentro la coalizione Fronte de Todos, che vuole restituire la sovranità all’Argentina e al popolo argentino. Le primarie di agosto e i sondaggi vedono il Fronte de Todos in consistente vantaggio, siamo molto fiduciosi nel cambiamento e noi comunisti stiamo lavorando, grazie al nostro radicamento in ogni regione e provincia argentina. Il 27 di ottobre, oltre il Presidente, si eleggeranno 130 deputati e 24 senatori e nella stessa data ci saranno anche le elezioni provinciali, tra cui la città autonoma di Buenos Aires. Per vincere al primo turno, come auspichiamo, occorre il 45% dei voti. Fondamentale è il ruolo dei cattolici, soprattutto dei preti di base e grande è l’influenza di papa Francesco. Ora abbiamo anche l’appoggio dichiarato del REDH, cioè la rete degli intellettuali, artisti, movimenti sociali in difesa dell’umanità, che lotta in tutta la Latino America contro le logiche imperialiste. Vincere le primarie è stato quasi un miracolo, perché Macrì ha utilizzato la pirateria informatica per ostacolare la nostra propaganda, ma noi con il nostro radicamento abbiamo fatto e facciamo campagna elettorale porta a porta, coinvolgendo le persone direttamente. I nostri attivisti ben organizzati si stanno impegnando senza risparmiarsi, perché non è in gioco solo l’Argentina, ma tutta la Latino America.

LB: Ma a sostegno di Macrì ci sono anche i peronisti….

CV : Si ci sono i peronisti di destra, infatti il presidente Macri è sostenuto dai governatori del Partido Justicialista come Juan Schiaretti a Córdoba e Juan Manuel Urtubey a Salta, perché pensano che il personalismo di Cristina Kirchner abbia danneggiato il movimento peronista. Ma c’è anche da sottolineare che le elezioni amministrative sono comunque molto diverse da quelle presidenziali. Altro punto di forza di Macri è il sostegno delle comunità evangeliche, sempre più rivolte a destra, sebbene all’interno delle chiese evangeliche ci siano delle divisioni; il governo Macri ha trattato accordi politici con loro per legiferare delle leggi come la legge contro la legalizzazione dell’aborto con il sostegno dei neo-pentecostali, i quali hanno una relazione diretta con gli Stati Uniti. Comunque il peronismo è un movimento politico di sinistra in chiave antiimperialista, attivo da decenni in Argentina. Il fondatore Juan Domingo Peron, fu eletto tre volte come presidente nel 1946, 1952 e 1973. Successivamente ricordiamo che i governi peronisti vennero travolti da due golpe militari e il partito venne messo al bando in entrambe le occasioni. In seguito fu eletto presidente dell’Argentina Carlos Menem nel 1989 e nel 1995. Il Partido Justicialista fondato nel 1947 dallo stesso Juan Domingo Peron, rappresenta il partito con la più lunga tradizione del paese. In seguito alla crisi economica del 2001 che ha portato il paese al default, il Partido Justicialista ha compiuto la svolta kirchnerista con Néstor Carlos Kirchner nel 2003 e con Cristina Fernández Kirchner dal 2007 al 2011 in chiave socialista.

LB: Che cosa è accaduto con Macrì all’economia argentina?

CV: L’economia argentina è in mano all’UE e soprattutto agli USA, che vorrebbero che tutta la Latino America fosse una colonia da sfruttare. Oggi l’imprenditoria argentina privata e nazionale è scomparsa, tutti stanno saccheggiando l’Argentina e inoltre Macrì ha fatto entrare rifiuti tossici nel sud del paese e nel libro di Rocco Carbone, “Mafia capital”, si denunciano i legami del presidente con la ‘ndrangheta calabrese, dove è anche documentato come i porti argentini siano in mano alla ‘ndrangheta e non a caso Macrì ha origini calabresi. Il grande inganno è far credere che la crisi argentina sia nel contesto della crisi produttiva e finanziaria mondiale, invece sta dentro la logica del neocolonialismo e del neo-imperialismo dei capitali transnazionali, dove in Argentina si sono serviti della ‘ndrangheta, ormai mafia transnazionale, che fa affari in tutto il mondo, con un sistema criminale anche d’intelligence, che agisce come uno stato nello stato. Inoltre tutte le buone politiche economiche in chiave socialista della precedente amministrazione di Cristina Kirchner, che fecero risorgere l’Argentina, come le nazionalizzazioni della compagnia aerea di bandiera, le aziende aeronautiche i fondi pensione e soprattutto il rimpatrio di numerosi ricercatori e scienziati argentini all’estero, sono state spazzate via da Macrì, perché fu commesso un errore clamoroso dall’amministrazione Kirchner: tutti i cambiamenti furono attuati per decreto-legge e per questo Macrì li ha spazzati via velocemente; è lo stesso errore commesso da Lula in Brasile. Il governo di Macrì ha agito in modo criminale contro gli interessi del popolo argentino affamandolo e portandolo alla criminalità; infatti il capo della polizia argentina, denunciando un forte incremento della microcriminalità, rivela che tutti i nuovi detenuti erano al loro primo atto criminale, spinti dalla necessità, dopo aver perso lavoro e altre fonti di reddito. E guarda caso nel programma di Macrì c’è la costruzione di nuove carceri!

BL: Quello che racconti ci richiama al libro di Edoardo Galeano “Le vene aperte dell’America Latina”……

CV: Esattamente. Le politiche neo-liberiste e neo-imperialiste sono identiche a quelle attuate dallo sviluppo del nascente capitalismo inglese dopo la rivoluzione industriale e perpetrato nei secoli, che trova appoggi nella corruzione e nella cecità dell’economia locale.

LB: Come vedi tutta la situazione politico-economica in Sud America e quanto le elezioni argentine influenzeranno gli altri paesi latino-americani?

CV: Saranno determinanti! Tutta la Latino America che vuole emanciparsi è sotto continuo attacco degli USA; Cuba sopravvive nonostante tutto, così il Venezuela: tra i militari venezuelani ci sono molte donne e fanno la differenza nel sostegno a Maduro; in Bolivia Evo Morales e il suo governo hanno trasformato il paese: in economia il governo svolge un ruolo molto importante, controllando le risorse economiche e profitti delle industrie estrattive delle materie prime; infatti dal 2004 la Bolivia ha nazionalizzato l’industria degli idrocarburi, i cui profitti sono stati reinvestiti nelle politiche di redistribuzione della ricchezza, in educazione e salute. Il FMI internazionale ha riconosciuto alla Bolivia una grande crescita del PIL, bassa inflazione e bilancia commerciale in attivo. Anche in Bolivia ci saranno le elezioni a ottobre e l’avversario di Morales, l’ex presidente Carlos Mesa, sostiene l’incostituzionalità e l’illegittimità di ricandidarsi per la IV volta. Oggi in Bolivia si tocca con mano il cambiamento positivo della qualità della vita, ma questo non sta bene al capitalismo predatorio internazionale! In Brasile la situazione dei danni di Bolsonaro è sotto gli occhi di tutti, non solo ha prodotto danni incommensurabili al suo paese, ma all’umanità intera! Il principio è sempre lo stesso: svendere il proprio paese per pochi spiccioli alle multinazionali e distruggere l’economia locale, affamare il paese e ridurre in schiavitù le persone e soprattutto distruggere l’ambiente.

LB: quale sarà il programma del candidato presidente Alberto Fernandez e della sua vice Cristina Fernandez de Kirchner una volta eletti?

CV: Cancellare tutti i provvedimenti di Macrì, nazionalizzazioni per far ripartire l’economia argentina, e non pagare i debiti contratti da Macrì con il FMI, si dovrà affrontare il serio problema della violenza e microcriminalità, scatenato dalla povertà in cui riversa il paese, si dovrà investire in educazione e salute e soprattutto creare lavoro stabile per combattere la disoccupazione e tutto ciò che ne è conseguito. Noi comunisti siamo pronti a collaborare con il nuovo governo sulla base del programma che ci ha unito nel fronte contro Macrì per combattere le corrotte, criminali e scellerate politiche neo-liberiste e neo-colonialiste. Sosterremo un programma socialista e vigileremo affinché sia attuato.

LB: Sappiamo che ancora il problema del problema dei desaparecidos della dittatura non è risolto e che con Macrì, la magistratura non ha lavorato come avrebbe dovuto….

CV: Infatti di 30.000 desaparecidos denunciati non si sa ancora nulla, ma ce ne sono tantissimi di cui nessuno ha potuto farne denuncia, perché hanno sterminato anche chi non era coinvolto direttamente, ma poteva denunciarne la scomparsa; occorrono ricerche molto più difficili….ma la magistratura, che era vicina alla dittatura, è ancora in carica. Anche questo sarà una questione da affrontare perché l’Argentina deve fare i conti con il suo passato recente, ricordare cosa fu la dittatura; la Memoria è importante per le future generazioni.

LB: Grazie Carmelo, le comuniste e i comunisti del Partito Comunista Italiano augurano un buon risultato ai compagni e alle compagne argentine per la vittoria della democrazia in Argentina, quella vera, che non si esaurisce con le votazioni, ma che si adopera per la vera uguaglianza dei cittadini verso l’accesso all’istruzione e alla sanità pubblica, al lavoro garantito dai diritti e dalla giusta retribuzione, all’equo sistema fiscale che permetta la ridistribuzione della ricchezza e non ultimo l’indipendenza economica del paese. La vittoria del Fronte de Todos sarà una speranza per tutta la Latino America!

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