Home Esteri Assassinio Khashoggi e sanzioni all’Iran: “Interrogazione Parlamentare del PCI”

Assassinio Khashoggi e sanzioni all’Iran: “Interrogazione Parlamentare del PCI”

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di Fosco Giannini, Responsabile Dipartimento Esteri PCI

 

Al Presidente del Consiglio del Governo Italiano Giuseppe Conte;

al Ministro degli Affari Esteri Enzo Moavero Milanesi.

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Signor Presidente, Signor Ministro degli Affari Esteri,

il PCI pone al Governo in carica le seguenti e pressanti domande:

-rispetto all’assassinio , organizzato dai Servizi Segreti dell’Arabia Saudita e voluto da Principe Saudita Mohammed bin Salman del giornalista scomodo Khashoggi, gli USA e in primo luogo il Presidente Trump fingono di non sapere e ciò sia per non inficiare i rapporti politici con l’Arabia Saudita (importante alleato filo israeliano e anti iraniano USA nella Regione), che per non compromettere il rapporto mercantile USA – Arabia Saudita, un Paese, quest’ultimo, divenuto un immenso mercato per la vendita di armi nordamericane.

In seguito a ciò il PCI chiede al governo “sovranista” italiano perché le sue posizioni siano totalmente subordinate a quelle di Trump; perché pratichi lo stesso silenzio “americano” per l’assassinio di Khashoggi e perché continui a favorire la vendita di armi prodotte in Sardegna dalla “fabbrica della morte” RWM all’Arabia Saudita;

-il PCI chiede energicamente perché il governo “sovranista” italiano abbia già accettato di aderire all’embargo economico contro l’Iran arbitrariamente decretato, a nome di tutti gli alleati occidentali,  direttamente da Trump e chiede perché lo stesso governo italiano abbia già servilmente accettato l’ordine americano secondo il quale i Paesi alleati agli USA che non aderissero all’embargo subirebbero loro stessi gravi sanzioni economiche da parte degli USA e del campo capitalistico occidentale;

– il PCI chiede con la stessa determinazione al governo italiano se esso sia consapevole dell’immenso danno economico a spese dei lavoratori, delle lavoratrici e dell’intero popolo italiano che deriverebbe dall’interruzione dei rapporti economici e politici tra Italia e Iran, a partire dal fatto che già ora sono stati bloccati i pagamenti delle esportazioni italiane verso l’Iran, che l’Italia è stata sino ad ora il primo partner commerciale europeo, che con l’Iran le aziende e lo Stato italiano hanno, complessivamente, un giro d’affari di circa 5 miliardi di dollari l’anno e che, con le sanzioni imposte da Trump e accettate dal governo Conte, l’Italia abbia già dovuto rinunciare a commesse in infrastrutture, trasporti ed energia per un valore di circa 30 miliardi di dollari;

– il PCI chiede altresì se la concessione elargita dagli USA al governo italiano ( poter importare petrolio iraniano per altre 6 mesi, prima di interrompere l’acquisto) non sia ritenuta dallo stesso governo Conte una vera e propria umiliazione imposta dagli USA e subita non solo dal governo ma dall’intero popolo italiano e se in seguito a ciò l’alleanza di governo Lega-M5S possa ancora trovare il coraggio di appellarsi al popolo italiano;

– in rapporto alla grave rottura proclamata da Trump dell’accordo sul nucleare tra USA e Iran, il PCI chiede al governo italiano perché non si sia pronunciato pubblicamente su tale rottura e se tale silenzio, come tutta l’attuale politica italiana vergognosamente subordinata agli USA fa ampiamente supporre, altro non significhi che l’Italia sia già allineata alla rottura dell’accordo USA – Iran sul nucleare, rottura dell’accordo che ha tutti i segni di una volontà di guerra;

– in seguito a ciò il PCI chiede anche se il governo italiano sia consapevole che l’accordo USA – Iran sul nucleare non era solo un accordo tra questi due Stati ma, soprattutto è, ancora, un Trattato Internazionale e anche una Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, che Trump non può, unilateralmente, stracciare. Come non può farlo il governo italiano, che dovrebbe, al contrario, confermarne, presso l’ONU e sul piano internazionale, la legittimità;

– il PCI chiede al governo Conte non solo di rispondere ai quesiti posti ma, attraverso risposte chiare, di dire al popolo italiano se esso sia un governo sovrano oppure (come il PCI crede) sia un governo che, attraverso la subordinazione cieca agli USA, svende l’autonomia e la dignità di un popolo, il popolo italiano, ai padroni del mondo.

P.S. A fronte del silenzio dominante nelle aule parlamentari italiane su questioni di così grande rilevanza a livello internazionale, questa sarebbe stata l’Interrogazione del PCI se il PCI avesse avuto presenze in Parlamento.

 

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