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L’ATTACCO DEL GOVERNO POLACCO AL PARTITO COMUNISTA E LE INIZIATIVE DI LOTTA DEL PCI E DEI PARTITI COMUNISTI DELL’UE

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di Fosco Giannini, responsabile dipartimento Esteri PCI e Francesco Maringiò, coordinatore del Dipartimento Esteri

La Polonia (presidente Andrzei Duda) è guidata dal 2015 da un governo di estrema destra, sostenuto dal Partito reazionario “Diritto e Giustizia”. Il governo polacco, ritenuto “euroscettico”, ma che in verità gode della complicità dell’Ue e dell’appoggio esplicito degli USA e della NATO, ha operato “giri di vite” antidemocratici nei gangli decisivi della società e delle istituzioni, a cominciare proprio dal sistema giudiziario, in netta contraddizione col nome stesso del partito di governo ( Diritto e Giustizia). Con la firma del presidente Duda è passata una legge che ha permesso al governo di “far andare in pensione” tutti gli 83 giudici della Corte Suprema, a prescindere dalla loro età. Un’altra legge ha permesso al governo di nominare 22 dei 25 funzionari preposti alla scelta dei giudici da eleggere presso la Corte Suprema. Tutto ciò, naturalmente, affinché la stessa Corte Suprema sia formata da giudici legati al governo. Il progetto di conquista totale della Corte Suprema è solamente uno dei passaggi reazionari dal carattere fascista che hanno contrassegnato e contrassegnano il governo e il regime polacco.

E’ in questo contesto che ha preso corpo in Polonia la feroce persecuzione contro il Partito Comunista Polacco e contro i suoi dirigenti e militanti, con l’obiettivo finale, da parte del governo di Varsavia, di scagliare contro il Partito Comunista la legge di illegalità. L’azione giudiziaria contro il PC Polacco inizierà ufficialmente il prossimo 7 dicembre.

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Al recente meeting di Atene ( dal 23 al 25 novembre u.s.) i Partiti Comunisti e Operai che vi hanno partecipato hanno lanciato un Appello (che pubblichiamo di seguito) volto a richiedere, in tutta Europa e, simultaneamente, nella giornata del prossimo 3 dicembre, azioni pubbliche di denuncia (anche e soprattutto di fronte alle Ambasciate e ai Consolati della Polonia) dell’operato del governo polacco e azioni di solidarietà verso il PC Polacco.

Il PCI aderisce con convinzione a questa battaglia di denuncia e all’impegno solidale con il PC Polacco e sta già organizzando, per il prossimo 3 dicembre, sit-in di fronte all’Ambasciata della Polonia a Roma e di fronte ai Consolati polacchi di diverse città.

Oltre ciò il PCI sta già lavorando per un Appello di solidarietà con il PC Polacco, Appello che sarà quanto prima pubblicato, inviato al PC Polacco e consegnato sia all’Ambasciatore della Polonia a Roma che ai Consoli polacchi.

 

ATENE, MEETING DEI PARTITI COMUNISTI E OPERAI

Appello per la solidarietà con il Partito Comunista della Polonia

I Partiti Comunisti e Operai che hanno partecipato all’incontro internazionale di Atene denunciano l’attuale campagna anticomunista contro il Partito comunista della Polonia, condotta dalle autorità del Paese.

L’azione giudiziaria anticomunista contro il Partito comunista polacco avrà un nuovo episodio il 7 dicembre. Le autorità polacche, con l’appoggio dell’Unione Europea, da circa tre anni portano avanti un processo contro i quadri e gli iscritti del Partito comunista polacco e contro il comitato di redazione della rivista “Brzask”, procedendo perfino a perquisizioni nel domicilio dei quadri del partito, che sono sotto la minaccia di due anni di carcere.

Seguendo una richiesta del governo, il gruppo di lavoro del Parlamento polacco ha suggerito di cambiare la legge attuale allo scopo di mettere al bando i simboli comunisti, posti sullo stesso piano dei “simboli fascisti”, falsificando la verità storica e offendendo la memoria dei popoli. Ricordiamo che la legge in questione era già stata modificata nel 2009 inserendo il bando dei simboli comunisti, ma in seguito alle reazioni suscitate venne dichiarata anticostituzionale e abolita nel 2011.

Questo pericoloso sviluppo si verifica nel momento in cui la Corte costituzionale polacca (che è sotto il controllo diretto del governo polacco) sta per discutere la questione della legalità dell’esistenza del Partito comunista polacco, in seguito alla sollecitazione di un’organizzazione reazionaria.

Questa operazione concertata dal governo polacco e dall’Unione Europea ne mostra lo scopo comune di ostacolare la lotta organizzata dei comunisti e del popolo contro la barbarie capitalistica.

L’anticomunismo e l’intimidazione dei comunisti polacchi non passeranno!

Cessare subito tutte le persecuzioni contro il Partito comunista polacco!

Chiamiamo a una giornata internazionale di mobilitazione e solidarietà con i comunisti polacchi il 3 di dicembre davanti alle ambasciate polacche in tutti i Paesi!

( traduzione a cura di Nunzia Augeri)

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